Viaggiare in Laos: dove la Storia si fa tempo

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Gold reclining Buddha, Wat Si Saket temple – Vientiane

Scritto per Trips Tips

Laos, un paese quasi ancora sconosciuto. Un paese senza sbocco al mare, incuneato tra vicini famosi ed ingombranti come la Thalandia ed il Vietnam. Appena sopra la Cambogia, altro nome che evoca qualcosa, ormai non si ricorda più cosa ma evoca. E sopra il Laos lo Yunnan, una Cina che non è Cina, terra mai doma e mai integrata, dove la Cina smette di fingere modernità per tornare a cullarsi tra le braccia della Storia. In Laos la Storia è soprattutto contemporanea, come in tutto il Sud-Est asiatico, una Storia portata da fuori, non scelta ma subita, come le bombe che infestano l’est del paese, lungo quel sentiero di Ho Chi Minh che fu tomba non solo per gli imperialisti occidentali ma anche per la vita tradizionale dei popoli locali, costretti a rifugiarsi in grotte, come a Vieng Xai, per ripararsi dalla pioggia della modernità.

In Laos si può ancora toccare con mano il passare dei secoli, il tempo resiste, o cerca di farlo, agli orologi ed ai ritmi produttivi. In Laos si dimentica lo scorrere impetuoso degli impegni in agenda, ci si abbandona a quello lento del Mekong, che porta con sé le contraddizioni di un’economia non più di sussistenza, fiume inquinato che insieme alla sua fauna rischia di vedere scomparire culture e tradizioni. Viaggiare in Laos significa camminare lungo il confine tra viaggio e turismo, con i villaggi che non sono più giungla ma non sono ancora attrazione commerciale. Chi abbia un buon senso di adattamento, neppure troppo, troverà in Laos un paese variegato, poliedrico senza essere scargiante, da scroprire poco a poco, senza la fretta urbana di chi non sa cosa sia aspettare.

Vientiane, la capitale, paesone che si crede metropoli, visitabile in una giornata, Luang Prabang, amata dagli occidentali per la sua familiarità esotica, la troppo citata Vang Vieng, forse il simbolo di un Occidente che non merita il Laos. Ma c’è molto altro, a partire dalle montagne del nord, dove le albe sorgono dalla nebbia del mito, terra di amanti di trekking e paesaggi, qui abbiamo Phongsali e Luan Namta, in pieno fermento da ospiti in visita. Possiamo poi scendere lungo i fiumi, vere arterie del paese, mai definizione fu meno metaforica, trovandoci nel mistero di Phonsavan e delle sue giare, dove una guerra civile si è svolta tra enigmi impassibili, da millenni. Quindi il centro del paese, terra da scoprire e poco frequentata, stretta tra due confini che ne segnano l’identità.

Terra di nuovi e antichi imperi il Laos, con le case coloniali di Savannakhet e la capitale polverosa di quello che fu Champasak. Qui i popoli degli altipiani, ed i più montani Hmong, lasciano lo spazio alla cultura khmer, siamo in quella che fu Cambogia ed oggi è Laos. Nel Sud-Est asiatico i confini sono mobili, spazzati via dalle piogge monsoniche e dalle piene dei fiumi, basti pensare a Saigon, culla di una cultura che vietnamita non è. Tra Laos e Cambogia le 4000 isole, altra oasi di turismo posta nel mezzo di terre incognite, spesso raggiunta viaggiando da un nord molto più lontano di quanto non sia davvero. Qui i turisti sono sospesi, non più Laos e non ancora Cambogia, anche se oggi il confine è terrestre, per via delle strade che cementano i fiumi senza ricoprirli.

Dire Laos significa dire molto, significa pluralità di ambienti e vedute, significa elefanti e templi, tutti possono trovare in Laos un motivo per non andarsene, oppure per volerci tornare ancora ed ancora. In Laos, più che nel resto dell’Asia del Sud-Est, le contraddizioni sono evidenti, ma in tono decisamente più discreto che in Cina, qui si osserva la Storia che si fa tempo, una lotta in tanti altri paesi ormai terminata, forse per sempre. Esistono mille motivi per visitare il Laos, tutti diversi e spesso personali, a chi voglia avventurarsi, ma senza troppe complicazioni, nella scoperta di questo paese non resta che augurare buon viaggio, il Laos aspetta, con la pazienza e la sicurezza di chi sa attendere.

Per conoscere meglio questo paese visitate TuttoLaos!

Altre foto possono essere viste su Flickr.

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