Ci sono paesi che stimolano la fantasia e l’immaginazione, tra questi c’è sicuramente la Mongolia con i suoi paesaggi sconfinati e la sua popolazione nomade. La maggior parte dei libri pubblicati sulla Mongolia sono tuttavia incentrati su Gengis Khan, vero nume tutelare del paese, sull’impero mongolo e sulle caratteristiche guerriere del suo popolo. Meno conosciute le pagine che trattano della Mongolia attraverso la narrativa, permettendo anche ai non specialisti di entrare in contatto con l’atmosfera unica di un paese dove i sogni esistono ancora ed il tempo si dilata.

Mongolia.Viaggio ad Olgii e oltre – Roberto Ive: Iniziamo questa breve rassegna con un grande classico della narrativa dedicata alla Mongolia. Roberto Ive è forse colui che, con la sua scrittura, sa meglio rendere l’amore che questa terra sa suscitare in chi entra in sintonia con le sue corde. In questo viaggio l’autore ci porta magistralmente nell’ovest mongolo, la parte più misteriosa e meno turistica del paese, dove due mondi, quello mongolo e quello kazako, si incontrano.

 

Il respiro del deserto – Marco Buticchi: Il fascino della Storia mongola ha toccato anche un romanziere prolifico come Buticchi. In quest’opera dal tono epico compaiono la Prima guerra mondiale, il presidente americano Truman, lo scrivano di Gengis Khan ed il porto di La Spezia, sullo sfondo il mistero della morte del grande condottiero ed una mappa per ritrovarne i tesori. Un romanzo dai ritmi incalzanti come un cavaliere mongolo al galoppo, ricco di colpi di scena.

 

Il mistero di Gengis Khan – Harold Lamb: Come detto, moltissimi dei libri che hanno come protagonista la Mongolia sono dedicati a Gengis Khan, colui che seppe conquistare un impero immenso. Tra questi segnaliamo l’opera di Lamb che ripercorre la vita di colui che fu il “khan oceanico”, da capo di una piccola tribù ad unificatore di popoli. Lamb ne sottolinea non solo le virtù militari ma anche quelle di legislatore e di fondatore di un impero unico nella Storia dell’umanità.

 

La morte nomade. Yeruldelgger – Ian Manook: Terzo volume di una trilogia che in Francia ha fatto furore. L’autore è un francese figlio della diaspora armena, il protagonista del romanzo un commissario della polizia di Ulan Bator (come la capitale mongola si chiamava fino a non molto tempo fa). Nelle pagine del libro personaggi improbabili, nomadi, sciamani e la Mongolia alle prese con i problemi di oggi, il tutto immerso in una natura feroce come solo in Mongolia sa essere.

 

Mongolia. In viaggio con le nuvole – David Bellatalla: Tra le opere più recenti (maggio 2018) quella di un antropologo grande esperto di questa terra. Il volume è ideale per entrare in connessione con il popolo mongolo, con le sue usanze non sempre facili da capire e le sue tradizioni. Scoprirete quanto la Mongolia possa andare oltre ogni immagiazione, risultando un universo davvero altro, da scoprire ed amare ammirandone il cielo di un blu quasi impossibile.

 

In Mongolia. Viaggio in un paese nella bufera della modernità – Alvaro Masseini: Siamo ora di fronte ad un’opera di narrativa che per la sua acutezza, dovuta ai numerosi viaggi dell’autore in Mongolia, sconfina nella saggistica. L’autore infatti racconta il suo viaggio sulle orme dei nomadi mongoli, tentando di ripercorrerne le vicende storiche, scoprendone la quotidianità e riflettendo sui cambiamenti che la modernità ha portato in questo paese sospeso che è la Mongolia.

Hashja – Franka Cernetti: Questo è un libro magico, figlio del potere che la Mongolia ha sull’immaginazione e la fantasia. Il romanzo di stampo quasi esoterico nasce da un dipinto fatto dalla stessa autrice, parole quindi evocate nel tempo da un’immagine, quella di Hashja musicista mongola che nel 1200 termina le sue peregrinazioni a Nepi, in Toscana. Con lei i ricordi della steppa natia, la difesa della sua libertà ed il coraggio di essere donna in un mondo di guerrieri.

 

Eurasia Express. Cronache dai margini – Matthias Canapini: Chiudiamo questa piccola carrellata di libri sulla Mongolia con quello che è più di un reportage. Si tratta infatti del resoconto di un progetto, finanziato con il crowfunding e chiamato “il volto dell’altro”, che ha portato l’autore da Fano all’Estremo Oriente, passando per i Balcani e la Siria alla ricerca di volti, associazioni umanitarie e storie da raccontare. Un libro che parla quindi anche, ma non solo, di Mongolia.

 

Come fare il visto per la Mongolia

 

Fonte immagine: Max Pixel
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