Zhang Qian, il primo travel blogger sulla Via della Seta?

Zhang_Qian

Zhang Qian raffigurato nelle grotte di Mogao – Dunhuang

Chiedo subito scusa a Zhang Qian ed a tutti i suoi discendenti per averlo accostato al termine travel blogger, ossia una figura che da qualche tempo mi sta ossessionando. Trovo pazzesco esistano persone che passano il tempo ad annunciare al mondo cosa mangiano in vacanza e cosa fanno quando non mangiano. Ma di questo ho già scritto in precedenza, resta il fatto che le avventure di Zhang Qian sono un ottimo spunto per riflettere su cosa significhi viaggiare nel mondo odierno, ma torniamo all’oggetto del discorso. In Cina Zhang Qian è considerato alla stregua di un vero e proprio eroe nazionale, mentre i suoi viaggi sono universalmente considerati fondamentali per l'”apertura” della Via della Seta.

In realtà parlare di una vera e propria apertura della Via della Seta è abbastanza scorretto. Come spiega benissimo lo storico americano James A. Millward, la Via della Seta fu, ed è ancora, molto più di una strada che taglia un continente, come può esserlo negli Stati Uniti la Route 66. Il libro di Millward a cui ci stiamo riferendo è The Silk Road. A very short introduction, un libretto agevole e perfetto per una panoramica sull’argomento. La Via della Seta fu un lungo processo di incontro, a volte scontro, scambio culturale e commerci tra Oriente ed Occidente, tra sedentari e nomadi, nonché tra religioni diverse. La Via della Seta ha cambiato la storia dell’umanità e lo si deve anche a Zhang Qiang.

Nel 139 a.c. la dinastia Han è pressata alle sue frontiere settentrionali e occidentali dal popolo nomade degli Xiongnu. L’origine di questa popolazione è abbastanza controversa, come lo sono le teorie che li accomunano agli Unni, sta di fatto che per la Cina di allora, se di Cina si può già parlare, erano un problema costante. L’imperatore Wu decide quindi di inviare un ufficiale, il nostro Zhang Qiang, alla ricerca di un altro popolo, gli Yuezhi, spintosi verso ovest dopo essere stato sconfitto proprio dai Xiongnu che, fatto un calice con il cranio del re vinto, ne hanno occupato i territori situati in quello che è oggi il Xinjiang. Tuttavia per trovare gli Yuezhi, Zhang Qiang doveva passare attraverso il regno dei Xiongnu.

Ed infatti Zhang Qiang venne catturato e rimase 10 anni presso i Xiongnu, vivendo insieme a loro arrivando ad avere una moglie ed un figlio ma, fedele al compito assegnatogli dall’imperatore Wu, riuscì infine a scappare per raggiungere, passando a nord del bacino del Tarim, gli Yuezhi della Bactria. Con grande sorpresa di Zhang Qiang, gli Yuezhi ormai sedentari e dediti all’agricoltura, rifiutarono l’alleanza. Sulla via del ritorno, questa volta percorrendo le vie a sud del Taklamakan, venne di nuovo catturato ma ancora una volta venne risparmiato in quanto gli Xiongnu ammiravano la sua fedeltà al dovere.

La nuova prigionia durò solo due anni, fino a quando il caos di una crisi dinastica gli permise di scappare nuovamente, insieme alla guida Ganfu, con lui sin dall’inizio della missione. Tornato finalmente alla corte degli Han, in quella che oggi è Xian, Zhang Qiang fece scoprire alla Cina l’Asia Centrale con l’aiuto degli appunti presi nei lunghi anni di viaggio. Insieme ai suoi scritti Zhan Qian riportò in patria conoscenze geografiche, politiche, etnografiche ed anche alcuni prodotti come i semi di uva nera. I resoconti di Zhang Qian furono per molto tempo la base di ogni conoscenza cinese dell’Asia Centrale, se non aprirono subito rotte commerciali ne posero in ogni caso le basi.

A questo coraggioso ufficiale, diventato eminente membro della corte, si devono anche i racconti dei cavalli di Fergana descritti come “sudanti sangue” e di stirpe celeste. I cavalli dell’Asia Centrale, una volta stabilite relazioni commerciali lungo la Via della Seta, diventeranno una delle merci più richieste dal mercato cinese. Quello di Zhang Qian è stato un viaggio durato più di dieci anni, in cui divenne staniero tra gli stranieri, correndo mille pericoli in terre sconosciute, restando comunque sempre fedele all’incarico assegnato. I suoi diari divennero celebri, una volta pubblicati dal grande storico Sima Qian nel I secolo Avanti Cristo. Forse davvero troppo per definirlo il primo travel blogger sulla Via della Seta.

Fonte immagine Wikicommons

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