Lo Yunnan: una terra di confine

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Tra Yunnan e Sichuan

Viaggiare in Cina non è semplice, le difficoltà a cui si va incontro sono molte, a partire da quelle linguistiche. Tuttavia un viaggio in Cina è altamente consigliato per superare un immaginario, spesso indotto, che non corrisponde alla realtà; un po’ come avevamo scritto tempo fa a proposito dell’Iran. Una delle zone cinesi più visitate è sicuramente lo Yunnan, una regione che ben racchiude molte tra le complessità della Cina, dove si possono trovare ambienti diversissimi e dove si possono anche ritrovare analogie con zone all’apparenza molto diverse e lontane, ad esempio la regione autonoma del Xinjiang.

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Nel Golden Temple – Kunming

Chiunque intenda affrontare la Cina, un paese davvero meraviglioso, deve sapere che la Cina conosciuta in Occidente non esiste, o meglio è limitata a poche zone quali Shanghai, dove non a caso si concentra la quasi totalità degli espatriati occidentali del paese. Le diseguaglianze sociali cinesi sono enormi, nelle campagne si può vedere la miseria e queste contraddizioni sono ben visibili nella Cina di frontiera, nelle regioni lontane dal centro e dal benessere che questo centro dovrebbe irradiare. Viaggiare in Cina significa, per chi lo voglia fare, affrontare una serie di miti su cui si regge, in parte, la stessa società cinese.

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Lijiang – Old Town

Lo Yunnan rappresenta la frontiera cinese verso il sud, sede di antichi regni come quello di Dali, la cui caduta per mano delle truppe della dinastia Yuan ha significato un movimento di popoli che ha profondamente modficato la realtà del sudest asiatico. Da quel momento le ribellioni contro il potere centrale sono state numerose, facendo dello Yunnan una costante spina nel fianco per le autorità cinesi. Viaggiare nello Yunnan significa ripercorrere le tappe di questa Storia, come nei pressi di Tonghai dove ancora oggi vivono i discendenti delle truppe mongole di Kublai Khan, nel villaggio di Xingmeng.

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Dali – Presso le Tre Pagode

La presenza di un villaggio mongolo nello Yunnan è solo un segno della varietà etnica di questa provincia, abitata da numerose minoranze – se ne possono contare decine – che rendono il viaggio una continua scoperta. Lo Yunnan confina sia col Tibet che con la Birmania ed il Laos, il che significa uno scenario umano assolutamente eterogeneo, senza contare la diversità degli ambienti naturali che si possono incontrare. La parte più settentrionale dello Yunnan tende verso una realtà quasi centroasiatica, mentre verso sud saremo immersi nelle foreste e nel calore del sudest asiatico, nel mezzo l’eterna primavera.

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Yuanyang – Le terrazze di riso

Altro elemento di complessità è l’aspetto religioso dello Yunnan, dove la maggior parte della popolazione è di fede musulmana. Se a Xingmeng gli eredi dei militari mongoli sono rimasti buddhisti, nel resto della provincia i funzionari e coloro che vi erano giunti con le truppe della dinastia degli Yuan, erano musulmani i cui discendenti continuano a praticare ancora oggi il loro credo. In Cina vengono detti Hui e sarà di estremo interesse per il futuro cinese capire come questi cinesi musulmani, in passato autori di diverse rivolte, si relazioneranno al’estremismo islamico, una questione che li avvicina alla difficile realtà dello Xinjiang.

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Tempio con monaco – Tengchong

Parlando di Xinjiang e di Asia Centrale non si può non pensare alla Via della Seta, importante serie di rotte commerciali che univano la Cina ed il mondo occidentale. Anche lo Yunnan era un importante luogo di transito commerciale, di qui passava l’antica Via del The che univa la Cina all’India tramite la Birmania. Ancora oggi il the è un prodotto fondamentale per lo Yunnan, per esempio nella zona di Simao ed in tutto il confine con il Laos. Se oggi il Xinjiang è al centro della ricostruzione di una nuova Via della Seta, nello Yunnan sono in corso faraonici progetti idroelettrici basati su numerose dighe nel Mekong.

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Zhongdian – Panorama

Viaggiare nello Yunnan sarà sicuramente un’esperienza molto interessante, le mete non mancano di certo. Sicuramente servirà una buona dose di adattamento, se raggiungere Kunming è semplice lo stesso non si può dire di luoghi splendidi come Yuanyang oppure Licang. La maggior parte del turismo si concentra nella parte settentrionale dello Yunnan, dove le mete tradizionali come Lijiang sono letteralmente assaltate dal turismo internazionale e dalle quello interno, molto affamanto. Ma lo Yunnan permette anche di crearsi il proprio viaggio, per esempio scoprendo la bellezza di Tengchong.

Qualunque sia il vostro confine, buon viaggio nello Yunnan!

3 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. mirkhond
    Mag 23, 2016 @ 15:58:16

    I Musulmani che i Mongoli immisero nello Yunnan nel XIII secolo, erano di etnia turca?
    Oppure si trattava di Han, già islamizzati al momento della conquista mongola?
    E sia gli Hui musulmani che i discendenti buddhisti dei militari mongoli, parlano il Cinese, sia pure in una variante dialettale?

    Rispondi

    • Piotr
      Mag 23, 2016 @ 17:23:55

      Ciao, turchi e persiani. Anche se comunita’ islamiche (sempre di origine straniera) erano gia’ presenti in Cina. Sia provenienti dalla Via della Seta che dai commerci marittimi. Si, entrambi parlano cinese🙂

      Rispondi

  2. Trackback: La Via del tè e dei cavalli, tra Storia e marketing | Farfalle e trincee

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