Tra le repubbliche dell’Asia Centrale il Kirghizistan, è probabilmente tra le meno conosciute. Eppure i motivi per andare alla scoperta di questo paese sono numerosi: la bellezza dei suoi paesaggi dominati dalle montagne celesti, vale a dire le catene del Tian Shan e del Pamir, la possibilità di incontrare autentiche culture nomadi ed il fascino della sua Storia, sia quella riscontrabile nei siti archeologici che quella racchiusa nelle pagine del Manas, il poema epico nazionale. Il Kirghizistan, va inoltre notato, oltre alla tradizione offre al viaggiatore una relativamente sviluppata rete di infrastrutture turistiche.

Meravigliosi paesaggi

Uno dei punti di forza del Kirghizistan è come detto la bellezza dei suoi paesaggi, che rendono il paese la “Svizzera centroasiatica”. Situato sopra i deserti dell’Uzbekistan ed in prossimità delle altitudini tagike, l’ambiente naturale kirghiso è vario e caratterizzato da ampie vallate ricolme di fiori, monti dalla cima innevata e laghi in stile alpino. Luoghi come Jety Oguz, una delle più famose configurazioni geologiche del paese, oppure il Canyon Skazka, detto anche il canyon delle fate, vi lasceranno senza parole. Molte delle colline kirghise sembrano letteralmente fatte di velluto, uno spettacolo davvero unico ed imperdibile.

Senza troppe difficoltà

Il Kirghizistan ha, relativemente ai visti, tra le politiche più permissive di tutta l’Asia Centrale, dato che i visitatori di molti paesi tra cui l’Italia possono accedere al paese senza necessità di visto turistico. Spostarsi al suo interno con i mezzi pubblici è semplice ed economico, esiste una rete di servizi per il turista realizzata anche grazie alla disponibilità della popolazione ed in generale la situazione igienica è molto buona. Un paese quindi adatto ad ogni tipo di viaggiatore, dal solitario zaino in spalla sino alle famiglie, il che ne fa una meta alternativa molto interessante per uscire dalla folla che si può trovare in altri luoghi di vacanza.

Cultura nomade

Il Kirghizistan è un paese storicamente di antiche tradizioni nomadi, per secoli i suoi abitanti si sono spostati con le loro mandrie e le loro greggi ed ancora oggi gran parte della popolazione conduce questo tipo di vita. Viaggiando in Kirghizistan tra giugno e settembre troverete numerosi accampamenti di yurte dove i nomadi passano l’estate con il loro bestiame; verrete con ogni probabilità accolti con un bicchiere di kumis, il latte di giumenta fermentato elemento imprescindibile della cucina centroasiatica. Quella kirghisa è tra le popolazioni nomadi con cui è più facile entrare in contatto, scoprendone gli usi e la vita quotidiana.

Via della seta

Ecco ora una ragione per visitare il Kirghizistan che ci sta molto a cuore: la Via della seta. Nonostante il paese sia spesso poco associato a questa rotta commerciale, il Kirghizistan era uno snodo vitale del percorso che qui si diramava in tre diversi rami ed ospitava importanti aree di sosta in luoghi come Osh. I resti kirghisi della Via della seta sono assolutamente affascinanti, situati in luoghi remoti nel mezzo di paesaggi incontaminati, come nel caso del caravanserraglio di Tash Rabay. Tra le diverse mete legate alla Via della seta troviamo la torre di Burana, il complesso architettonico di Uzgen ed il mausoleo di Shah-Fazil.

Trekking imperdibile

Per gli amanti del trekking il Kirghizistan è un vero e proprio paradiso, con il 90% del suo territorio situato oltre i 1500 metri di quota. I percorsi di trekking offerti dal paese sono infiniti e possono soddisfare ogni esigenza, accontentando sia chi cerca una gita di un paio di giorni che coloro i quali vogliano cimentarsi con l’affrontare montagne da 7mila metri. Tra i percorsi più popolari quello denominato Ala-Kul Trek, da Kyzyl Suu a Jeti Orguz, altri percorsi molto interessanti sono la splendida vallata di Altyn Arashan nota per le sorgenti di acqua calda, il passo di Archa Tör, la salita al Picco Lenin, ma le diverse possibilità sono davvero molte.

Cavalli

Parte della popolazione kirghisa è come visto fedele alle tradizioni nomadi, il che significa che in Kirghizistan il cavallo ha un ruolo di assoluto primo piano. Per le popolazioni nomadiche, ad esempio quelle della Mongolia (dove tuttavia è spesso sostuito dalle moderne motociclette), questo animale è un compagno fondamentale, ben presente anche nella loro cultura e nella loro Storia. In Kirghizistan oltre a vedere mandrie di cavalli impreziosire i paesaggi, si possono fare incredibili escursioni equestri ad oltre 4mila metri di quota. Gli amanti dei cavalli non possono assolutamente mancare l’occasione di fare un viaggio in Kirghizistan.

Laghi alpini

A rendere splendidi i paesaggi kirghisi non ci sono solo le montagne, ci sono anche i laghi. Il Kirghizistan ospita circa 1900 laghi alpini, alcuni così piccoli da non essere indicati sulle mappe e tutti diversi grazie alle differenti altitudini ed ai microclimi del paese. Il lago più famoso è senza dubbio l’Issyk Kul, da sempre considerato un piccolo mare – è il secondo lago alpino al mondo per dimensioni – ma altri laghi molto suggestivi sono il Tulpar Kol, nella regione di Osh, il Kel Tor nei pressi della gola di Kegety, il placido Son Kul, il lago Merzbacher detto anche “il lago che scompare” ed il misterioso Kel Suu con le sue grotte nascoste.

Senso dell’ospitalità

Tra le popolazioni dell’Asia Centrale i kirghisi sono famosi per la loro ospitalità. Attraversando il paese non sarà infrequente ricevere inviti da parte delle famiglie del luogo affinché vi rechiate a casa loro, dove vi verrà offerto l’immancabile kumis, pane con marmellata fatta in casa, burro e magari anche dello shorpo, un brodo tipico del Kirghizistan a base di agnello bollito e verdure. La tradizionale ospitalità del popolo kirghiso ha inoltre permesso lo sviluppo di una rete di camere in affitto dove i viaggiatori possano passare la notte. Le famiglie che si dedicano a questa attività sono molte, anche su siti specializzati come Homestay.

Poco turistico (per ora)

Dopo quanto scritto sopra si può capire perché il turismo in Kirghizistan sia in crescita esponenziale, questo rende necessario che coloro abbiano intenzione di scoprire questo meraviglioso paese non tardino troppo a farlo. Al momento il settore turistico kirghiso è ancora in una fase dove l’equilibrio tra i numeri e la qualità resta positivo, permettendo al visitatore di godere ancora della genuina spontaneità del paese. Un viaggio in Kirghizistan resta ancora un’avventura al di fuori dei circuiti turistici meno battuti, tuttavia questa situazione potrebbe forse non durare a lungo visto il giusto successo che questo paese sta riscuotendo.

Sport cruenti

L’importanza dei cavalli nel mondo kirghiso, rende questi animali protagonisti anche degli sport più popolari nel paese. Organizzati solitamente nei week end estivi, gli horse games sono un vero e proprio avvenimento mondano che richiama folle di spettatori da ogni dove. Tra questi giochi troviamo l’Ulak Tsrtysh, noto anche come Buzkashi. ossia una sorta di polo dove squadre a cavallo si contendono una carcassa di capra che deve essere gettata nella porta avversaria, con i giocatori ben presto imbrattati di sangue (non uno spettacolo per stomaci deboli) ed il Tiyin Engmei, che ricorda il wrestling ma praticato a cavallo.

Qualunque sia la vostra passione, non perdetevi il Kirghizistan! Il periodo migliore per visitare il paese sono i mesi tra giugno e settembre, sebbene luglio e agosto registrino temperature elevate, mentre si sconsiglia la visita nei mesi invernali tra gennaio e marzo quando molte aree, particolarmente le più remote ed elevate, sono di fatto irraggiungibili a causa della neve.

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Fonte immagine: Allan Grey on Flickr
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