Chi si interessa di Asia Centrale e di Asia in genere, sa bene come da qualche tempo l’espressione Via della Seta sia diffusa. I campi in cui si fa riferimento a questa rotta commerciale sono molteplici, dal turismo allo sviluppo economico, dalle arti alla geopolitica. Siamo ormai di fronte ad un vero e proprio brand che accomuna paesi molto diversi e distanti tra loro, dalla Cina alla Turchia, dal Giappone all’Iran, spinti soprattutto da interessi commerciali. Molto interessante il fatto che questi interessi commerciali potrebbero portare ad una riscoperta turistica e culturale della Via della Seta.

Dietro alla rinascita della Via della seta c’è la Cina con il suo progetto One belt one road, una rete di rotte commerciali, sia terrestri che marittime, destinate a collegarla con il resto del mondo partendo dalle città di Xian – punto di partenza anche dell’antica Via della seta – e di Kunming, da dove parte la rotta verso il sudest asiatico e l’India. I paesi che si sono detti disposti a collaborare sono ben 65, il che indica chiaramente l’importanza del progetto per la cui realizzazione sono anche stati creati organismi finanziari come il Silk Road Fund e la Banca Asiatica di Sviluppo Infrastrutturale.

Le occasioni in cui si cita la Via della seta parlando di accordi economici sono innumerevoli, a lei è stato intitolato il recente forum (8-9 novembre) all’università di Duisburg dedicato alla cooperazione sino-europea, di lei si è parlato all’apertura, il 10 novembre della linea ferroviaria commerciale tra Xian e la finlandese Kouvola e sempre lei è stata protagonista anche a casa nostra e sempre in tema di ferrovie, con l’inaugurazione della linea Mortara – Chengdu (nella provincia cinese del Sichuan) che in 18 giorni porterà a destinazione i prodotti destinati al mercato cinese; altra linea solo commerciale quindi.

La Via della seta è presente anche nelle grandi istituzioni internazionali, come l’Unesco con la Silk Road Online Platfrom dove possono essere trovate diverse informazioni su aspetti ad essa legati quali festival, musei oppure città di particolare interesse. Sempre sponsorizzata dall’UNESCO anche una serie di meeting per armonizzare le denominazioni di luoghi e monumenti sulla Via della Seta. L’ultimo di questi incontri si è tenuto in Cina, a Xian il cuore pulsante della famosa carovaniera, dal 5 al 7 settembre ed ha visto la partecipazione di circa 60 partecipanti da vari paesi.

In tema turismo è invece attivo dal 1993 il Silk Road Programme dell’UNWTO (l’Organizzazione Mondiale del Turismo), che riunisce 25 paesi e si propone di promuovere l’attività turistica nei paesi che ne fanno parte, secondo la Dichiarazione di Samarcanda sul turismo lungo la Via della seta redatta nel 1994. Gli ambiti in cui opera il programma sono molti, dal marketing alla promozione culturale alla capacità di sviluppare un sistema ricettivo e facilitare il viaggio dei turisti. In tal senso addirittura la proposta di realizzare un visto unico valido per entrare in tutti i paesi membri.

Particolarmente attivo in Asia Centrale per quanto riguarda il turismo è l’Uzbekistan, del cui interesse per sviluppare questo settore abbiamo già scritto. Samarcanda ha inoltre ospitato dal 10 all’11 novembre una conferenza internazionale sulla sicurezza ed il turismo eco-sostenibile in Asia Centrale. Un’interessante e davvero completa pubblicazione dell’UNWTO riguarda proprio un’analisi del turismo in Uzbekistan, con dati risalenti al 2014. La rinascita della Via della seta sembrerebbe avere quindi tutte le carte in regola anche per la riscoperta dell’Asia Centrale.

Invece andando a ben vedere molti conti tornano, il sito dell’UNESCO ha una lista festival praticamente azzerata ed un progetto dedicato alla mappatura dei caranvaserragli che non è praticamente mai andato oltre la dichiarazione di intenti e ci accoglie con un bell’errore 404 nella pagina in cui il progetto dovrebbe essere descritto. L’UNWTO invece rimanda ad un sito dedicato alle città sulla Via della seta che si presenta vuoto ed in vendita. Una promozione della Via della seta che sembra quindi avere qualche falla, proprio come il progetto cinese delle cui criticità ci siamo occupati recensendo un paio di libri.

In conclusione quella della Via della seta è una rinascita che sicuramente porta con sé diversi aspetti positivi, sebbene sia evidentemente intrecciata ad interessi economici. In ogni caso questa resta una parte di mondo dal fascino unico, anche per chi è solo un semplice viaggiatore.

Letture sulla Via della seta

Fonte immagine: en.unesco.org
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