La Via del tè e dei cavalli, tra Storia e marketing

La Via del tè

La Via del tè e dei cavalli

Quando si parla di antiche rotte commerciali il pensiero corre immediatamente alla Via della seta, eppure erano molte le strade su cui viaggiavano merci ed uomini. Una di queste era la Via del tè e dei cavalli, una rete di vie commerciali che dalle province cinesi dello Yunnan e del Sichuan giungeva a Lhasa, in Tibet, attraversando la catena montuosa dell’Hengduan. Il tè e le altre merci portate dai mabang, leggendari conduttori di cavalli di quello che è oggi il sudovest cinese, viaggiavano inoltre verso la Birmania, il Nepal e l’India, fino a giungere sulle coste del Mar Rosso.

L’origine di questa rete di percorsi va fatta risalire agli antichi mercati dove le popolazioni locali e quelle tibetane scambiavano tè per cavalli già durante la dinastia Tang (618-907). Le città sede di mercato acquisirono poi speciali diritti sotto la dinastia Song (960-1279) dando vita ad un fiorente commercio in cui oltre che con i cavalli il tè (ed il sale) venivano scambiati con  erbe mediche ed altre merci ancora. Ma fu sotto la dinastia Qing (1790-1911) che la Via del tè e dei cavalli raggiunse il suo apice, per venire poi soppiantata dallo sviluppo di una più moderna rete stradale.

Come nel caso della Via della seta, questa lunga arteria commerciale vide il passaggio di idee oltre che di merci, la Via del tè e dei cavalli fu infatti una delle porte attraverso cui il buddhismo si diffuse in Cina. Sempre utilizzando un parallelismo con la più celebre carovaniera, possiamo notare come il nome di Via del tè e dei cavalli sia relativamente recente, frutto di una riscoperta della propria Storia, anche economica, che prese il via nella Cina dei primi anni novanta. Ben presto la Via del tè e dei cavalli entrò in una dinamica di marketing che oggi perdura più che mai.

Il turismo legato al tè viene fortemente sostenuto nello Yunnan e nel Sichuan, in particolare nelle zone di origine della Via del tè e dei cavalli, ossia le importanti aree produttrici di Pu’er e Ya’an. Sono sorti alcuni parchi dedicati a questa rotta commerciale e le città che ne facevano parte sono sponsorizzate, pratiche sono in corso anche per il riconoscimento da parte dell’UNESCO del valore storico e commerciale della Via del tè e dei cavalli. Quanto sia importante questa rotta dal punto di vista del marketing, sono le diatribe tra Sichuan e Yunnan su quale sia la via da ritenere originaria.

In ogni caso la riscoperta di questa rotta carovaniera, dove i mabang ed i loro cavalli portavano lungo le tortuose strade del Sichuan occidentale decine di chili di tè compattato in mattoncini, risulta di estremo interesse così come lo è la visita delle città ad essa collegata. La sezione che correva attraverso il Sichuan partendo da Ya’an aveva come principali mercati Luding, Kangding (la stazione più grande del tragitto) e Batang, senza dimenticare Chamdo sul lato tibetano del percorso Si tratta forse di una delle zone più belle e selvagge rimaste nella Cina odierna.

Nello Yunnan invece venivano attraversate mete famose come Lijiang e Shangrila ed altre meno famose come Lancang, sita lungo il Mekong, Weishan, un tempo capitale del regno di Nanzhao di cui oggi restano alcune vestigia e Donglianhua, villaggio storico estremamente interessante abitato dai discendenti delle popolazioni musulmane giunte nella regione al seguito dei mongoli della dinastia Yuan, una storia che ricorda quella di Xingmeng già narrata su questo blog. Sia Weishan che Donglianhua sono raggiungibili in giornata da Dali, altra tappa della Via del tè e dei cavalli.

Percorrere la Via del tè e dei cavalli significa non solo conoscere la Storia di una parte di Cina davvero affascinante, significa anche entrare in contatto con un mosaico di etnie e culture diverse che da sempre vivono lungo il suo percorso. Gli stessi studiosi dello Yunnan che negli anni novanta  intrapresero la riscoperta di questa rotta carovaniera, si trovarono di fronte ad un dilemma quando compresero che la riscoperta della tradizione dello Yunnan avrebbe significato da un lato un miglioramento economico delle sue popolazioni, ma dall’altro l’omologazione e la perdita d’identità.

Qualche lettura sulla Via del tè e dei cavalli

5 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. lillyslifestyle
    Ott 24, 2016 @ 11:22:36

    Sogno da anni di poter organizzare un viaggio del genere, sopratutto il lato tibetano.❤
    Buona giornata!

    Rispondi

  2. Marco
    Ott 24, 2016 @ 19:08:37

    Cerco notizie e consigli per organizzare un viaggio in camper sulla Via della Seta. Se qualcuno è in grado di aiutarmi lo ringrazio anticipatamente. Marco

    Rispondi

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