Uno dei fiumi più importanti della Cina è sicuramente il Fiume Giallo, secondo fiume del paese per lunghezza dopo lo Yangtze di cui abbiamo già scritto. La sua importanza è tale da essere spesso definito come la culla della civiltà han, l’etnia maggioritaria in Cina. Il Fiume Giallo è parte integrante della Storia cinese, soprattutto per quanto riguarda la parte settentrionale del paese che nel corso dei secoli ha più volte allagato mietendo innumerevoli vittime, ma anche rendendo i terreni fertili grazie al loess che trasporta in una tale quantità da essere chiamanto, appunto, Fiume Giallo.

La quantità di sedimenti traportati è talmente abbondamente da averne modificato più volte il corso, nel tempo il fiume è infatti arrivato a sfociare nel Mar Giallo in punti distanti anche 800km. Per tutti coloro che si sono trovati a governare le terre bagnate dalle sue acque, il controllo delle acque del Fiume Giallo è stata un’opera fondamentale, tanto da fare del primo leggendario dominatore del fiume, l’imperatore Yu, una figura di primo livello nella mitologia cinese. Il Fiume Giallo è sempre stato al tempo stesso benedizione e maledizione, creatore e distruttore.

Durante la sua Storia è stato anche usato come arma contro i nemici, salvo ritorcersi contro chi apriva i suoi argini come nel 1642 quando perì quasi tutta la popolazione di Kaifeng, come avvenne anche durante la resistenza all’invasore giapponese. La peggiore tra le devastazioni risale al 1332-33 quando morirono circa 7milioni di persone. Anche in epoca contemporanea le dighe sul Fiume Giallo rivestirono un’importanza particolare, come nel caso della diga Xiaolangdi, dove tra fine giugno ed inizio luglio si può assistere allo svuotamento dei bacini in vista delle prossime piene del fiume.

Tuttavia lo sfruttamento industriale del Fiume Giallo ed il cambiamento climatico hanno portato, dal 1972, anche a problematici periodi di penuria d’acqua, il più lungo dei quali si ebbe nel 1997 e durò 226 giorni con importanti conseguenze, sia economiche che sociali, per le città che si trovano nel suo bacino; come se non bastasse il suo utilizzo intensivo a fini industriali ed agricoli ha creato inoltre un serio problema di inquinamento. Di estremo interesse in merito a queste problematiche risulta essere uno studio dell’Unesco del 2012 che può essere scaricato, gratuitamente, tramite questo link.

Come detto, lungo il Fiume Giallo sono sorte diverse capitali, la più celebre delle quali è probabilmente Xian, che in realtà si trova sulle sponde del Wei, affluente del Huang He (altro nome con cui il Fiume Giallo è conosciuto). Xian è una delle principali attrazioni della Cina, un tempo punto di partenza della Via della seta col nome di Chang’an e luogo dove culture e religioni diverse coesistevano. Sede di numerose dinastie, a Xian sono impedibili il quartiere musulmano, le pagode, le mura cittadine ed ovviamente la poco distante armata dell’esercito dei guerrieri di terracotta.

Più direttamente sule rive del Fiume Giallo, nel punto in cui questo viene raggiunto dal Luo, troviamo Luoyang capitale di circa dieci dinastie (la complessità della Storia cinese rende a volte il numero delle dinastie aleatorio). Nonostante oggi sembri una città non particolarmente attraente, Luoyang fu capitale tra le altre della dinastia Tang e sede del primo tempio buddhista mai costruito in Cina. Nei suoi dintorni poi si possono visitare le splendide grotte di Longmen, patrimonio UNESCO e magnifico esempio di incisioni artistiche su pietra, come quelle presenti nel Xinjiang.

Ancora più ad est vi è Kaifeng, capitale della dinastia Song e tra i maggiori centri letterari ed artistici della Storia cinese. Kaifeng fu per circa un millennio sede della più antica comunità ebraica di Cina, probabilmente arrivata qui dall’India lungo la Via della seta. Kaifeng, anche grazie alla costruzione del canale che la collegò al Fiume Giallo, si sviluppò come importante centro commerciale, tanto da diventare tra il 1000 ed il 1100 la più popolosa città del mondo con circa 700mila abitanti; a testimonianza del fulgido passato della città restano i suoi templi e le sue pagode.

Infine la capitale attuale, Pechino, collegata al Fiume Giallo tramite il più lungo canale artificiale del mondo, ossia il Gran canale. La Storia di Pechino è lunga ed estremamente affascinante, per scoprirla uno strumento utilissimo è il libro di Stefano Cammelli, Storia di Pechino. L’autore ne ripercorre le tappe, mostrando come non era scontato fosse questa la città destinata a diventare capitale di una Cina unificata, esseendo troppo decentrata rispetto al cuore dell’impero. Con particolare attenzione all’urbanistica, Cammelli ripercorre la Storia della città e dei popoli che la abitarono.

Sarebbero molti le questioni da affrontare collegati al Fiume Giallo, dalle diverse civilità sorte sulle sue sponde sin dalla preistoria alle popolazioni nomadi che a fasi alterne ne controllarono almeno in parte al bacino, la Via della seta e la presenza musulmana, il buddhismo e lo sviluppo delle arti pittoriche. Sono davvero infiniti i temi che la Storia cinese offre a chi la vuole scoprire.

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