Il Turkmenistan in crisi punta sul turismo, una scommessa persa?

L’ingresso in Turkmenistan

Il Turkmenistan è probabilmente uno dei paesi più amati dai lettori di questo blog, il suo essere quasi sconosciuto dona a questo angolo di Asia Centrale un’attrazione magnetica, inoltre la sua posizione strategica, tra Iran e Uzbekistan, lo rende quasi inevitabile per chi voglia viaggiare la regione in auto oppure in moto. L’impermeabilità delle sue frontiere rappresenta allo stesso tempo la sua forza, il fascino dell’ignoto e la sua debolezza. La vita del Turkmenistan è talmente dominata dai voleri del suo Presidente da rendere difficile capire come affrontare la crisi che lo attanaglia. Altro

Il villaggio kirghiso e la guerra per l’acqua in Asia Centrale

L’Amu Darya in secca

Ci sono storie che dicono molto, piccole vicende che possono far luce su dinamiche molto più grandi e complesse. Una di queste potrebbe essere quella che vede come protagonista il villaggio kirghiso di Yntymak, abitato da circa tremila anime senza pace e situato a cavallo di una delle frontiere più calde di tutta l’Asia Centrale, ossia quella tra Uzbekistan e Kirghizistan nella Valle di Ferghana, zona tristemente famosa per le tensioni etniche che di tanto in tanto esplodono dando vita a scontri sanguinosi, i più tragici dei quali si ebbero nel 2010 con epicentro la città kirghisa di Osh. Altro

10 giorni nel Pamir, emozioni tagike

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Del Tagikistan abbiamo spesso parlato su questo blog, sia per ripercorrerne la Storia attraverso meravigliosi romanzi che per approfondirne la cultura. La parte orientale del paese, in particolare, è davvero una meta unica per chi ama la montagna e gli orizzonti sconfinati, sui quali svettano alcune tra le cime più alte del mondo.  Dieci giorni possono sembrare pochi per esplorare un paese così remoto, eppure con una buona organizzazione possono bastare per ammirare splendidi panorami, viaggiare lungo le rotte della Via della seta e sconfinare  in Afghanistan ospitati dalla popolazione locale. Altro

5 viaggi di gruppo in Asia Centrale

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Coda nel deserto

Mentre in Turkmenistan probabilmente stanno decidendo la percentuale con cui il Presidente verrà rieletto alle prossime elezioni, mentre la Mongolia sta al freddo ricevendo i turisti avventurosi che la visitano d’inverno, mentre l’Uzbekistan decide di rinviare giusto di 4 anni la liberalizzazione dei visti proprio il giorno in cui i turchi, dopo un kazako ed un kirghiso dichiarano che il killer di Istanbul è un uzbeko (il destino cinico e baro ha la residenza in Asia Centrale), ecco noi parliamo di viaggi, per la precisione viaggi di gruppo, ai quali ognuno si può aggrerare nelle date previste dai vari tour. Altro

Le guardie kazake e la ragazza venuta dal nulla, storie dall’Asia Centrale

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Almaty – Aeroporto internazionale

Ci sono storie che sembrano fatte apposta per confermare stereotipi, alle quale non c’è altro da aggiungere se non un cenno della testa come a significare che alcune cose non cambieranno mai. Proprio a questo genere appartiene la storia che andiamo a raccontare dove una ragazza si scontra con la follia centroasiatica, ben rappresentata dalle guardie di confine kazake, uscendone vincitrice grazie ai “vecchi metodi” tipici della regione. Una vicenda che ad una lettura più attenta non si rivela così banale, facendo luce su alcuni aspetti dell’Asia Centrale degni di maggior interesse. Altro

Uzbekistan, elezioni presidenziali a porte aperte

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Scritto per East Journal

In Asia Centrale affrontando qualsivoglia elezione l’aspetto meno interessante è il risultato. Siamo infatti lontani dalla tachicardia della chiusura seggi, dall’attesa messianica degli exit-poll e dagli infiniti dibattiti basati spesso su nulla di certo. L’Asia Centrale è una regione pragmatica, il voto è solo un rito celebrativo, qui bisogna  leggere la simbologia dei dettagli e le infinite battaglie che si celano nei retroscena della Storia, e le elezioni in Uzbekistan non fanno eccezione. La vittoria di Shavkat Mirziyayev (88,7%) era scontata, ma con lui potrebbe aprirsi una stagione nuova per l’Uzbekistan. Altro

Asia Centrale: 100 anni fa la rivolta

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Semion Chuikov: 1916 Revolt in Kyrgyzstan, 1936

Un secolo fa le steppe centroasiatiche erano in fiamme, la rivolta imperversava tra i kazaki, i kirghisi e tutti gli altri popoli dell’Asia Centrale, una rivolta che fece letteralmente insorgere questa parte di mondo, con conseguenze che perdurano ancora oggi. Un periodo che i kirghisi ricordano come l’urkun (l’esodo) e che viene fatto iniziare con la reazione dell’editto del 25 giugno 1916, con il quale lo zar Nicola II chiamava al fronte tutti i maschi di etnia non russa di età compresa tra i 19 ed i 43 anni, sino allora esentati dal partire verso i campi di battaglia della Prima guerra mondiale. Altro

Il volto nascosto del Turkmenistan, quanto a lungo resterà nascosto?

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Un aeroporto a forma di falco – fonte Cntraveler

Come è ormai noto, tra tutti i paesi centroasiatici il più sorprendente è certamente il Turkmenistan, uno stato che definire autocratico è riduttivo, sempre pronto a nuove trovate siano queste una statua dorata del presidente che gira insieme al sole, una biblioteca nazionale a forma di libro oppure un nuovo aeroporto. È stato infatti recentemente inaugurato il nuovo aeroporto internazionale di Asghabat, la capitale, un’opera che dice molto sul carattere, forse anche sul futuro, del Turkmenistan. Un aeroporto a forma di falco, il simbolo della compagnia aerea di bandiera, la Turkmenistan Airlines. Altro

La morte di Karimov, un duro colpo per Pechino?

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Shavkat Mirziyoyev e Vladimir Putin rendono omaggio a Islam Karimov

La scomparsa del presidente uzbeko Islam Karimov fa uscire allo scoperto uno dei fantasmi vaganti da tempo per l’Asia Centrale: quello del ricambio di una classe dirigente monolitica senza la presenza di chiare e condivise regole che ne normino la successione, proprio quello che è avvenuto in Uzbekistan. Che la scomparsa di Karimov avesse provocato uno scontro interno alla classe dirigente uzbeka era già chiaro nel momento in cui la morte del leader è stata tenuta nascosta per alcuni giorni. Ora sembra che la lotta per la successione possa essersi conclusa, con notevoli risvolti. Altro

Guerra o cooperazione? L’Uzbekistan e la crisi dell’acqua in Asia Centrale

Navi nel deserto, uno scenario tipico del Lago d’Aral

Come mostrato da recenti studi, la situazione idrica in Asia Centrale sembra andare sempre peggio. Al famosissimo caso da manuale chiamato Lago d’Aral, si sono aggiunti altri inquietanti segnali di una futura carenza di acqua per l’intera regione. La catena del Tian Shan, da cui nasce l’importante fiume Syr Darya ha perso in circa cinquant’anni il 27% dei suoi ghiacchiai, mentre in Afghanistan e Pakistan i ghiacciai che si stanno ritirando sono il 93%. Un altro importante lago, il kazako Balkash, rischia di fare la fine dell’Aral in Uzbekistan, paese in cui il fenomeno si rivela in tutta la sua drammatica complessità. Altro

Voci precedenti più vecchie

Flickr Photos

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