Il viaggio come scoperta, affrontando nuove rotte in terre sconosciute ed allargando la conoscenza umana. Tutto questo sembra appartenere ormai al passato, basta dare uno sguardo ai luoghi in rete dove molti viaggiatori si incontrano per poter toccare con mano un vero e proprio mutamento antropologico, favorito da internet e dalla globalizzazione che, sempre più, si rivela come la diffusione planetaria del peggio di ogni cultura. Anche il concetto stesso di viaggio oggi vive un limbo senza tempo e senza spazio, dove essere a New York, Mumbai o nelle giungle del Laos non cambia poi molto.

Oggi molte persone non vogliono viaggiare, devono viaggiare! Non importa dove, basta andare. Se ad un primo sguardo potrebbe sembrare una diffusa ventata di libertà, siamo ben lontani dalla realtà. Si tratta semplicemente di conformismo e di un diritto individuale, oggi il viaggio è riconosciuto come tale, che si vuole affermare a tutti i costi facendosi pretesa, una deriva non infrequente di questi tempi. Non si chiede più consiglio sulla meta scelta, si chiede direttamente la meta! Una pigrizia intellettuale molto preoccupante che apre la strada a scenari davvero poco rosei.

Anche per questo il mercato dei viaggi fa gola ai molti del titolo, che vedono in questa passività del cliente la possibilità di inserirsi commercialmente con relativa poca fatica, ma non è sempre così. Il settore è molto complesso, tanto più con l’esistenza di internet e gli stessi attori – agenzie di viaggi in primis – sono ambigue nel presentarsi, consapevoli della crescente diffidenza nei loro confronti, altro sintomo del complottismo imperante e sinonimo di incapacità di analisi di fatti e situazioni; come se non bastasse la legge italiana è del tutto inadeguata al mondo dei viaggi odierno.

La legge italiana

Alzi la mano chi non ha avuto per la testa di vivere con i viaggi, aprendo un blog e facendone un lavoro. La legislazione italiana sul turismo come detto è davvero carente, al punto da non prevedere la forma di vendita più diffusa al giorno d’oggi: internet. Se vendi viaggi anche on line per la legge sei un’agenzia, con situazioni paradossalil come la richiesta di locali adibiti alla vendita che sarà fatta in rete! La competenza poi è delle regioni, ma le abilitazioni sono rilasciate dalle province: con il risultato di avere il caos rappresentato da numerose e diverse legislazioni vigenti.

La legge prevede anche un direttore tecnico, figura per la quale esiste apposito esame di abilitazione, senza questi requisiti non si è agenzia ma consulente di viaggio. Solo le agenzie possono ricevere pagamenti dai clienti (ossia fare i nettisti, comprare e rivendere viaggi). I consulenti di viaggio sono intermediari e ricevono una provvigione dal fornitore del viaggio al cliente. Per questo la maggior parte dei travelblogger o siti come Evaneos non sono agenzie. Expedia, Edreams, ecc sono invece OLTA (On Line Travel Agency), una realtà ibrida anche legalmente.

Come poter aprire un’agenzia se non si è direttore tecnico? 1) aprendo un franchising, ci sono molte realtà che offrono il loro nome in cambio di una spesa non esigua per formazione, inserimento, ecc ecc per di più partecipando poi ai profitti 2) legandosi ad una agenzia esistente con accordi di collaborazione. Sui termini c’è molta confusione con agenzie che si spacciano per tour operator e consulenti di viaggio che si spacciano per agenzie. Inoltre molti espatriati  si pongono come intermediari intercettando domanda ed offerta, tentando di ricavarne dei guadagni a provvigione.

Gli attori del mercato

Il costo del viaggio dipende spesso da quanta intermediazione esiste tra il pacchetto che stiamo acquistando e chi l’ha materialmente creato. All’acquirente finale può sembrare strano, oppure irrilevante, ma coloro che realmente creano viaggi sono davvero pochi, la maggior parte di questo mondo vive infatti vendendo prodotti altrui. Anche la qualità del viaggio non dipende del tutto da coloro dal quale l’abbiamo acquistato, ricordatevene prima di lamentarvi con la vostra agenzia! Ma quali sono gli attori coinvolti in questo processo di vendita? Andiamo a vederne brevemente alcuni:

Tour Operator: crea materialmente viaggi, può vendere ai privati ma spesso non lo fa per vari motivi (i privati sono a volte una fonte infinite di seccature) oppure alle agenzie, in questo caso si parla di B2B (business to business), i tour operator si basano sui
Fornitori di servizi, i veri locali del mondo dei viaggi, alcuni di questi vendono anche ai privati ma arrivare a loro non è sempre semplice
Agenzia di viaggio: compra dai tour operator (o da altri intermediari) e rivende al cliente
Consulente di viaggio: mette in contatto il cliente con l’agenzia oppure il tour operator che vende ai privati. Moltissimi blog e siti di viaggio fanno questo, mentre molti espatriati provano anche a diventare fornitori di servizi. Tuttavia acquistare da chi vive all’estero non significa automaticamente pagare cifre più basse per il viaggio, a meno che questi consulenti non siano in contatto con tour operator che vendono ai privati. Ogni passaggio significa un aumento di prezzo per via delle provvigioni.
OLTA: specializzate nella vendita di servizi anche se ultimamente si stanno lanciando sui pacchetti completi.

Ci sono poi  siti sempre più diffusi e creati da esperti del campo,  che si presentano come “locali”,  sono in realtà mezzi molto usati anche da agenzie e e tour operator per arrivare ai privati, eliminando degli intermediari ed aggirando la sfiducia di molte persone che in parte deriva dal citato complottismo, ed in parte ha origine nel comportamento avido e poco trasparente di alcuni operatori del settore turistico. Spesso, quindi, il famoso “locale” non è che la faccia pubblica dell’agenzia o del tour operator che locali possono anche non esserlo.

In realtà tutto è molto più complesso, un tour operator può vendere sia ai privati che esere B2B ma con nomi diversi, il fornitore di servizi può essere agenzia a sua volta, ecc ecc. e la filiera può essere davvero infinita. Dire come fare l’acquisto migliore è difficile, grandi agenzie dagli ottimi servizi possono non conoscere il territorio ed affidarsi a operatori locali di poco valore oppure limitati a tour standard e magari anche un pochino noiosi. Il sito scalcinato può invece avere ottimi contatti diretti e proporre esperienze davvero uniche a basso prezzo, grazie all’esperienza personale.

Questo blog probabilmente rientra in questa seconda categoria, con una grafica di certo non splendida ma con contatti diretti in tutta l’Asia. Dire che ho provato tutti i viaggi che propongo sarebbe una bugia molto usata nel marketing, ma la rete di partner è fidata ed i paesi proposti sono stati tutti visitati, tranne Pakistan ed Afghanistan ma i tour offerti per quelle destinazioni sono tra i pochissimi esistenti in commercio. Spero questo post sia stato utile per conoscere un pochino meglio un mondo in cui oggi troppe persone pensano sia facile lavorare e guadagnare, a spese del cliente. Vendere viaggi non è farsi un selfie!

Per chi volesse approfondire consiglio questo libro, il manuale per l’esame da direttore tecnico.

Fonte immagine: Pixabay

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