Conoscere la Cina non è semplice, le ragioni sono molteplici. Si va dalla sua estensione, la Cina è un paese talmente grande che parlare di una realtà cinese è abbastanza improprio, fino alla barriera linguistica. Chiunque abbia viaggiato in Cina, sa come cambi il rapporto con questo paese a seconda che si parli o meno cinese. Si aggiungono poi le differenze culturali e la struttura sociale diversa da quella occidentale. Insomma, per capire la Cina ci vogliono gli strumenti giusti ed una bella dose di pazienza ed impegno. Non è un caso che spesso sulla Cina si sente dire tutto e il contrario di tutto, è una terra ricca di contraddizioni.

Una delle contraddizioni più grandi della realtà cinese è quella del suo rapporto tra città e campagna, si tratta infatti di un mondo contadino urbanizzato a ritmi frenetici. In questo gigantesco paese convivono megalopoli moderne come Shanghai e Pechino insieme a zone contadine arretrate come in certe aree dello Yunnan o del Gansu. Un libro molto interessante per fare un po’ di chiarezza su questo tema è Città senza limiti, una raccolta di studi curata da Wang Xiaoming ed edita in Italia da Cafoscarina, casa editrice specializzata in testi di ambito universitario. Il libro non è recentissimo (2016) ma offre davvero molti spunti.

La Cina e la città

Quest’opera è davvero illuminante per capire come lo sviluppo cinese si sia fondato sulle campagne, in particolare sugli abitanti delle campagne emigrati in Cina per cercare lavoro. Una delle sfide più grosse che il governo cinese si trova ad affrontare è quella dell’hukou, ossia il passaporto interno cinese che divide la popolazione in urbana e rurale. A questo passaporto è legato il welfare che un cittadino cinese può ottenere, molto tra gli abitanti della campagna che cercano fortuna in città, come manodopera a basso costo, lo fanno quindi illegalmente e non possono accedere pienamente a servizi come sanità, istruzioni.

Oltre a questa spinosa questione, il libro curato da Wang Xiaoming ne affronta tantissime altre, dalla lotta degli abitanti dei quartieri oggetto di speculazione edilizia, alle associazioni che cercano di mantenere viva la cultura contadina tra gli emigrati in città. Leggendo quest’opera si capiscono meglio il rapporto tra la popolazione e le autorità e le implicazioni economiche dietro lo sviluppo urbano. Un quadro intricato dove interessi nazionali, prospettive di guadagno individuale e politiche sociali ora si alleano ora entrano in conflitto. Dietro allo skyline di Pechino o Shanghai c’è molto di più di un futuribile mondo scintillante.

La Cina e la campagna

E poi c’è un altro paese, fatto di tradizioni, dove a scandire il tempo è la ciclicità delle stagioni, una Cina povera, dove difficilmente i turisti arrivano. Non è un caso che uno dei più grandi fallimenti che incombe sul governo cinese sia quello della mancata creazione di un mercato interno. Questa parte di paese è lontana dal futuro delle metropoli, sembra anzi testimoniare la presenza di un passato che si trasforma ma che persiste, come un filo rosso che attraversa la turbolenta storia cinese. In questo caso ci fa da guida un romanzo, Il totem del lupo, scritto da Jiang Rong e da cui è stato tratto un celebre e quasi omonimo film.

L’autore, giovane guardia rossa in piena rivoluzione culturale racconta il suo incontro con le tradizioni nomadi della Mongolia interna. Se da un certo punto di vista la narrazione eccede un po’ nel mito del buon selvaggio, da un altro ci mostra bene come la modernità abbia stravolto il modo di vivere delle campagne. Il secondo tema che il libro mette in luce è uno scontro storico che ha visto come protagonista la campagna cinese, ossia quello tra allevatori e coltivatori, due modi totalmente diversi che hanno da sempre dovuto trovare un modo per convivere. Il finale del libro in particolare ci mette di fronte al futuro della campagna.

Cosa è giusto? Domanda difficile, tanto più in un paese complesso come la Cina. Solitamente chi ha risposte pronte pecca di superficialità, oppure di malafede. L’unica cosa che si può fare con la realtà cinese è tentare di conoscerla sempre meglio, consapevoli che ci sarà sempre qualcosa di sfuggente come il permearsi di città e campagna, come la linea che in Cina da millenni separa nomadi e sedentari.

Fonte immagine: Wikicommons