La Mongolia è ancora una meta abbastanza remota, sia per la carenza delle sue infrastrutture (sono davvero poche le strade asfaltate, sia per la sua posizione geografica non al centro delle grandi rotte aeree internazionali. Se questo contribuisce al fascino del paese, la vera ragione di visitare la Mongolia è la bellezza dei suoi paesaggi, force in pochi altri paesi al mondo si può ammirare una natura così incontaminata, senza dimenticare il fragoroso blu del cielo mongolo nei mesi estivi. Un viaggio in Mongolia può davvero essere l’occasione che cambia la vita, una meta che suscita puntualmente profonde riflessioni.

Tra le parti del paese meno visitate dai turisti, nonostante la sua vicinanza alla capitale Ulaanbaatar, la Mongolia orientale è un vero e proprio paradiso per gli amanti della natura incontaminata, che qui troveranno distese erbose infinite, dove regnano i cavalli, laghi incantevoli ed impressioni riserve naturali come quella di Toson Hulstai. La Mongolia orientale è anche la terra in cui nacque e crebbe Temujin, prima di diventare Gengis Khan. Gli amanti della Storia potranno quindi ripercorrere in questa regione i primi passi dell’impero mongolo, oppure visitare i monumenti lungo il fiume Khalk dedicati alla resistenza antigiapponese.

Oglogchiin Kherem: Iniziamo subito con uno dei tanti misteri della Mongolia orientale. Si tratta di un muro lungo circa 3 km e alto 3 metri, situato alle pendici dei monti Daichin. Secondo gli studiosi risale al periodo Kitan (VIII sec.), una spedizione archeologica mongolo-americana vi ha scoperto all’interno i resti di oltre cinquanta sepolture.

Parco nazionale di Khan Khentii: Questo parco nazionale, patrimonio dell’UNESCO, rappresenta una zona di transizione tra la taiga e la steppa. Di questa regione si parla anche nel celebre Storia segreta dei mongoli. Khan Khentt si contende con Deluun Boldog nel parco nazionale di Onon-Balj, la palma di luogo di nascita di Gengis Khan.

Khuk Nuur: Sulle rive di questo lago crebbe Temujiin e, narra la leggenda, qui divenne il Khan di tutti i mongoli nel 1189. Sulla riva meridionale, un cerchio di 15 metri di diametro si dice essere il segno lasciato dalla gher che fu di Gengis Khan. Tra Khuk Nuur ed Ulaanbaatar si trova una statua di Gengis Khan alta 40m.

Kherlen: Legato alla vita di Gengis Khan, come tutta la Mongolia orientale, è anche questo fiume che nasce sulla catena del Khentii per finire la sua corsa nel lago Dalai, in Cina. Non distante da Deluun Boldog, il fiume Kherlen è anche un vero paradiso ecologico grazie alla sua fauna selvatica, in particolarele uccelli e pesci.

Monastero di Bereeven: Costruito nel 1777, questo monastero di tradizione tibetana gelugpa, è stato il più importante luogo di culto della Mongolia orientale. Nel corso del XIX secolo è stato tra i monasteri più grandi della Mongolia, arrivando ad ospitare 4mila monaci. Dopo le purghe comuniste, sta oggi rinascendo.

Complesso di Ikh Burkhant: Situato nell’estremo est del paese, questo complesso architettonico ospita una delle statue di Avalokitesvara più grandi del paese, interamente composta da pietre e alta circa 30 metri.  La statua venne realizzata tra il 1859 ed il 1864, anche come protezione dalla siccità e dei confini orientali con la Manciuria.

Dariganga: Gli amanti delle zone più remote non possono perdere questa parte della Mongolia, terra di vulcani e fuorilegge. Qui si possono trovare più di duecento vulcani ormai spenti, alcuni dei quali considerati sacri, sempre qui vissero personaggi come Toroi Bandi, leggendario Robin Hood mongolo.

Steppa di Dornod: La provincia di Dornod è il simbolo della difesa dell’ecosistema in Mongolia, con i grossi investimenti nelle aree protette di Dornod Mongol, Nomrog e Mongol Daguur. Dornod è anche una porta d’accesso al deserto del Gobi che, nella sua parte più sudorientale, è anche importante luogo archeologico.

Riserva naturale di Daursky: La parte più nordorientale della Mongolia, invece, è luogo di importanza ambientalistica, tanto da essere protetta dall’UNESCO. Questa zona, nota come Dauria, si trova sul confine con la Russia e con la riserva naturale di Daursky, una parte della quale si trova in territorio mongolo.

Fonte immagine: fr.unesco.org