I festival invernali della Mongolia, un’occasione da non perdere

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Falconieri mongoli

Quando si pensa alla Mongolia d’inverno, le immagini che vengono subito in mente sono quelle di un paese desolato, distese infinite di neve che coprono ogni cosa, temperature che arrivano a -40°, balconi che diventano congelatori con il ghiaccio che ricopre ogni cosa, con drammatiche conseguenze per animali e persone nelle campagne. Eppure anche in questo periodo dell’anno la vita continua, se i mesi migliori per visitare la Mongolia restano quelli tra maggio e giugno, quando il cielo è incredibilmente blu, visitare il paese d’inverno può dare al viaggiatore emozioni uniche. Altro

Asia Centrale: 100 anni fa la rivolta

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Semion Chuikov: 1916 Revolt in Kyrgyzstan, 1936

Un secolo fa le steppe centroasiatiche erano in fiamme, la rivolta imperversava tra i kazaki, i kirghisi e tutti gli altri popoli dell’Asia Centrale, una rivolta che fece letteralmente insorgere questa parte di mondo, con conseguenze che perdurano ancora oggi. Un periodo che i kirghisi ricordano come l’urkun (l’esodo) e che viene fatto iniziare con la reazione dell’editto del 25 giugno 1916, con il quale lo zar Nicola II chiamava al fronte tutti i maschi di etnia non russa di età compresa tra i 19 ed i 43 anni, sino allora esentati dal partire verso i campi di battaglia della Prima guerra mondiale. Altro

La Via del tè e dei cavalli, tra Storia e marketing

La Via del tè

La Via del tè e dei cavalli

Quando si parla di antiche rotte commerciali il pensiero corre immediatamente alla Via della seta, eppure erano molte le strade su cui viaggiavano merci ed uomini. Una di queste era la Via del tè e dei cavalli, una rete di vie commerciali che dalle province cinesi dello Yunnan e del Sichuan giungeva a Lhasa, in Tibet, attraversando la catena montuosa dell’Hengduan. Il tè e le altre merci portate dai mabang, leggendari conduttori di cavalli di quello che è oggi il sudovest cinese, viaggiavano inoltre verso la Birmania, il Nepal e l’India, fino a giungere sulle coste del Mar Rosso. Altro

Il volto nascosto del Turkmenistan, quanto a lungo resterà nascosto?

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Un aeroporto a forma di falco – fonte Cntraveler

Come è ormai noto, tra tutti i paesi centroasiatici il più sorprendente è certamente il Turkmenistan, uno stato che definire autocratico è riduttivo, sempre pronto a nuove trovate siano queste una statua dorata del presidente che gira insieme al sole, una biblioteca nazionale a forma di libro oppure un nuovo aeroporto. È stato infatti recentemente inaugurato il nuovo aeroporto internazionale di Asghabat, la capitale, un’opera che dice molto sul carattere, forse anche sul futuro, del Turkmenistan. Un aeroporto a forma di falco, il simbolo della compagnia aerea di bandiera, la Turkmenistan Airlines. Altro

La morte di Karimov, un duro colpo per Pechino?

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Shavkat Mirziyoyev e Vladimir Putin rendono omaggio a Islam Karimov

La scomparsa del presidente uzbeko Islam Karimov fa uscire allo scoperto uno dei fantasmi vaganti da tempo per l’Asia Centrale: quello del ricambio di una classe dirigente monolitica senza la presenza di chiare e condivise regole che ne normino la successione, proprio quello che è avvenuto in Uzbekistan. Che la scomparsa di Karimov avesse provocato uno scontro interno alla classe dirigente uzbeka era già chiaro nel momento in cui la morte del leader è stata tenuta nascosta per alcuni giorni. Ora sembra che la lotta per la successione possa essersi conclusa, con notevoli risvolti. Altro

Buone vacanze da Farfalle e Trincee!

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A zonzo per l’Uzbekistan

Arriva agosto, arrivano le vacanze che poi in realtà ormai le vacanze si fanno tutto l’anno. In ogni caso questo blog si ferma per tirare un po’ il fiato, dopo una stagione davvero impegnativa ed appagante. I successi in termini di pubblico sono stati eccezionali, i lettori sono aumentati anche a fronte di una riduzione delle pubblicazioni, i contenuti offerti sono cresciuti in modo esponenziale e i contatti via mail sono stati davvero numerosi. Chi segue Farfalle e Trincee da tempo sa come il blog abbia più volte variato “linea editoriale”, ora questa è più stabile anche a discapito di argomenti a cui si teneva molto. Altro

Guerra o cooperazione? L’Uzbekistan e la crisi dell’acqua in Asia Centrale

Navi nel deserto, uno scenario tipico del Lago d’Aral

Come mostrato da recenti studi, la situazione idrica in Asia Centrale sembra andare sempre peggio. Al famosissimo caso da manuale chiamato Lago d’Aral, si sono aggiunti altri inquietanti segnali di una futura carenza di acqua per l’intera regione. La catena del Tian Shan, da cui nasce l’importante fiume Syr Darya ha perso in circa cinquant’anni il 27% dei suoi ghiacchiai, mentre in Afghanistan e Pakistan i ghiacciai che si stanno ritirando sono il 93%. Un altro importante lago, il kazako Balkash, rischia di fare la fine dell’Aral in Uzbekistan, paese in cui il fenomeno si rivela in tutta la sua drammatica complessità. Altro

Quale guida scegliere per viaggiare in Asia Centrale

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Prima di partire per qualunque viaggio documentarsi è buona cosa, oggi grazie a internet l’offerta di informazioni è colossale, al punto che sembra quasi destinato a scomparire il mercato delle guide turistiche. Il problema ormai è diventato non dove trovare le informazioni ma quali ritenere affidabili, in questo sta l’ancora di salvataggio delle guide. Si possono consultare mille blog di viaggio ma una guida edita da una casa affidabile è ancora la preferita, raccogliendo le infomazioni in uno spazio facilmente consultabile, senza ricorrere a mille appunti, file e link. Magari una bella guida in versione e-book. Altro

Le culture underground in Tagikistan, un nemico da combattere?

Quello che sta accadendo in questo remoto angolo di Asia Centrale, ovviamente senza che alcun eco giunga fino a noi, è abbastanza preoccupante. Il Tagikistan è infatti entrato in una spirale repressiva che rischia di farsi sempre più soffocante, una spirale fatta di leggi e divieti ma che rivela solo l’incapacità della classe dirigente di gestire una situazione critica. Un recente articolo, uscito sulla stampa internazionale e dedicato alla scena undergound tagika, offre molti spunti interessanti sulla direzione verso cui il Tagikistan, ma non solo, si sta orientando. Il futuro potrebbe tingersi di un pessimo colore. Altro

Cuore dell’Eurasia, una recensione

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Finalmente un libro sul Xinjiang pubblicato in Italia! Nonostante il nostro paese abbia avuto in passato orientalisti di assoluto primo livello, da qualche tempo l’Asia ed in particolare l’Asia Centrale sono spariti dal panorama culturale italiano. Fortunamente un libro recentemente pubblicato (2015) viene a colmare, anche grazie ad una ricchissima bibliografia, questa lacuna: stiamo parlando di Cuore dell’Eurasia, scritto da Alessandro Rippa e pubblicato da una casa editrice che si contraddistingue per la qualità del suo lavoro, la Mimesis Edizioni. Andiamo a sfogliare insieme questo interessante volume. Altro

Voci precedenti più vecchie

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