Normalmente, quando qualcuno dice di vivere all’estero nasce un po’ di invidia e si immagina una vita tra Indiana Jones e Robinson Crusoe, ricca di emozioni e lontana anni luce dal quotidiano fatto di casa, ufficio e sconti al centro commerciale. Eppure il mondo degli espatriati è un mondo a volte duro, dove le difficoltà vengono spesso taciute e dove le probabilità di avere successo sono appese ad un filo, soprattutto in Asia. Dopo aver scritto del nostro “incontro” con Avventure Nel Mondo, oggi vogliamo parlare di un’altra storia altamente significatitiva di quanto possa essere frustrante vivere all’estero.

Parlando di lato oscuro del mondo expat in Cambogia, si pensa immediatamente ad attività illegali, come il traffico di droga o molto peggio. La (per ora) rilassata legislazione sui visti cambogiana, infatti, da un lato è un paradiso per i turisti a medio e lungo termine ma dall’altro è una vera e propria calamita per avventurieri di ogni tipo. A giudicare da certi forum di residenti stranieri in Cambogia, che tengono addirittura il conto dei decessi expat, ci sarebbe da avere paura: droga, prostituzione, affari loschi e altro. Eppure niente di tutto questo in quello che vogliamo raccontare, solo il disagio di vivere in un paese diverso dal proprio.

Tornando ad Avventure Nel Mondo, a suo tempo scrivemmo che la disavventura sarebbe stata uno stimolo a fare sempre meglio, così è stato. Oggi a TuttoLaos si è affiancato TuttoCambogia, i lettori sono cresciuti, i contatti con partner in loco anche, tutto procede nel migliore dei modi e in rete il nostro network attira l’attenzione di sempre più persone, anche grazie ai vari gruppi Facebook dove pubblichiamo i nostri contenuti, sempre facendo attenzione a non diventare puramente spammatori, visto che per noi il rispetto verso gli altri viene prima di tutto, anche di una qualsivoglia attività commerciale.

Vengo contattato un giorno dall’amministratore di uno di questi gruppi, secondo cui la presenza dei nostri articoli sarebbe stata dannosa e chiedendoci di trovare una soluzione pena l’esclusione dal gruppo; benissimo! Noi siamo persone disponibili e siamo d’accordo ma accade l’imprevisto, nei panni dell’admin stesso che decide di trasformarsi in una caricatura di italiano tanto amata all’estero: il gangster! Prima ci propone di adottare delle soluzioni a cui ha pensato, spieghiamo che dal punto di vista del SEO sono controproducenti anche per lui, sparisce. E torna con strampalate proposte altrettanto inattuabili.

Dopo l’ennesima spiegazione di cosa voglia dire posizionarsi in rete e altre questioni a lui forse ignote, il personaggio ha un colpo di genio: intima, letteralmente, di fare pubblicità gratuita al suo sito o in due ore saremo espulsi dal gruppo! Come nel caso di Avventure Nel Mondo, anche qui l’ottica win win, ossia trovare un modo per avere tutti un vantaggio è del tutto sconosciuta, meglio affidarsi all’arroganza senza capire che collaborare è meglio che prevaricare, davvero un’immensa tristezza. Purtroppo chiunque conosca il mondo expat sa che queste cose accadono spesso, anzi a volte succede di peggio.

Come detto, vivere all’estero non è semplice. A volte si parte senza conoscere il paese in cui ci si dirige, altre si sottostimano i rischi e può accadere che le cose non vadano come sperato e si diventa cattivi. Anche se si vive nel paese più bello del mondo, qualunque sia, le difficoltà fanno emergere i lati nascosti delle persone, una vera lotta per la sopravvivenza che viene costantemente negata. Chi vive all’estero deve a tutti i costi mostrarsi felice, più fortunato di chi è rimasto in Italia. Va detto che uno dei campi in cui lavorano molti degli espatriati in Asia è il turismo, un settore spesso ritenuto facile e redditizio.

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Molti degli expat infatti, si buttano sul turismo quando le cose vanno male convinti di fare soldi facili e subito, il che deve essere accaduto anche nella vicenda raccontata sopra. A volte si pensa che basta fare un sito inguardabile, mal scritto e non interessante, per avere clienti. Il fatto di vivere all’estero diventa il metro di ogni paragone, la pietra tombale di ogni discussione, una sorta di “lei non sa chi sono io”. Chi prenota viaggi e servizi dall’Italia spesso non si accorge di avere a che fare con persone quasi disperate che devono mettere insieme il pranzo con la cena, con a cuore soprattutto i soldi del possibile cliente.

Come nel caso dei travelblogger, altra categoria della quale ci siamo occupati in passato, gli immigrati occidentali spesso istruiti e non privi di capitali iniziali, sembra abbiano come priorità assoluta il negare la loro condizione, terrorizzati dall’idea di un fallimento che diventi di dominio pubblico, tramite l’onta del ritorno. Vivere all’estero non è davvero facile, basti pensare alla diversità del clima, del cibo ed della lingua. La prossima volta che parlerete con qualcuno che vive all’estero (magari a spese dello Stato come tanti italiani in Gran Bretagna), non fatevi troppo incantare dal luccichio delle sue parole, andate oltre l’apparenza.

Anche questa volta le disavventure sono una spinta a fare meglio, siamo quindi lieti di annunciare a tutti la nascita di un nostro nuovo gruppo Facebook Italiani in Cambogia e Laos, sul quale siete tutti invitati!

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