Mongolrally, dove trovare i soldi? Alcuni consigli su spese e raccolta fondi

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La quiete prima della partenza

Quando si decide di partire per avventure come il Mongolrally l’entusiasmo è tanto ed immediato, l’idea di libertà toglie quasi il fiato. Ci si immagina lanciati a tutta velocità sulle piste mongole, novelli Gengis Khan assetati di avventura, ci si sogna attraversare le dune del deserto turkmeno, come antichi mercanti alla ricerca di oasi, tutto è molto bello ma… un pensiero ci riporta presto alla realtà: chi paga? Questo tipo di viaggio non è affatto economico, inoltre le spese devono essere oculate o si rischia di non giungere alla meta. Di seguito alcuni consigli, per riuscire nello scopo.

Le spese

Auto: Inutile dire che la spesa più importante sarà quella del mezzo di trasporto. Potete certamente partire con la vostra macchina/moto, ma se state partecipando al Mongolrally molto probabilmente la lascerete una volta giunti a destinazione. L’idea di fare ritorno con la vostra auto/moto significa di fatto raddoppiare i costi del viaggio, senza considerare che il mezzo dopo una simile esperienza potrebbe non essere nelle condizioni più ottimali, il che significa spendere altri (molti) soldi. Scegliere il mezzo giusto è fondamentale, lesinare su questo acquisto equivale a ridurre le possibilità di arrivare alla meta, con altre spese da sostenere nel caso in cui vi troviate con la vostra auto/moto rotta e sperduti chissà dove. Personalmente ho visto vecchi furgoni prendere fuoco per la benzina del Pamir, utilitarie sfaldarsi sulle piste mongole e tanti, tanti mezzi rotti lungo la strada. Una buona idea potrebbe essere inserire la ricerca di un mezzo nella vostra raccolta fondi (che vedremo tra poco), non escludo esistano aziende o altre realtà disposte a contribuire donando una macchina in cambio di pubblicità. Quando sono partito, io ho avuto la grandissima fortuna di avere un compagno di viaggio, Matteo, che lavora nel settore. Ricordate sempre che la cosa più importante in un viaggio del genere è il vostro mezzo, infine ricordate anche che questo blog mette a disposizione anche un servizio di consulenza meccanica specializzato in rally per poter chiarire i vostri dubbi ed, eventualmente, settare la vostra auto/moto in base al percorso da voi scelto.

Visti: Questa voce un tempo incideva molto di più sui costi finali, oggi molti paesi hanno scelto di liberalizzare l’ingresso (ma i segnali di un ritorno al passato non sono pochi), il che vuol dire meno soldi spesi in visti e meno tempo passato sulle scartoffie. La spesa per i visti dipende ovviamente da quanti e quali paesi avete intenzione di attraversare mettete comunque in conto un notevole impegno in tempo, iniziate quindi ad organizzare il vostro viaggio con il dovuto anticipo, non dimenticate che alcuni visti hanno una limitata validità da momento della loro emissione quindi scegliete con cura anche l’ordine in cui farne richiesta. Su questo blog c’è una nutrita sezione dedicata proprio ai visti, compresi i documenti necessari per il vostro mezzo, tuttavia premuratevi sempre di richiedere presso le autorità competenti le notizie più aggiornate. Se infine volete una mano per la richiesta dei vostri visti possiamo aiutarvi, basta contattarci.

Assicurazioni: Questa voce viene spesso trascurata quando si viaggia ma è, con il mezzo, la spesa più importante da tenere in considerazione. Il vostro entusiasmo non deve far perdere di vista la difficoltà di un viaggio del genere, il rischio è troppo alto. Non partite mai senza assicurazione, i costi che dovrete sostenere in caso di problemi potrebbero essere altissimi, il che significa molte molte molte seccature sia nel paese in cui avete avuto il problema che in quello da cui provenite. Nella storia del Mongolrally ci sono anche delle vittime, anche durante l’edizione alla quale ho partecipato io non sono mancati gli incidenti ed un ragazzo si è fatto davvero male. L’assicurazione di viaggio è una piccola spesa che si rivela vitale nel momento del bisogno, meglio spendere per niente che trovarsi a dover rimpiangere di non avere speso. In più, diversi paesi la richiedono obbligatoriamente al momento della richiesta del visto. Le assicurazioni disponibili sono molte, per aiutarvi nella scelta ho realizzato una piccola guida su questo altro mio sito.

Il viaggio: Veniamo ora alle spese quotidiane, ossia quelle più immediatamente legate al vostro viaggio, vale a dire dormire, mangiare e fare rifornimento. Quantificare queste spese è difficile in quanto, a parte il costo della benzina, sono assolutamente personali. Sta a voi decidere se dormire in lussuosi alberghi con piscina oppure in auto per l’intera durata del viaggio. Anche  qui il consiglio è quello di non risparmiare troppo, guidare su percorsi difficili e sconosciuti senza un buon riposo alle spalle significa correre rischi inutili, a causa delle condizioni delle strade in alcuni paesi una piccola distrazione potrebbe portare conseguenze molto serie. Quello che potete fare è magari organizzarvi per tempo scoprendo le possibilità di alloggio lungo il percorso che avete intenzione di fare, almeno vi farete un’idea di quali tappe saranno più confortevoli dal punto di vista dell’alloggio – cerca il tuo albergo – e quali invece saranno faticose. Anche per il mangiare vale lo stesso discorso, spendere il meno possibile significa cibo a cui il nostro corpo non è abituato, magari anche di pessima qualità. Non dimenticate che in molti paesi le condizioni igieniche e le modalità di conservazione degli alimenti non raggiungono certo gli standard a cui siamo soliti. Sicuramente dopo qualche tempo sarete provetti divoratori di spiedini di carne acquistati sulle bancarelle lungo strade polverose, ma non partite a tutto gas! Almeno all’inizio concedetevi dei cibi magari più costosi, ne guadagnerete in salute. Il calcolo della spesa per la benzina non è complicato, prendete il costo medio per ogni singolo paese  (ad esempio con un sito come questo) e moltiplicatelo per i chilometri che avete intenzione di percorrere, avrete una buona stima dei costi. Infine un consiglio importante è quello di tenere un fondo cassa per le emergenze, non si parte per un viaggio del genere con i soldi contati! Io ho rotto la mia Panda in Tagikistan nel mezzo del nulla e poi ancora in Kirghizistan (qui ho speso alcune centinaia di dollari per portarla da Sari Tash ad Osh a bordo di un camion).

Veniamo ora alla parte più difficile ossia quella realativa al dove trovare i soldi per il vostro viaggio! Se partite con il Mongolrally dovrete pagare una quota di iscrizione, una caparra (che perderete nel caso in cui dobbiate abbandonare il vostro mezzo che magari avete comprato badando al risparmio) e dovrete raccogliere un importo minimo legato alla raccolta fondi, in quanto il Mongolrally, ed ancora più il Charity Rally, donano gran parte del ricavato ad enti e progetti che potete trovare sui loro siti. Nulla vieta che cerchiate di raccogliere fondi per un vostro viaggio privato, sarà più difficile ma alcuni dei suggerimenti che seguono potrebbero tornarvi utili.

La raccolta fondi

Le motivazioni: Ebbene sì, il Mongolrally è un’iniziativa benefica! Magari avete in mente solo le avventure che vi aspettano, la voglia di correre lungo la Via della seta e di guadare fiumi come il miglior Indiana Jones ma non dovete dimenticarlo: il Mongolrally è nato per aiutare gli altri, pur essendo occasione per un viaggio magnifico che vi porterà a conoscere dei paesi che altrimenti forse difficilmente visitereste. Se non capite questo non riuscirete a raccogliere un bel niente, se poi oltre a raccogliere soldi a fini benefici volete anche finanziarvi il viaggio attraverso donazioni potete provare a farlo, l’importante è essere onesti con chi vi dona del denaro. La prima cosa da fare è la chiarezza dei vostri intenti, quasi certamente nessuno vi  donerà dei soldi per finanziarvi una vacanza! Dovete far capire molto bene che state supportando una causa che conoscete e che vi sta a cuore, illustrando inoltre perché questa causa è importante e va sostenuta. Più informazioni date sul progetto, magari attraverso un sito web ben fatto, più sarete degni di fiducia. Se state invece raccogliendo fondi non direttamente legati alla raccolta benefica, indicate chiaramente a cosa saranno destinati (benzina, documenti, ecc.) in modo sia chiaro che i vostri finanziatori vi stanno comunque aiutando per una giusta causa. Una buona cosa potrebbe essere creare una newsletter o comunque tenere informati i donatori sull’andamento della vostra campagna, sulle novità legate al progetto stesso, magari con qualche foto e, importante, con indicazioni sulla fine che hanno fatto i loro soldi. A nessuno fa piacere affidare del denaro a qualcuno che sparisce nel nulla, basta anche solo un grazie una volta arrivati a destinazione!

La rete di conoscenze: Prima di iniziare a bussare ad ogni porta che vedete alla ricerca di soldi, guardatevi intorno. Procedete con richieste mirate, magari dividendo le vostre conoscenze in varie liste in modo da presentare il vostro progetto nella maniera più adeguata e proficua. Potreste procedere con dei cerchi concentrici allargando il vostro raggio d’azione, partendo dalla vostra famiglia, quindi i parenti meno stretti, gli amici, i colleghi ed infine la zona in cui abitate. Per ognuna di queste liste preparate una lettera o comunque una breve presentazione dell’iniziativa sottolineando gli aspetti che più potrebbero interessare i vostri interlocutori: se alla mamma nasconderete il lato avventuroso del vostro viaggio, questo sarà invece fieramente esibito con i vostri amici! A parte gli scherzi, capire a chi ci si rivolge è fondamentale per farlo nel modo giusto. Non è detto che nella vostra rete di conoscenze non si nasconda una persona fondamentale per la realizzazione del vostro viaggio. Ricordate poi che ogni centesimo vale, quindi non fate gli schizzinosi ed accettate ogni donazione vi venga fatta. Rimanendo in tema reti di conoscenti, attenzione particolare merita l’ambiente di lavoro. Oggi sempre più aziende, specie se di grande dimensioni, hanno veri e propri uffici dedicati alla sponsorizzazione di eventi ed iniziative varie, magari i prossimi beneficiari potreste essere voi. Ogni collega potrebbe rivelarsi il contatto perfetto per arrivare dove non pensereste, cercate quindi di pubblicizzare il vostro progetto con i mezzi che il vostro posto di lavoro mette a disposizione, dalle chat aziendali alle bacheche ai blog, non lasciate nulla di intentato. Forse non lo sapete ma tra le vostre conoscenze qualcuno potrà esservi di grande aiuto.

Gli sponsor: Parlando di aziende si entra nel mondo della ricerca di sponsorizzazioni, una ricerca che – lo dico per esperienza – potrebbe demotivare anche la persona più ottimista. Anche in questo caso valutate chi state contattando, scrivete lettere (email) mirate e non fate richieste di denaro generiche oppure la risposta, sempre che ci sia, sarà inesorabilmente negativa! Contattate aziende che potrebbero essere interessate al vostro progetto oppure che producono materiale che vi potrebbe servire, questa infatti è una buona soluzione: non chiedere soldi ma prodotti in cambio di pubblicità. A voi serviranno sicuramente dei pneumatici, dei pezzi di ricambio oppure abbigliamento specializzato e molto altro ancora, allora perché non chiederlo a qualche azienda in cambio del loro nome sulla vostra macchina? Sono sempre soldi risparmiati! Pensate bene a quali vostre caratteristiche potreste sfruttare per attirate attenzione su di voi da parte di qualche azienda, non dimenticate che la concorrenza nelle raccolte fondi è agguerrita e dovrete convincere i donatori ad appoggiare proprio voi. Quando ho partecipato al Mongolrally una coppia di ragazze si era fatta sponsorizzare dalla Gazzetta dello sport, colorando la loro macchina di rosa ed ovviamente scegliendo come nome team… in rosa!
Una menzione spetta infine alla sponsorizzazione da parte di enti ed istituzioni, spesso molto veloci nel dare appoggio ma non altrettanto nel dare fondi. Ho notato che molti partecipanti al Mongolrally cercano il sostegno del proprio comune, se non addirittura della provincia di residenza. A mio avviso è molto più utile cercare di contattare associazioni della propria zona impegnate nel sociale, magari potrebbero essere interessate a partecipare attivamente al vostro progetto. Ultimo ma non ultimo, contattate la stampa  e la televisione del posto dove vivete, pubblicizzare la vostra iniziativa a livello locale potrebbe dare notevoli frutti.

Mettersi in gioco: Un’avventura come il Mongolrally, compresa la sua organizzazione, sarà un momento in cui conoscerete meglio voi stessi ed il mondo che vi circonda. Per raccogliere dei fondi dovrete mettervi in gioco, puntando su quello che più vi riesce fare, ovviamente limitandosi alla sfera del legale, un consiglio che potrebbe non essere così stupido come sembra. Intorno ai soldi aleggiano infatti molte leggi e norme da rispettare, quindi assicuratevi che l’iniziativa alla quale vi state dedicando per la raccolta fondi rispetti i requisiti di legge, per esempio se organizzate un concerto non dimenticate la SIAE. Per raccogliere fondi dovrete fare, fare e ancora fare, ma soprattutto fare bene. Una iniziativa ben ragionata potrebbe dare più risultati di decine di piccole iniziative improvvisate. Siate creativi e non abbiate paura di far ridere, spesso le persone sono più pronte a fare donazioni ridendo che in uno stato d’animo triste. Le idee possibili sono davvero infinite, ci sono team del Mongolrally che sono ricorsi addirittura alle luci rosse per finanziare il proprio viaggio e raccogliere fondi. Feste, concerti, serate a tema, sono davvero moltissime le iniziative che potreste mettere in piedi, per quanto mi riguarda ho sempre notato che gli eventi con la presenza di cibo sono una garanzia di successo! Una cosa interessante a cui pensare sono i testimonial, vale a dire dei personaggi famosi che potrebbero essere interessati al vostro progetto ed alle vostre iniziative dandovi la possibilità di avere un notevole riscontro pubblicitario. Non vi resta che lasciare libero sfogo alla fantasia.

I social network: Inutile dire che oggi come oggi i social network nel caso di una raccolta fondi sono fondamentali, usate quindi tutti gli strumenti a disposizione da Facebook a Twitter, sino ad Instagram, le piattaforme di blogging e tutto il resto, senza social network difficilmente raggiungerete il vostro scopo. Oltre a farvi conoscere, i social network devono servirvi per fidelizzare il vostro pubblico, dovete diventare voi stessi la narrazione e suscitare la curiosità verso i vostri progetti. Tenete aggiornati coloro che vi seguono, fateli partecipi con foto o riflessioni, donare sarà così anche partire insieme a voi, chiedetevi sempre l’effetto sul vostro pubblico di quello che state facendo, evitando così di sprecare tempo ed energie in iniziative sterili. Per quanto detto sopra anche Linkedin sarà uno strumento prezioso, l’importante è che personalizziate sempre il messaggio che lanciate, magari fornendo degli incentivi al donare. Gli incentivi più comuni possono essere una foto dedicata oppure il nome del donatore sull’auto, fate voi la vostra gamma di ricompense per ogni livello di donazione, chi più vi finanzia più ha diritto di aspettarsi qualcosa da voi. Certo non è obbligatorio, ma è molto carino che vi ricordiate dei vostri donatori. Un argomento delicato sono i gadget, spesso i team stampano magliette o altro ancora per ricavare dei soldi vendendole, fate molta attenzione ai conti altrimenti la produzione di gadget potrebbe diventare un costo aggiuntivo a quelli che già dovrete sostenere. Magari riflettete se non sia il caso di ricorrere al crowfunding, producendo solo quello che già sapete verrà venduto. Createvi un seguito e tutto sarà più semplice e divertente!

Pianificare: Ed eccoci arrivati ai consigli finali, ossia l’invito a  pianificare il più possibile, datevi del tempo per raggiungere i vostri obiettivi e vedrete che non saranno impossibili. Prima di fare qualcosa ragionate bene su quello che state facendo, organizzare un viaggio del genere non è comprare il biglietto e salire sul bus, significa anche stare moltissimo tempo davanti al computer per cercare informazioni e contattare persone. Leggete qualche guida sull’Asia Centrale, quindi iniziate ad organizzarvi con largo anticipo, fatevi uno schema delle cose da fare, dividetevi i compiti e procedete un passo alla volta, in questo modo arriverete al vostro scopo. Per quanto riguarda me, quando ho partecipato al Mongolrally mi ero dato un budget di 5mila euro (auto esclusa) e devo dire che tra visti, assicurazioni, viaggio ed imprevisti è stato quasi interamente utilizzato, compreso però anche un mese in Cina finita l’avventura!

Fate i vostri conti e partite!

 

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  1. Trackback: Mongolrally: Dall’Italia alla Mongolia in auto, 5 percorsi e qualche consiglio | Farfalle e trincee

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