Il clima iraniano è caratterizzato da quattro stagioni, l’estensione del paese e la varietà dei suoi ambienti creano numerose differenze climatiche regionali che possono andare dal clima mite ed umido che caratterizza la costa del Mar Caspio, a quello continentale ed arido dell’altipiano centrale sino a quello desertico ed arido dell’Iran sudorientale. L’autunno, la stagione dei settanta colori, è ideale per viaggiare in Iran, soprattutto il mese di ottobre ricordando tuttavia che nel sud le temperature sono più alte che in aprile e che la costa in tale periodo è particolarmente piovosa.

Cosa vedere

La strada tra Yoush e Nour

Se per voi il viaggio conta più della destinazione allora non dovete perdere i 100km che uniscono Yoush, villaggio ai piedi dei monti Alborz dove nacque e visse l’importante poeta persiano Nima, a Nour. Una serie infinita di curve nella provincia di Mazandaran contornata da pianure lussureggianti e dolci colline. In autunno i boschi della regione si tingono di una serie sfumature che rendono il paesaggio davvero unico ed affascinante. Per la sua tortuosità questa strada non vede molti turisti.

La provincia del Golestan

Situata nella parte nordorientale del paese, questa recente provincia (essendo stata costituita nel 1997) ricca di luoghi da visitare assume in autunno un aspetto straordinario grazie alle sue foreste ed alle sue numerose cascate, la più famosa delle quali si chiama Shirabad e si trova a circa 60km da Gorgan, la capitale provinciale. Nel Golestan si trova anche il più antico parco nazionale iraniano, il Golestan National Park, dal 1976 una biosfera riconosciuta dall’UNESCO.

Nayband

La particolarità di questo storico villaggio del sud Khorasan (la terra del sole che sorge) è di trovarsi alla confluenza di tre ambienti naturali diversi: deserto, montagna e pianura. Nayband è ben conosciuta dal turismo internazionale in quanto da qui si può raggiungere Tabas, famosa per i datteri ed i limoni, distante 200km a nord e situata nel cuore del deserto. A Nayband si trova un importante centro di protezione della fauna locale, dove potrete ammirare una nutrita popolazione di gazzelle.

Cosa fare

Avventura nel deserto

Torridi in estate e gelidi in inverno, i deserti iraniani sono visitabili senza particolari problemi in autunno. Il Dasht-e-kavir si trova nel cuore dell’altipiano iranico e si estende per circa 800km di lunghezza e 320km di larghezza, risultando tra i più grandi al mondo. Altro deserto da non mancare è il Dasht-e Lut, nella cui zona di Gandom Beryan si sono registrate le più alte temperature al mondo, con i misteriosi kaluts, formazioni di guglie di argilla nella regione di Shadhad.

Trekking nella foresta

Attività perfetta per un viaggio autunnale in Iran è il trekking. Imperdibile da questo punto di vista è la regione dei monti Zagros con la sua steppa forestale, nell’ovest del paese lungo il confine con l’Iraq. Più a nord, invece, gli amanti del trekking potranno dirgersi verso la foresta ircaniana dei monti Elburz, famosa sin dai tempi antichi per i suoi ambienti selvaggi e la ricca fauna che un tempo comprendeva anche le tigri ormai scomparse. Ircania significa terra dei lupi…

La cucina iraniana

L’autunno è anche una stagione ideale per provare la cucina iraniana, non che le altre non lo siano ma la magia dell’autunno, i suoi colori dorati e la bellezza dei suoi ambienti naturali rendono i deliziosi piatti iraniani ancora più buoni, come ad esempio Boz Ghormeh per cui è famosa la città di Kerman, uno squisito piatto a base di carne, piselli, aglio, cipolla e spezie. L’autunno è inoltre la stagione del melograno, uno dei pilastri delle tradizioni culinarie persiane, immancabile a tavola.

I festival autunnali

Mehrgan

Questa festa, collegata al culto di Aura Mazda, ha per lungo tempo conteso al Nowruz la palma di festa più importante in Persia, tuttavia oggi è celebrata con gli stessi fasti solo dalle comunità zoroastriane ancora presenti nel paese. Nella festa di Mehrgan si fondono storia nazionale e mitologia persiana, in questo giorno nacquero Machieh and Machianeh (gli equivalenti zoroastriani di Adamo ed Eva) e Kaveh, eroe epico persiano lanciò la sua rivolta contro il tirannico Zahak.

Abangan

Celebrata il 10 di Aban (1° novembre) questa festa è dedicata all’acqua. Secondo alcune leggende festeggerebbe il ritorno dell’acqua grazie alla ricostruzione, da parte del principe Zou figlio di re Tahmasb, di pozzi e condotte distrutte dai Turani nel corso di una guerra. Altre tradizioni fanno invece risalire l’origine della celebrazione alla fine di una lunga siccità durata otto anni. Una volta tornata la pioggia i seguaci di Zoroastro avrebbero reso gloria agli angeli guardiani delle acque.

Azargan

Per immergersi nell’antica Persia, dopo 30 giorni dalla festa di Abangan (il 9 di Azar. cade quella di Azargan, dedicata al fuoco ed anch’essa legata al culto zoroastriano. Per celebrare questa ricorrenza, i fedeli si recano al tempio per fare offerte ai guardiani del fuoco e delle fiamme. Secondo la tradizione per poter essere pronti a rendere omaggio bisogna purificare il proprio corpo, tagliandosi inoltre unghie e capelli.

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Fonte immagine: The Iran project
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