Kiyrk Kyz significa quaranta ragazze, risalente ad un periodo compreso tra il IX ed il X secolo, è un castello oggi ormai in rovina situato nella provincia più meridionale di tutto l’Uzbekistan: Surkhandarya. Qui siamo fuori dalle più battute rotte turistiche, anche per il suo essere circondata da montagne su tre lati e dal fiume Amu Darya sul quarto. Al tempo dell’Unione Sovietica erano invece numerosi i turisti che raggiungevano Kiyrk Kyz distante solo tre chilometri da Termez, capitale della provincia dalla Storia millenaria, porta per l’Afghanistan ed in passato importante centro di studi e luogo devoto al buddhismo.

Il nome del castello deriverebbe da una leggenda secondo la quale la fortezza, attaccata da tribù nomadi stranieri, vide morire tutti i suoi uomini per mano nemica. A quel punto quaranta ragazze, guidate da una regina locale chiamata Gulsim (ma nota anche come Gulaim o Gauhar) presero armi riuscendo a sconfiggere e cacciare gli invasori. Secondo alcune versioni della leggenda, Gulsim una volta finite le frecce uscì dalla fortezza per andare incontro all’esercito nemico, il cui comandante sorpreso dal coraggio e dalla bellezza della regina avrebbe comandato alle sue truppe la ritirata, dopo avere baciato la mano di Gulsim.

L'illuminismo perduto: L'età d'oro dell'Asia centrale dalla conquista araba a Tamerlano (Biblioteca Einaudi Vol. 28) di [Starr, S. Frederick]

Secondo l’antropologa Balkis Karmysheva, la leggenda è di origine locale essendo nata nella Transoxiana, eppure non è difficile scorgere dietro alle quaranta ragazze di Kyrk Kyz l’ombra delle amazzoni, le donne guerriere che tanto colpirono i greci una volta fatta la scoperta dell’Asia. Nella letteratura greca antica le pagine dedicate alle amazzoni contengono le notizie più disparate, dal fatto che si tagliassero un seno per combattere con arco e freccia al loro essere mangiatrici di uomini. L’incontro con l’ignoto non è mai semplice, questo ciò che si cela dietro le descrizioni dei cavalieri nomadi come metà uomo e metà cavallo.

Uscendo dalla leggenda ed entrando nel campo della Storia, che i popoli degli Sciti e dei Tomiri avessero celebrate regine (tra cui una che secondo Erodoto sconfisse in battaglia addirittura Ciro il Grande) è cosa nota. Così come è riscontrato il fatto che tra le popolazioni nomadi le donne avessero un ruolo sociale pari a quello degli uomini. Tornando alle amazzoni, recenti scoperte fatte in Russia nel sito archeologico di Voronez, hanno portato alla luce le tombe di donne guerriere, appartenenti al popolo degli sciti, confermando che le amazzoni erano comuni tra gli sciti e venivano sepolte con gli stessi riti degli uomini.

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La leggenda delle quaranta ragazze è molto conosciuta in tutta l’asia Centrale e l’espressione Kyrk Kyz è ricorrente. Nel 1980 quaranta donne chiamarono così nella valle di Ferghana una brigata di lavoro destinata alla raccolta di melograni, le stesse donne che nel 2008 riuscirono ed evitare il conflitto sociale dovuto alla carenza d’acqua senza paura delle autorità, a riprova che le donne in Asia Centrale sono sempre un po’ guerriere. Nel 2018 Saodat Ismailova, regista tornata in Uzbekistan dopo la morte di Islam Karimov, porta sulle scene il musical Kyrk Kyz, traendo dalla leggenda delle quaranta ragazze lezioni di riscatto femminile.

Chiunque decida di esplorare quel meraviglioso giardino che è la cultura centroasiatica, si troverà di fronte alle varianti più svariate della leggenda delle quaranta ragazze, secondo alcuni addirittura ritenute progenitrici del popolo kirghiso e secondo altri un corpo militare d’eccellenza nell’esercito di Tamerlano. Tornando al nostro castello nei pressi di Termez, esiste anche una versione delle quaranta ragazze rivista in chiave islamica ossia che si sarebbe trattato di quaranta ragazze che Allah avrebbe trasformato in pietra per salvarle dagli assalitori, ci sono poi studiosi secondo cui si sarebbe trattato di un semplice caravanserraglio.

Tornando al campo storico, alcune ricerche si sono concentrate sul nome locale del castello, ossia Shakhri Saman che significa città dei samanidi, indicando nella costruzione la residenza del sovrano di Termez. L’archeologa Elizaveta Nekrasova che ha effettuato ricerche in loco, ritiene la costruzione essere d’epoca più tarda (XIV o XV secolo) e trattarsi di un khanqah, un luogo di preghiera per dervisci ed altri membri di una confraternita sufi. Il complesso religioso, secondo la studiosa sarebbe stato costruito una volta terminate le invasioni mongole e si sarebbe trovato al centro di Termez, non in periferia come è oggi

Quale che sia la vera Storia del castello di Kyrk Kyz, camminando tra le sue rovine sarai immerso nel passato dell’Uzbekistan, quando l’Uzbekistan e Termez, erano un crocevia di popoli e commerci con uno spirito religioso che animava le discussioni tra gli studiosi. Puoi arrivare a Kyrk Kyz in minibus, visitando anche il complesso del sultano Saodat ed il Kokildor khanaka con la sua imponente facciata. Nelle vicinanze ci sono altri luoghi degni di interesse, come il minareto di Jarkurgan e le rovine di Kampyr Tepe, città macedone di Battria fondata da Alessandro Magno. Non perdere queste mente nel corso del tuo viaggio in Uzbekistan!

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Fonte immagine: Abassayyoh.com