Quando si pensa alle rotte carovaniere comunemente note come Via della seta, il pensiero corre subito alla Cina, con la ancora oggi splendida Xian e le carovane che affrontavano le sabbie del Taklamakan, oppure all’Uzbekisistan, basti citare il nome di Samarcanda. I più avventurosi pensano poi alle vette del Pamir tagiko oppure agli indaffarati bazar iraniani; difficilmente qualcuno pensa a quello che ci sta in mezzo, ossia alle steppe kazake. Tra i paesi dell’Asia Centrale il Kazakistan è spesso il meno considerato, forse per i suoi paesaggi troppo omogenei, lo stesso accade quando si considera la Storia di quella che fu la Via della seta.

In realtà la Via della seta attraversava solo una parte dell’odierno Kazakistan, ossia il sud del paese e la regione della Semirece. La rotta kazaka della Via della seta fu utilizzata dal VI al XIV secolo, nel suo ultimo periodo legata alle ambasciate diplomatiche dirette verso Karakorum, la capitale dell’impero mongolo. I kazaki si specializzarono non come mercanti, ma come prestatori di servizi verso le carovane in provenienza dalla Cina, creando per esempio diversi caravanserragli, i quali col tempo diventeranno vere e proprie città, dove le carovane potevano sostare per riposarsi in sicurezza, in cambio di denaro o una parte delle merci.

Tra le rotte kazake più importanti della Via della seta, gli studiosi hanno individuato il corridoio detto Chang’han – Tian Shan, che dalla Cina (Chang’an è l’antico nome di Xian) entrava in Kazakistan costeggiando la catena dei monti Tian Shan per poi entrare in Kirghizistan da dove le carovane avrebbero proseguito il loro cammino. Altre rotte individuate sono il corridoio del Syr Darya che dopo aver seguito le acque del celebre corso d’acqua si inoltrava in Uzbekistan ed il corridoio detto di Mangyshlak o Ural – Mar Caspio, più ad ovest rispetto ai precedenti, che si sviluppava lungo le sponde orientali del Mar Caspio.

Visitare il sud del Kazakistan significa fare un viaggio nella parte forse più autentica del paese, decisamente meno toccata dall’emigrazione sovietica che ancora oggi segna le regioni più settentrionali, immergendosi nella cultura nomade del popolo kazako. Significa anche, ovviamente, ripercorrere le rotte della Via della seta ammirandone l’eredità che ancora oggi ha lasciato delle attrazioni da non perdere tra cui spiccano le architetture islamiche, mente il paesaggio regala panorami stupendi, distesi tra le steppe e le montagne.

Taraz: Un tempo Taraz era conosciuta come la città dei mercanti, la cui vivida atmosfera può essere oggi respirata presso il Shakhristan Market, per poi diventare poi importante centro di lavorazione del rame. La storia della città è raccontato dall’interessante museo regionale, mentre degni di visiti sono anche le ricostruzioni dei mausolei di Karakhan, Dauitbek e di una moschea medievale. Fuori città, poco meno di 20km, si trovano poi le tombe di Aisha e Babazha, protagonisti di una versione locale di Romeo e Giulietta.

Otrar: Un tempo tra i più rinomati centri dell’intera Asia Centrale per quanto riguarda l’artigianato, la storia della città è strettamente legata a quella di Tamerlano, che ne fece una capitale. Ad Otrar è anche nato Al Farabi, scienziato e filosofo medievale che veniva considerato secondo solo ad Aristotele. Oltre al museo cittadino, ad Otrar si possono anche ammirare il mausoleo di Aristan Bab e l’area archeologica di Oytrar-Tobe dove gli studiosi stanno cercando di riportare alla luce gli antichi fasti di quella che fu l’oasi di Otrar.

Turkestan: Questa città la cui origine risale ad oltre duemila anni fa, divenne un’importante tappa lungo la Via della seta, nonché un importante centro di diffusione del sufismo, una corrente mistica della religione islamica. Turkestan ospita inoltre una delle più importanti attrazioni di tutto il Kazakistan, ossia lo splendido mausoleo di Kozha Akmed Yasaui. Da non perdere sono anche le rovine dell’antica imponente città di Sauran, distante circa 50km da Turkestan, un tempo capitale del khanato kazako-mongolo dell’Orda bianca.

Suyab: Sebbene oggi si trovi in Kirghizistan, 60km a nord di Bishkek, questo luogo è molto importante per la storia della Via della seta in Kazakistan. Si tratta infatti di quella che fu la capitale del khanato dei turchi occidentali, nonché sede di un’importante fiera annuale che vedeva giungere mercanti da numerosi paesi. Suyab, per un certo periodo guarnigione più occidentale dell’impero cinese dei Tang, è celebrata come luogo di incontro e convivenza di diverse culture, cosa confermata dai moderni ritrovamenti archeologici.

Shymkent: Terza città più popolosa del Kazakistan, Shymkent è anche una delle città più antiche del paese, situata in una posizione geografica che vedeva qui incontrarsi diverse rotte commerciali. Tra le principali attrazioni di Shymkent c’è sicuramente il museo regionale del Kazakistan meridionale, ritenuto uno dei migliori musei di tutta l’Asia Centrale. Interessante è poi la visita ai mercati cittadini, come il bazar Samal o quello centrale, oppure alla moschea più grande del sud del Kazakistan con la sua particolare architettura.

Kyzylorda: Gli amanti delle aree più remote possono poi recarsi a Kyzylorda, lungo quello che fu il precedentemente citato corridoio del Syr Darya. I turisti che arrivano fino a qui non sono molti, la maggior parte dei quali utilizza Kyzykorda come tappa di sosta, proprio come facevano i mercanti lungo la Via della seta, nel corso del loro viaggio verso il lago Aral. Come detto non c’è molto da vedere in questa città, se non il locale museo regionale, ma sicuramente è un luogo dove immergersi nell’autentica cultura kazaka.

Oggi la Via della seta in Kazakistan sta vedendo una rinascita d’interesse legato, quasi inutile dirlo, alle politiche di Pechino riassunte sotto la definizione di Nuova via della seta. Nel 2019 il governo kazako ha rivelato l’esistenza di oltre cinquanta progetti con finanziamento cinese, il più famoso dei quali è la creazione dell’interscambio di Khorgos, di cui scrissi tempo fa per East Journal. Il Kazakistan non disdegna nemmeno l’aiuto europeo, ad esempio nello sviluppo del trasporto su gomma in partnership con il Kirghizistan. Cambiano i tempi e le persone, ma la Via della seta in Kazakistan non cessa di essere percorsa.

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