Niente soviet e niente elettrificazione, l’Asia Centrale e l’energia rinnovabile

Tradizione e modernità in Asia Centrale

Il 28 ottobre 2016 fu un giorno letteralmente nero per il Tagikistan, il 90% del paese per circa 3 ore sprofondò infatti nell’oscurità a causa di un black out alla rete elettrica nazionale Unica regione indenne fu il Gorno Badakhshan che possiede una rete propria. Un problema simile si era già presentato nel 2009 quando, a seguito di un inverno particolarmente freddo, le autorità decisero di sovraccaricare la vecchia rete elettrica sovietica comune a tutta l’Asia Centrale. A restare al buio allora fu anche la regione uzbeka di Surkhandarya, generando una crisi diplomatica tra i due paesi confinanti. Altro

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L’Asia Centrale, corrotta ed isolata?

Money is money

Uno dei più comuni stereotipi riguardanti l’Asia Centrale è quello del suo isolamento, un angolo del pianeta situato al centro del continente eurasiatico, poco conosciuto, difficile da raggiungere e retto da autocrazie autoritarie e corrotte. Bene, basta attraversare le steppe popolate da mandrie di bovini e cavalli oppure interessarsi di questioni centroasiatiche per capire che lo stereotipo corrisponde a verità. Eppure esiste una dimensione meno nota che potrebbe far vedere la realtà dell’Asia Centrale sotto una luce diversa, vale a dire i rapporti tra i governanti della regione e la finanza internazionale. Altro

L’Uzbekistan ed i pericoli del turismo, il caso di Bukhara

Veduta di Bukhara

Una tendenza che si è messa in luce negli ultimi anni è un costante aumento dei visitatori in Asia Centrale, una tendenza favorita anche da un regime di rilascio dei visti che, ad eccezione del Turkmenistan, sembra diventare sempre meno complicato. I motivi per viaggiare in Asia Centrale non mancano certo, dalla natura alla cultura, ma ognuna delle cinque repubbliche centroasiatiche ha proprie caratteristiche peculiari, Uzbekistan compreso. Qui si trova il più importante patrimonio architettonico, basti citare Samarcada e Bukhara, due imperdibili città profondamente evocative. Altro

Il Turkmenistan in crisi punta sul turismo, una scommessa persa?

L’ingresso in Turkmenistan

Il Turkmenistan è probabilmente uno dei paesi più amati dai lettori di questo blog, il suo essere quasi sconosciuto dona a questo angolo di Asia Centrale un’attrazione magnetica, inoltre la sua posizione strategica, tra Iran e Uzbekistan, lo rende quasi inevitabile per chi voglia viaggiare la regione in auto oppure in moto. L’impermeabilità delle sue frontiere rappresenta allo stesso tempo la sua forza, il fascino dell’ignoto e la sua debolezza. La vita del Turkmenistan è talmente dominata dai voleri del suo Presidente da rendere difficile capire come il paese affronterà la crisi che lo attanaglia. Altro

Il villaggio kirghiso e la guerra per l’acqua in Asia Centrale

L’Amu Darya in secca

Ci sono storie che dicono molto, piccole vicende che possono far luce su dinamiche molto più grandi e complesse. Una di queste potrebbe essere quella che vede come protagonista il villaggio kirghiso di Yntymak, abitato da circa tremila anime senza pace e situato a cavallo di una delle frontiere più calde di tutta l’Asia Centrale, ossia quella tra Uzbekistan e Kirghizistan nella Valle di Ferghana, zona tristemente famosa per le tensioni etniche che di tanto in tanto esplodono dando vita a scontri sanguinosi, i più tragici dei quali si ebbero nel 2010 con epicentro la città kirghisa di Osh. Altro

10 giorni nel Pamir, emozioni tagike

Panorama tagiko

Del Tagikistan abbiamo spesso parlato su questo blog, sia per ripercorrerne la Storia attraverso meravigliosi romanzi che per approfondirne la cultura. La parte orientale del paese, in particolare, è davvero una meta unica per chi ama la montagna e gli orizzonti sconfinati, sui quali svettano alcune tra le cime più alte del mondo.  Dieci giorni possono sembrare pochi per esplorare un paese così remoto, eppure con una buona organizzazione possono bastare per ammirare splendidi panorami, viaggiare lungo le rotte della Via della seta e sconfinare  in Afghanistan ospitati dalla popolazione locale. Altro

5 viaggi di gruppo in Asia Centrale

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Coda nel deserto

Mentre in Turkmenistan probabilmente stanno decidendo la percentuale con cui il Presidente verrà rieletto alle prossime elezioni, mentre la Mongolia sta al freddo ricevendo i turisti avventurosi che la visitano d’inverno, mentre l’Uzbekistan decide di rinviare giusto di 4 anni la liberalizzazione dei visti proprio il giorno in cui i turchi, dopo un kazako ed un kirghiso dichiarano che il killer di Istanbul è un uzbeko (il destino cinico e baro ha la residenza in Asia Centrale), ecco noi parliamo di viaggi, per la precisione viaggi di gruppo, ai quali ognuno si può aggrerare nelle date previste dai vari tour. Altro

Le guardie kazake e la ragazza venuta dal nulla, storie dall’Asia Centrale

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Almaty – Aeroporto internazionale

Ci sono storie che sembrano fatte apposta per confermare stereotipi, alle quale non c’è altro da aggiungere se non un cenno della testa come a significare che alcune cose non cambieranno mai. Proprio a questo genere appartiene la storia che andiamo a raccontare dove una ragazza si scontra con la follia centroasiatica, ben rappresentata dalle guardie di confine kazake, uscendone vincitrice grazie ai “vecchi metodi” tipici della regione. Una vicenda che ad una lettura più attenta non si rivela così banale, facendo luce su alcuni aspetti dell’Asia Centrale degni di maggior interesse. Altro

Uzbekistan, elezioni presidenziali a porte aperte

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Scritto per East Journal

In Asia Centrale affrontando qualsivoglia elezione l’aspetto meno interessante è il risultato. Siamo infatti lontani dalla tachicardia della chiusura seggi, dall’attesa messianica degli exit-poll e dagli infiniti dibattiti basati spesso su nulla di certo. L’Asia Centrale è una regione pragmatica, il voto è solo un rito celebrativo, qui bisogna  leggere la simbologia dei dettagli e le infinite battaglie che si celano nei retroscena della Storia, e le elezioni in Uzbekistan non fanno eccezione. La vittoria di Shavkat Mirziyayev (88,7%) era scontata, ma con lui potrebbe aprirsi una stagione nuova per l’Uzbekistan. Altro

Asia Centrale: 100 anni fa la rivolta

rivolta1916

Semion Chuikov: 1916 Revolt in Kyrgyzstan, 1936

Un secolo fa le steppe centroasiatiche erano in fiamme, la rivolta imperversava tra i kazaki, i kirghisi e tutti gli altri popoli dell’Asia Centrale, una rivolta che fece letteralmente insorgere questa parte di mondo, con conseguenze che perdurano ancora oggi. Un periodo che i kirghisi ricordano come l’urkun (l’esodo) e che viene fatto iniziare con la reazione dell’editto del 25 giugno 1916, con il quale lo zar Nicola II chiamava al fronte tutti i maschi di etnia non russa di età compresa tra i 19 ed i 43 anni, sino allora esentati dal partire verso i campi di battaglia della Prima guerra mondiale. Altro

Voci precedenti più vecchie

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