La Mongolia e lo smog, un problema sempre più grave

Smog ad Ulaanbaatar

Per molti stranieri la Mongolia è un paese da visitare almeno una volta nella vita, per via dei suoi paesaggi sconfinati, dominati da una natura incontaminata, possiamo tranquillamente dire che si tratta di uno dei paesi più belli e suggestivi del mondo. Eppure il turismo in Mongolia si concentra in pochi mesi estivi (soprattutto giugno e luglio), quando il cielo è di un blu splendido ed il clima è mite. D’inverno la Mongolia può invece trasformarsi in un incubo per i suoi abitanti, anche nella capitale Ulaanbaatar dove l’inquinamento è ormai diventato un problema di primaria importanza.

La popolazione della città è infatti in costante aumento, ospitando ben oltre il 40% della popolazione dell’intera nazione che ha ormai superato i 3milioni di abitanti. Ulaanbaatar si avvia ad essere una città moderna con i suoi grattacieli ed i suoi monumenti, senza dimenticare il progetto di una metropolitana la cui realizzazione è prevista per il 2020. Eppure la capitale mongola nasconde un lato più oscuro, ossia i quartieri di gher (le tipiche tende mongole) abitati dai nomadi che vengono in città a cercare fortuna, spesso dopo avere perso tutti i loro animali a causa dello zud.

Lo zud è un fenomeno spesso dovuto a inverni molto rigidi che seguono estati senza pioggia. Esistono vari tipi di zud: quello bianco rende impossibile agli animali trovare cibo a causa della troppa neve, quello nero tipico della regione del Gobi è invece caratterizzato da una penuria d’acqua dovuta alla mancanza di neve, si hanno poi casi in cui a rendere impossibile il pascolo è il ghiaccio. In ogni caso le conseguenze sono drammatiche per le greggi. Fenomeno ciclico, lo zud sta diventando sempre più frequente a causa dei mutamenti climatici che hanno colpito anche la Mongolia.

Ulaanbaatar è sempre stata meta di immigrazione interna ma ormai il fenomeno ha assunto proporzioni allarmanti. Nei quartieri di gher mancano l’elettricità e gli altri servizi indispensabili, per cucinare e sopravvivere al rigido inverno, quando la temperatura scende decine di gradi sotto lo zero, si brucia di tutto, soprattutto carbone ma anche plastica ed altri materiali. Questo produce una cappa si smog che avvolge Ulaanbaatar rendendone l’aria irrespirabile, situazione aggravata dal fatto che la capitale si trova in una conca tra le montagne, il che porta lo smog a ristagnare sopra la città.

Lo smog, i cui livelli nel 2016 sono stati cinque volte più alti di quelli di Pechino, è tra le principali cause di morte infantile e responsabile di una serie di malattie che preoccupano anche le organizzazioni internazionali. Per far fronte a tutto ciò il governo ha deciso di diffondere l’uso almeno dei fornelli elettrici, tagliando anche le tariffe dell’elettricità in orari notturni, misura che si aggiunge ad un progetto volto alla costruzione di case per gli abitanti dei distretti di gher (circa 200mila persone). Nato nel 2013, tuttavia questo progetto è in stallo a causa della stagnazione economica dell’economia mongola.

Nel tentativo di arginare la situazione gli stessi abitanti dei distretti in questione hanno iniziato ad organizzarsi, dando vita a realtà come il Ger Community Mapping Center che si propone di sensibilizzare coloro che vivono nelle gher e proporre uno sviluppo urbano sostenibile. Richieste per misure contro lo smog sono venute anche da manifestazioni di protesta, a seguito delle quali il governo ha preso misure per ridurre l’immigrazione nella capitale. Un altro obiettivo che le autorità si sono date consiste nell’incentivare lo spostamento dei nomadi verso altre città oltre ad Ulaanbaatar.

Tra le altre città mongole, infatti, solo Erdenet e Darhan si avvicinano ai 100mila abitanti, un fenomeno che contribuisce a fare della Mongolia un paese pressoché vuoto. Cambiamenti climatici, desertificazione ed un nuovo stile di vita stanno modificando sostanzialmente la vita della popolazione mongola, con il rischio che nella capitale si accenda uno scontro tra la classe media e gli abitanti dei distretti di gher, situati soprattutto nei pressi della collina di Dari Ekh. Nel frattempo un altro inverno è in arrivo, con il rischio che la vita della popolazione diventi sempre più difficile.

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Fonte immagine: Mongolia photos

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