Partenze e ritorni

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Aeroporto Don Mueang – Bangkok

Di nuovo in partenza, sempre alla ricerca di qualcosa che non si trova mai. Il blog si trasferisce in Asia, si spera il più a lungo possibile, prima tappa l’inevitabile Bangkok. L’obiettivo è quello di fare questo blog (ed i progetti collegati) ancora più belli e più grandi, dopo il successo ottenuto nell’ultimo anno. Certo, mantenere un blog non è per nulla semplice, molte le soddisfazioni poche le remunerazioni. Purtroppo l’abitudine ai social network ha resto tutto più difficile, anche se potrebbe sembrare il contrario, traducendosi spesso in superficialità. Ma ostinati si continua a volte senza un perché. Altro

La fragile esistenza della Bosnia

Piazza Sebilj – Sarajevo

Le righe che seguono non vogliono essere un’analisi approfondita della situazione bosniaca, pretendere di farlo sarebbe una mancanza di rispetto per coloro che, da anni, tentano di dipanare la matassa balcanica rendendola comprensibile al grande pubblico. Viene spontaneo pensare agli amici di East Journal ed alla loro meritoria opera di decostruzione degli stereotipi. Quelle che vado a scrivere sono solo delle impressioni, le mie impressioni, suscitate da un brevissimo viaggio in Bosnia che ha portato me ed un amico a Sarajevo e Mostar. Altro

Sulla strada più alta del mondo, almeno per un pezzetto

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In marcia

Una delle strade più affascinanti del mondo è sicuramente la Karakoram Highway, che dalla regione cinese del Xinjiang arriva, attraverso il  Khunjerab Pass, nel territorio pakistano del Gilgit-Baltistan, risultando la strada asfaltata internazionale più alta al mondo, salendo fino ad una quota di oltre 4600 metri sul livello del mare. Punto di partenza, proveniendo dalla Cina, è la città di Kashgar, antica tappa della Via della seta. Di qui è passata tantissima storia ed ancora oggi questa oasi, posta sul limitare del Taklamakan, offre al visitatore un’atmosfera davvero unica e centroasiatica. Altro

La foto della domenica

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Freedom

Per concludere questa serie di Foto della domenica ecco una delle foto più apprezzate tra quelle da me scattate, risultando quella più vista in assoluto in tutte le mie gallerie su Flickr (per le quali non smetterò mai di ringraziare il mio amico Patrizio). Ho detto concludere in quanto per il momento il blog si ferma, con Luglio sono arrivate le vacanze ma soprattutto ci sono nuovi, si spera importanti, progetti in vista. La ragazza in motorino rappresenta bene un paese entrato di recente nella mia vita: il Laos. Un paese che corre verso la modernità, cercando di rimanere se stesso, lungo strade ancora polverose. La foto è stata fatta sulla strada che, correndo parallela al Mekong ed al confine con la Thailandia, conduce al parco tematico di Xieng Khuan. La “centaura” mi ha semplicemente visto impolverato ed appiedato (la fermata del bus era distante alcuni chilometri) e mi ha fatto capire che se volevo mi avrebbe dato un passaggio, semplicemente. Come semplice è la vita, nonostante tutto

Rethinking the Silk Road, a review

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Military garrison in Gansu – China

Restaurants, hotels and a lot of travel agencies, the realities referring to the Silk Road are multiples, often with a scenario of deserts and camel caravans. But this image could be far from the reality of that group of trade routes we call Silk Road. Questioning the very existence of these trade routes is a fine book written by Valerie Hansen, teacher of Chinese and world history at the University of Yale. We are speaking of The Silk Road, a new history, also in the title deviating from the existent literature on the topic. Altro

I monumenti di Ulaanbaatar, camminando tra la storia mongola

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Gengis Khan

La Mongolia è un paese meraviglioso, dalle terre sconfinate e dal cielo blu, soprattutto a giugno, come è difficile vedere in altre parti del mondo. Tuttavia la sua capitale, Ulaanbaatar (o Ulan Bator per usare il vecchio nome) non è una delle mete più ambite del mondo, con il suo inquinamento invernale ed i quartieri poveri, dove si ammassano le persone provenienti dalle campagne in cerca di fortuna. Ma anche in questa città ci sono cose interessanti da vedere, come i suoi monumenti, a partire dalla statua di Gengis Khan che, dall’ingresso del Parlamento, scruta la piazza principale della città. Altro

La foto della domenica

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Il Turkmenistan è un paese dove tutto è possibile, anche l’esistenza di una strada che dal confine con l’Iran scende dalle montagne ed arriva dritta nel cuore della capitale. Quella nella foto è Revival Square (Piazza del risveglio), in turkmeno Galkynysh, situata nel centro di Ashgabat in una zona nevralgica per la vita economica e culturale del paese. Il monumento al centro della piazza venne inaugurato nel 2011 e rappresenta la Festa del risveglio (18-19 maggio), l’unità del popolo turkmeno e la poesia di Magtymguly Pyragy, importante leader spirituale turkmeno del XVIII secolo. Quella del risveglio è solo una delle numerosissime feste nazionali del Turkmenistan, tra cui si annoverano la Giornata del melone e quella del tappeto. Ovviamente non si può resistere e si scattano miliardi di foto alla selva di marmo bianco che è Asghabat, ma fatte attenzione perché potreste far arrabbiare la polizia del paese più pazzo del mondo.

La foto è stata fatta giusto pochi mesi dopo l’inaugurazione del monumento, conoscendo le abitudini turkmene non se ne assicura la presenza al vostro arrivo.

Il Giappone in periferia

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Imperialismo

L’Europa sotto assedio, le nuove orde di barbari che minacciano la civiltà e l’Occidente invaso. Sono alcune delle frasi che si sentono prmonunciare da più parti quando si parla di fenomeni immigratori, ma è davvero così? No, anche se gli occidentali sembrano averlo dimenticato, io l’ho riscoperto in un mercatino di periferia, dove tra arnesi arrugginiti, immigrati che vendono scarpe spaiate ed antiquari vari ci sono anche molti libri, sparsi per terra ed accastatati. Tra questi ho trovato Storia dell’Asia orientale di Enrica Collotti Pischel. Altro

Islam vs. Islam. War on terror and ethnic clashes in Central Asia

Sherdor madrasa in Samarkand – Uzbekistan

The Twin Towers attack has not been an American tragedy, but a watershed in the worldwide history as well. The USA reaction has determined a series of fundamental changes in international affairs. In several areas in the world the radical Islamist terrorism has been identified as the enemy, real or presumed it was. This is particularly the case of Central Asia, where the fight against the radicalism grafted itself onto a complex relation between religion and ethnicity in the construction of the national identity. Altro

La foto della domenica

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Choijin Lama Temple, Ulaanbaatar – Mongolia

Questa foto, scattata nel 2011, mostra già come da alcuni anni la capitale mongola sia in espansione, con il nuovo che sovrasta il vecchio, a volte anche in maniera arrogante come nel caso della collina di Zeisan. Il monastero buddhista della foto venne completato nel 1908, per essere poi trasformato in museo nel 1938, durante il regime comunista. La sua costruzione si ritiene sia stata voluta da Jebzundamba, l’ottavo Bogd Khan, in onore del fratello il Choijin Lama Luvsanhaidav. Il tempio si compone di diversi edifici che ospitano una serie molto interessante di dipinti e sculture, tra cui quelle delle maggiori divinità buddhiste mongolo-tibetane. Gli interni del tempio sono inoltre abbelliti da elaborate decorazioni, mentre all’esterno si protende la moderna Mongolia con i suoi nuovi palazzi che rendono quasi straniante la presenza di questo bel tempio.

Voci precedenti più vecchie

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