“…Giorgio se ne è andato e non torna più…”

Ci risiamo, il tempo scorre, incessante e crudele ma in Italia tutto sembra immobile, una realtà sospesa in un nulla atemporale privo di qualità. Quasi che Tomasi di Lampedusa scrivendo il Gattopardo abbia davvero messo a nudo l’anima italiana, facendone addirittura un manifesto politico. Il mondo si trova di fronte a sfide importanti: la deriva autoritaria della globalizzazione, la modifica strutturale dell’economia occidentale, senza parlare di quello che a tutti i costi si vuol far passare per uno scontro di civiltà quando non è forse che una lotta tra due diverse idee di società in estinzione. Di tutto ciò in Italia non vi è traccia, tutto viene ricondotto con incredibile abilità, va ammesso, ad un panorama di nani e ballerine.

I partiti politici italiani furono nel 2013 incapaci di eleggere un Presidente della Repubblica, da qui la rielezione di Giorgio Napolitano, supplicata o imposta altrove che fosse. Nel 2015 nulla è cambiato, le stesse facce dicono le stesse cose, si fanno gli stessi nomi e le stesse promesse. Il PD si è autodistrutto vincendo, cedendosi a Matteo Renzi come un’italica donna sottomessa che accetta di essere maltrattata dall’uomo, dal suo uomo. L’opposizione interna di questo partito, ridicola se non fosse patetica, si riveste di un’importanza che non ha facendo la preziosa, ma votando regolarmente in nome di una fantomatica unità di partito. Ma unità di cosa se non della difesa dei privilegi?

Si, privilegi. Quelli di chi dopo una vita politica relegata all’opposizione si è ritrovato a governare un paese più per impresentabilità altrui che per meriti del proprio programma, probabilmente il fatto che gli elettori italiani non abbiano l’abitudine di leggere i programmi dei partiti che votano, non può che essere positivo per il PD. E all’opposizione non ci vuole stare nessuno, come dimostra l’emoraggia di una formazione come SEL, lontana da qualunque leva di comando ma che si arroga lo status di corrente interna di un altro partito. Mentre Renzi sdogana culo e tette, finalmente accessibili anche al popolo della sinistra, SEL si entusiasma per chiunque in qualuque parte del mondo: la vita è sogno.

In Italia qualunque discussione di politica estera diventa un teatrino di politica interna, il terrorismo globale diventa il gommone nostrano; mentre l’Occidente affronta la jihad, da noi si afftonta il kebab. L’ignoranza sta diventando un’eccellenza italiana, favorita dall’arroganza del farsi forti di un Made in Italy che non esiste più. La tendenza è quella di reagire abbassando gli altri, da bravi nani rancorosi. Un paese in disfacimento, questo è l’Italia, dove la parola d’ordine è credere alle proprie illusioni. Il divario non è più tra paese legale e paese reale, ma tra il paese che rimane e quello che emigra, per bisogni non soprattutto economici, troppo forte l’esigenza di allontanarsi da un paese finito.

Senza il vuoto cosmico della cultura italiana odierna non esisterebbe Matteo Renzi, l’uomo che promette e fa votare leggi senza contenuti, lasciando l’Italia in balia dei decreti attuativi. Nel frattempo vengono approvate leggi che aiutano parenti, amici e pure nemici. Gli italiani apprezzano, non votano, si reinventano razzisti ed egoisti ma tutto procede, almeno fino a quando esisterà Facebook, un mi piace val bene la morte di una civiltà. Ma ora si deve eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, è tempo di fare le squadre e iniziare a tifare. Tutto il resto non conta, il mondo può esplodere ma non ci riguarda, finché esisterà la Storia esisteranno anche i parassiti che si annidano nella sua polvere.

Fonte immagine: Traderpedia

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