Turkmenistan, la follia nascosta dell’Asia Centrale

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Ashgabat – Uno scorcio del centro

Ci sono luoghi circondati da un’alone di leggenda, di mistero. Luoghi che una volta nominati evocano immagini confuse, quasi la loro esistenza non fosse reale, uno di questi luoghi è il Turkmenistan. Quando si parla di Asia Centrale citare questo paese è spesso un modo per fare colpo sull’interlocutore, ma chi lo ha visitato sa che il Turkmenistan è molto più di un nome ad effetto: è un paese meraviglioso dove le contraddizioni dell’Asia Centrale esplodono sotto il sole che arroventa il deserto del Karakum. Ovunque si vada, in Turkmenistan si è pressati dal deserto e dalla burocrazia, che ormai sembra una caricatura del controllo sovietico che fu. Qui uomo e natura sfoggiano i loro eccessi.

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Incontri nel Karakum

Il problema più grosso per visitare il Turkmenistan è entrarvi. Il paese è isolato, chiuso nei suoi confini naturali, adagiato su di un oceano di gas e popolato da poco più di 5 milioni di persone. Le norme per accedere sono complicate al punto da essere assurde, molti luoghi non sono visitabili e la polizia praticamente controllerà ogni vostro movimento. I turisti possono visitare il paese solo con viaggi organizzati oppure con un visto di transito, il che significa essere in macchina, solitamente nel corso di un’avventura che dall’Iran vi porti in Uzbekistan, più raramente viceversa.

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Ashgabat – veduta marmorea

L’aspetto naturale del Turkmenistan è davvero affascinante, il già citato Karakum copre quasi l’80% del paese, impressionante il cratere di gas nei pressi di Darvaza che arde da decenni a memoria dell’imperizia sovietica. Ma ci sono anche i parchi naturali, diversi lungo il fiume Amu Darja che segna il confine con l’Uzbekistan, la riserva del Kopet Dag, sui monti che dividono il Turkmenistan dall’Iran e quelle che invece si affacciano sulle coste del Mar Caspio, nella parte occidentale del paese. Tuttavia la maggior parte delle riserve naturali possono essere visitate solo dopo avere ottenuto speciali permessi.

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Il cratere che arde nei pressi di Dervaza

Il Turkmenistan è anche storia, sia antica con i suoi numerosi siti archeologici compreso l’altopiano dei dinosauri, sui monti Kugitang, che più recente. Mentre Nissa rimanda all’impero partico, Merv e Konye Urgench ci riportano alla Via della Seta. Di epoca più recente la Storia passata dalla fortezza di Geok-Tepe, ultimo baluardo della resistenza contro l’occupazione del paese da parte delle truppe russe. Ma i luoghi da visitare sono moltissimi, tra cui vari luoghi santi per il sufismo, dottrina che ha avuto un ruolo fondamentale nell’introdurre l’islam tra i nomadi turkmeni. In questi luoghi riposano i maestri sufi.

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Arrivando ad Ashgabat

Non si può visitare il Turkmenistan senza restare a bocca aperta di fronte alla sua più famosa attrazione, ossia la sua capitale: Ashgabat. Una capitale dove il culto della personalità ha sfoderato tutte le sue armi, con statue dorate del presidente Niyazov ruotanti col sole, un uso sfrenato del marmo bianco nel costruire lussuosi alberghi sempre vuoti, banco di prova per ogni stramberia di un autocrate riciclatosi in una notte da dirigente comunista a “padre di tutti i turkmeni”. Oggi il successore Gurbanguly Berdimuhamedow ha ridimensionato questo lato del Turkmenistan noto in tutto il mondo, ma Ashgabat resta un’astronave nel deserto.

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Karakum a perdita d’occhio

Nonostante o proprio per quanto detto sopra, il Turkmenistan va visitato, ma farlo in proprio resta un’impresa difficile. Per questo proponiamo un’ampia gamma di tour dedicati a questo paese della durata che va da 1 giorno, per conoscere meglio la folle capitale, a 12 giorni, alla scoperta di tutto quello che il Karakum offre in termini paesaggistici, sulle orme dell’antica vita nomade turkmena. Interessante anche la possibilità di attraversare il Turkmenistan per arrivare in Uzbekistan, a Tashkent, ripercorrendo le rotte della Via della Seta. Qualunque sia il motivo che vi spinge qui, il Turkmenistan è imperdibile.

Per avere maggiori informazioni sul visto turistico per il Turkmenistan e sui permessi da ottenere si legga questa pagina. Chi invece voglia leggere il racconto del viaggio che dall’Iran mi ha portato in Uzbekistan attraverso il Turkmenistan lo può trovare qui. Per qualunque altra informazione potete contattarmi.

7 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. mirkhond
    Feb 15, 2016 @ 22:00:23

    Ma il fiume non è l’AMU Darya?
    L’Amur mi sembra che scorra al confine tra Russia e Cina…..🙂
    Nel Turkmenistan il Caspio è ad OCCIDENTE, col suo porto di Turkmenbashì, già Kransovodsk (a proposito si chiama ancora col nome dato da Niyazov?).

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  2. mirkhond
    Feb 15, 2016 @ 22:00:48

    Krasnovodsk

    Rispondi

  3. mirkhond
    Feb 15, 2016 @ 22:06:04

    Nel 2007, il programma Overland, promosso per aiutare i bambini poveri, vide la rotta di Marco Polo percorsa in bicicletta da una squadra italiana.
    Il passaggio in Turkmenistan fu molto disagevole per via delle autentiche ESTORSIONI monetarie fatte dalla polizia di frontiera all’entrata (dall’Iran) e all’uscita del paese.
    Inoltre i ciclisti italiani dovevano muoversi solo di notte o alle prime ore dell’alba, per via del caldo torrido che li costringeva a restare confinati negli alberghi per gran parte della giornata.
    Alberghi poi, non sempre di prima mano, che in uno quando aprivi i rubinetti dei lavandini o della doccia usciva la sabbia….🙂
    Oggi è ancora così, o ci sono stati dei miglioramenti?
    Comunque dev’essere un bel paese.
    Tu quali difficoltà hai attraversato oltre a quelle che hai citato?
    E la panda?🙂

    Rispondi

    • Piotr
      Feb 15, 2016 @ 22:21:21

      Nel libretto che ho scritto il Turkmenistan e’ uno dei capitoli migliori😀 In realta’ la polizia turkmena non mi ha chiesto soldi, avevano solo pochissima voglia di fare i visti. I soldi me li hanno chiesto i kazaki!

      Rispondi

  4. mirkhond
    Feb 15, 2016 @ 22:23:51

    Ti sei mosso anche tu solo di notte e/o alle prime luci dell’alba per il caldo torrido?
    La panda🙂 ne ha risentito?

    Rispondi

    • Piotr
      Feb 15, 2016 @ 22:28:56

      Il Karakum l’ho fatto di notte, solo che senza accorgermi sono arrivato fino all’Uzbekistan, quindi siamo tornati indietro di giorno… non trovando il cratere di Dervaza abbiamo vagato per un po’ avanti e indietro fino a quando l’abbiamo trovato… Il tutto ad agosto, con circa 50 gradi… La Panda a momenti si scioglie…

      Rispondi

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