Prima di partire informarsi scegliendo una buona guida è importante, ma anche la narrativa offre notevoli spunti per mettersi in moto. Alzi la mano chi non ha mai fatto un viaggio dopo aver letto qualche libro ambientato proprio lì: basti pensare alla Marsiglia di Izzo oppure alla Roma di Pasolini. La cultura, la Storia ma anche la cucina e la vita quotidiana, leggere è sempre conoscere meglio un luogo, sia questo reale o meno. Di seguito alcuni libri per conoscere meglio l’Asia, in tutte le sue forme. Non è certo una lista esauriente, giusto qualche consiglio per muovere i primi passi sulla strada del vostro prossimo viaggio.

 

Franco Cardini, La Via della seta: Che siate esperti o meno di Silk Road, questo libro risulterà estremamente piacevole. Cardini è un maestro del racconto per aneddoti, una sequenza infinita di spunti – uniti tra loro come oasi lungo la Via della seta – che vi permetterà di calarvi su queste polverose rotte commerciali tra carovane e deserti.

 

 

 

Bibis, La danzatrice di Khiva: Un libro non recente – è infatti stato pubblicato nel 2005 – ma altamente significativo della narrativa uzbeka post-sovietica. Il romanzo è scritto in prima persona e mostra gli sforzi della protagonista Bibis per uscire da una realtà soffocante, in cerca di una vita migliore e più felice, facendo luce sul mondo dell’immigrazione in Russia.

 

 

Stefano Malatesta, Il cammello battriano: I libri di Malatesta sono una garanzia, questo autore ha la rara capacità di far davvero sognare il lettore. Il cammello battriano non fa eccezione, portandoci in un viaggio che toccherà, tra gli altri luoghi, Kashgar, Dunhuang e le valli dei kafiri. Malatesta risulta ancora una volta autore prezioso nel panorama italiano.

 

 

He Chen, a modo nostro: Usciamo per un attimo dalle piste della Via della seta per parlare di questo caso editoriale. Il libro, che ha riscosso un ottimo successo, racconta la storia di un uomo originario di Whanzou che si trova a dover i fare i conti con il mondo dell’emigrazione cinese, tra pregiudizi, facili stereotipi, cronaca e colpi di scena.

 

 

Hu Yua, Il settimo giorno: una delle ultime opere di questo discusso scrittore cinese, Il settimo giorno è una surreale critica ai governanti della Cina odierna. Da queste pagine emerge una meditazione sul senso di fine, in un’atmosfera eterea come il mondo dell’oltretomba, mentre su tutto aleggia l’ombra spietata del turbocapitalismo.

 

 

Michael Dillon, Lesser dragons: Tornando alla saggistica ecco un libro molto interessante, dedicato alle grandi minoranze del colosso cinese ed al loro rapporto col potere. Tra queste troviamo i tibetani, i manciù e gli uighuri del Xinjiang, importanti protagonisti della Via della seta ed oggi al centro di politiche che alcuni definiscono assimilazionistiche.

 

 

Jean Sellier, Atlante dei popoli d’Oriente, Medio Oriente, Caucaso, Asia Centrale: Un libro dedicato a chi vuole comprendere meglio l’intrico storico-demografico dell’Asia Centrale, una discesa nella vita dei popoli dell’Eurasia. Il tutto arricchito da una scrittura estremamente piacevole e da una mole notevole di informazioni.

 

Simon Richmond, Iran: Quando si parla di viaggi non può mancare un accenno alla Lonely Planet, una delle guide più amate a livello planetario. Questa è l’ultima, più recente, edizione di un’opera indispensabile per scoprire le meraviglie di un paese, splendido come il suo popolo, che vi lascerà letteralmente a bocca aperta. Siete pronti per la partenza?

 

 

Nicolai Lilin, Il marchio ribelle: Nuova digressione che ci allontana dalla Via della seta, rituffandoci nello sbandato mondo post sovietico. Lilin, dopo il boom di Educazione siberiana, ritorna a Bender mostrandoci una realtà dove bande di punk, metallari ed altri strani tipi lottano quotidianamente per la sopravvivenza.

 

 

Jan Bakker, Trekking in Tajikistan: Concludiamo con un’altra guida di viaggio, dedicata agli amanti del trekking. Itinerari, consigli e tutto quello che serve per organizzare una spedizione in alcuni tra gli angoli più belli e remoti dell’intera Asia Centrale: per esempio i monti del Pamir e l’afghano corridoio di Wakhan, tra nomadi e mandrie al pascolo.

 

E se volete qualche consiglio di lettura sulla Mongolia, seguite questo link.

 

Fonte immagine: Wikicommons
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