Quando si parla di turismo in Asia Centrale, il Kazakistan si trova solitamente tra le mete meno gettonate. Il suo territorio, in larga parte costiuito da steppe infinite e scarsamente popolate, non sembra avere molto da offrire, eppure ad uno sguardo più attento il paese è più vario di quello che sembra. La regione dell’Altai, nel Kazakistan orientale, offre uno splendido paesaggio alpino, la vasta regione desertica confinante con l’Uzbekistan, poi, ospita i resti delle civiltà che fiorirono lungo la Via della seta, mentre la regione di Almaty presenta numerosi itinerari adatti al trekking.

Proprio quest’ultima è la zona che andremo qui a scoprire un po’ meglio, dando qualche suggerimento per chi voglia addentrarsi nella conoscenza del colosso Kazakistan. Punto di partenza quasi obbligato è Almaty, città che fino al 1997 è stata la capitale del paese sostituita poi dal progetto avveniristico rappresentato da Astana, vera astronave nel deserto anzi nella steppa. La fondazione della città risale all’epoca coloniale russa (1850 circa), uno dei motivi per cui non c’è molto da vedere ad eccezione della chiesa ortodossa, qualche parco ed alcuni interessanti musei.

Raggiungibile da Almaty è il vasto Parco nazionale di Altyn Emel, situato nei pressi del lago Kapshagay e famoso per i suoi petroglifici in lingua tibetana trovati nella gola di Taigak, nonché per i tumuli di Besshatyr, tra i più grandi complessi funerari sciti al mondo e situati in quella che viene ritenuta la culla di quell’antica civiltà. All’interno del parco, a breve distanza dal fiume Ili, si trova anche la celebre “duna che canta”, vale a dire una collina sabbiosa che con il vento sembra cantare; si dice che prima di una tempesta il canto si trasformi in un vero e proprio rullo di tamburi.

Gli amanti della natura saranno felici di sapere che le attrazioni della zona non si fermano qui. Meritevoli di una visita sono anche i Monti Katutatu, dove troverete antichi resti vulcanici e intricate forme scolpite nella roccia da acqua e vento nel corso dei secoli. Altre montagne sono quelle di Aktau, un sito paleontologico di fama mondiale visto che qui sono stati scoperti resti animali risalenti a quasi 30milioni di anni fa. Possiamo enumerare quelli di rinoceronti giganti, coccodrilli e tartarughe, il tutto in un contesto dalle tinte magiche dato dalle montagne a forma quasi piramidale.

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Di particolare interesse è poi il canyon formato dal fiume Charyn, circa 200km ad est di Almaty, chiamato “valle dei castelli”. Sebbene le dimensioni siano decisamente ridotte rispetto al più celebre Gran Canyon, il posto è suggestivo grazie all’opera della natura nel corso dei secoli. Non perdete poi un particolare monumento kazako (dichiarato tale nel 1964), vale a dire un bosco di frassini lungo le sponde del fiume Temerlik ritenuto dai botanici esistere da oltre mille anni. Si tratta di uno degli ultimi luoghi, , dove trovare questa specie di albero risalente all’antica Sogdiana.

Altro elemento naturalistico di cui questa regione del Kazakistan è ricca sono i laghi, oltre al già citato Kapshagay c’è lo splendido complesso dei Laghi di Kolsay, tre piccoli laghetti meta prediletta per gli amanti del trekking. I laghi sono distanti tra loro alcune ore di cammino e si ha un dislivello di quasi 1000m, ci sono itinerari sia per chi vuole camminare che per chi preferisce le escursioni a cavallo. Il paesaggio si sviluppa tra boschi e pascoli alpini lungo il confine con il vicino Kirghizistan. Nei pressi c’è anche il bel lago di Kaindy, formatosi nel 1911 per via di un terremoto.

Infine un consiglio è quello di recarvi al lago Issyk (da non confondere con il kirghiso Issyk-Kul). Nei dintorni della cittadina omonima, infatti, venne scoperto nel 1969 uno dei simboli dell’attuale Kazakistan, ossia l’”uomo d’oro”. Si tratta dello scheletro di un principe – oppure una principessa essendo il genere incerto – scita diciottenne del IV secolo ritrovato in un tumulo con tutto l’equipaggiamento degno di un guerriero, inclusi 4mila ornamenti d’oro. Una replica si trova oggi nel museo centrale di Almaty, mentre la sua effige compare anche sullo stendardo presidenziale.

Un utile accorgimento è quello di valutare se organizzare il vostro viaggio direttamente ad Almaty tramite un’agenzia specializzata, dato che i trasporti nella regione sono difficili e gli alloggi nel parco nazionale possono risultare costosi. In ogni caso potete cercare su Booking la sistemazione che fa al caso vostro.

Fonte immagine: Meros
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