Nuvole nere sulla Via della seta, la Cina in Asia Centrale

La Nuova via della seta

Il rapporto tra Cina ed Asia Centrale è un rapporto antico e complesso, mutato nel corso dei secoli e recentemente travolto dalla dissoluzione dell’impero sovietico. La nascita delle cinque repubbliche centroasiatiche ha mutato lo scenario nella regione, creando nuovi equilibri su cui si è innestata la decisione di Pechino di “ricreare” la Via della seta. Il progetto One road one belt si configura come un enorme asse commerciale che mette in contatto la Cina con il continente europeo, dando all’Asia Centrale una dimensione strategica, un progetto non privo di incognite ed incertezze. Altro

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Ripensando la Via della seta, una recensione

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Guarnigione militare nel Gansu – Cina

Ristoranti, alberghi ed un’infinità di agenzie di viaggio, sono molteplici le realtà che si richiamano alla Via della seta, con tanto di contorno di deserti e carovane di cammelli. Eppure, questa immagine potrebbe non corrispondere a quello che era veramente quell’insieme di rotte commerciali che risponde al nome di Via della seta. A mettere in discussione l’esistenza stessa di queste rotte commerciali è un bel libro scritto da Valerie Hansen, insegnante di cinese e world history all’università di Yale. Stiamo parlando di The Silk Road, a new history, che già dal titolo si discosta dalla letteratura corrente sul soggetto. Altro

Zhang Qian, il primo travel blogger sulla Via della Seta?

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Zhang Qian raffigurato nelle grotte di Mogao – Dunhuang

Chiedo subito scusa a Zhang Qian ed a tutti i suoi discendenti per averlo accostato al termine travel blogger, ossia una figura che da qualche tempo mi sta ossessionando. Trovo pazzesco esistano persone che passano il tempo ad annunciare al mondo cosa mangiano in vacanza e cosa fanno quando non mangiano. Ma di questo ho già scritto in precedenza, resta il fatto che le avventure di Zhang Qian sono un ottimo spunto per riflettere su cosa significhi viaggiare nel mondo odierno, ma torniamo all’oggetto del discorso. In Cina Zhang Qian è considerato alla stregua di un vero e proprio eroe nazionale, mentre i suoi viaggi sono universalmente considerati fondamentali per l'”apertura” della Via della Seta. Altro

Le grotte buddhiste del Xinjiang

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Le grotte di Kizil

Posto lungo quella che fu la Via della Seta la regione automa del Xinjiang ha una storia lunga millenni, visitarla significa fare un vero e proprio salto nel tempo. Una della principali attrazioni sono le numerose grotte scavate nella roccia e decorate da affreschi buddhisti. Vero e proprio luogo di incontro tra culture diverse la Via della Seta ci ha lasciato questo preziosissimo tesoro, risalente all’epoca in cui nel Xinjiang la religione più diffusa era il buddhismo, portato dai mercanti a dorso di cammello. L’islamizzazione della religione fu un processo graduale iniziato nel X secolo con la dinastia dei Kaharakanidi e conclusosi solo vari secoli più tardi. Le grotte del Xinjiang sono dei veri e propri capolavori, sebbene non sempre facilmente raggiungibili, rappresentanti scene della vita del Buddha ed altre immagini tratte dall’iconografia buddhista. Altro

La Via della Seta, tra cultura e potere

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Tsegmed Tserennadmid – Caravan of life

Chiunque abbia viaggiato in Cina, soprattutto in regioni come il Gansu oppure il Xinjiang, si sarà accorto di come sia in corso un vero e proprio revival della Via della Seta. Rimandi a questa rete di rotte commerciali sono presenti in una moltitudine di forme: mostre d’arte, promozione di luoghi e percorsi, monumenti, conferenze e molto altro. Citando le parole di uno storico americano esperto in materia, James A. Millward, la Via della Seta è “un oggetto di studio accademico, un concetto romantico ed una potente metafora”. Nel corso dei secoli il fascino di questa ragnatela di strade, ormai patrimonio dell’umanità, non ha smesso di esistere, rimanendo importante luogo per l’incontro di culture diverse. Altro

La Cina punta sulla Via della Seta, patrimonio dell’umanità

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Jiayuguan – Gansu (China)

Che la Via della Seta sia ormai un punto fermo nei piani di sviluppo cinesi sembra essere ormai un dato di fatto. Ad agevolare le politiche di Pechino è giunta anche la decisione dell’UNESCO di inserire la Via della Seta nell’elenco dei luoghi patrimonio dell’umanità. Nel corso della trentottesima conferenza dell’UNESCO, tenutasi a fine giugno in Qatar, è stata infatti approvata la proposta cinese, presentata con Kazakistan e Kirghizistan, relativa ad uno dei tratti della rete che fu la Via della Seta: per l’esattezza il Corridoio Chang’an – Tien Shan. Oltre all’esito della richiesta vi sono motivi d’interesse anche nelle questioni geopolitiche ad essa collegate. Altro

La Biennale d’arte di Urumqi, luci ed ombre sulla Via della Seta

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Ana Tzarev – Peace and love

Si apre oggi, pur con qualche polemica, Encountering: new Art on the Silk Road, presso il Xinjiang International Convention & Exhibition Center di Urumqi, la capitale della regione autonoma del Xinjiang. Questa manifestazione vedrà fino al 20 luglio le opere di 132 artisti provenienti da ben 18 paesi, compresa una pattuglia italiana composta da circa 10 persone. La Biennale, ospitata in un’area di circa 19mila metri quadri, prevede sia opere pittoriche che installazioni, la proiezione di video, mostre fotografiche, sculture ed altre forme artistiche. Come il titolo stesso dell’iniziativa indica, il filo conduttore sarà la Via della Seta, con le sue luci e le sue ombre. Altro

Il più grande passo sotto il cielo, ai confini dell’Impero

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Il forte di Jiayuguan

 Il Gansu rappresenta una regione molto particolare della Cina, l’estremità occidentale della Grande Muraglia, d0ve gli imperatori cinesi erano impegnati in annose guerre con i nomadi delle steppe. Nel Gansu si toccano Cina ed Asia Centrale, questi mondi diversi si confondono, si mescolano, dando a questa regione un carattere unico, estremamente affascinante. Nello stretto corridoio di Hexi, schiacchiato tra il deserto del Gobi e le montangne che portano in Tibet, correva la Via della Seta che proprio nei forti del Gansu aveva degli importanti punti di riferimento.

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La religione del mercato: la Via della Seta tra fede e commercio

Monumento alla Via della Seta - Kasghar

Monumento alla Via della Seta – Kasghar

La Via della Seta è sinonimo di viaggio, di incontro tra occidente ed oriente, perlomeno da quando se ne fa comunemente iniziare la Storia narrata, vale a dire con la missione di Zhang Qian. Siamo nel 139 a.c. e gli Han stanno combattendo contro gli Xiongnu (da cui secondo alcuni storici deriverebbero gli Unni), l’imperatore cinese Wudi cerca volontari per andare a rintracciare ad ovest il popolo degli Yuezhi e proporre loro un’alleanza. Zhiang Qian si offre volontario ed il mito della Via della Seta ha inizio.

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Diavoli oppure eroi? Gli esploratori e le contese infinite

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Scritto per Asia blog

Hitler e Napoleone sono solo i casi più eclatanti della razzia di opere d’arte, fenomeno che anche oggi continua ad esistere in dimensioni notevolmente più ridotte. Il trafugamento di beni artistici raggiunse il suo culmine tra XIX e XX secolo, proprio in concomitanza con la grande epopea delle spedizioni scientifiche, un intreccio inestricabile di economia, politica e desiderio di conoscenza, il tutto accompagnato da un notevole spirito d’avventura. Area particolarmente toccata fu la parte più orientale dell’Asia Centrale, quello che oggi è l’Ovest della Cina. Altro

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