Il visto turistico per la Cina

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Bandiera della Repubblica Popolare Cinese

Cina, quanto si parla di lei… Eppure spesso se ne parla a sproposito. Sicuramente chi si reca in Cina ha un forte impatto con una realtà molto diversa da quella occidentale, il che rende necessaria una forte dose di adattamento. Le dimensioni del paese ne fanno un insieme di ambienti diversissimi, dai deserti del nord-ovest alle risaie del sud-est, dalle foreste del nord-est ai monti del sud-ovest, passando per città quali Pechino e Shanghai. Quale che sia il vostro viaggio sappiate che la Cina va vista anche, forse soprattutto, al di fuori dei circuiti turistici classici. Troverete un paese che non vi aspettate, spesso difficile ma sempre ricco di sorprese. Se invece pensate di sapere cosa troverete ancora prima di partire, allora la Cina non fa per voi. Vi possono bastare i pregiudizi che su questo paese bellissimo vengono quotidianamente raccontati.

Aggiornamenti marzo 2017: Le regole cinesi cambiano di mese in mese quando non di giorno in giorno, nell’ultimo anno numerose persone hanno visto rifiutate le loro di richieste di visto presso ambasciate di paesi in cui non erano residenti. Il 2017 era iniziato con un ritorno all’emissione dei visti ma le notizie postive di gennaio sono state contraddette dall’andamento di febbraio, verificate ambasciata per ambasciata. In particolare sembrano essere colpiti i passaporti che recano visti di Iran e Turchia.

Il visto turistico

Quando richiedete un visto per la Cina ricordate che si tratta di un paese comunista, ossia un paese dove molto probabilmente vi faranno un sacco di domande e dove la burocrazia può essere mortale. Inoltre le vostre richieste potrebbero essere accolte facilmente da una parte e respinte da un’altra. Pur non avendo le lungaggini del visto iraniano, il visto cinese non è semplice da ottenere come quello di molti paesi del sud-est asiatico. Quello che serve è pazienza e organizzazione, una soluzione si trova sempre, anche in Cina “fatta la legge trovato l’inganno”, a voi decidere quanto seguire le istruzioni ufficiali e quanto no.

Stando a quanto viene riportato dalle autorità, il visto deve essere richiesto nel paese di residenza e dalla persona interessata, sappiate che potete tranquillamente farlo praticamente ovunque e può essere ritirato da chiunque si presenti con la ricevuta che vi hanno rilasciato al momento della domanda. Importante è che quando si presenta la documentazione ci sia la firma del richiedente sul modulo da compilare. Per l’italia gli uffici competenti sono a Roma e Milano. Come detto le procedure cambiano da paese a paese, al punto che alcuni consolati non accettano richieste da parte di non residenti nel paese, informatevi prima nel caso in cui non facciate la richiesta in Italia. Qualche informazione la potete trovare qui.

Esistono visti cinesi turistici di diverso tipo, sia ad entrata singola che multipla. Anche la durata può essere diversa ed arrivare a visti che permettono di stare in Cina per un massimo di 14 mesi con un numero di ingressi praticamente illimitato. Ecco, scordatevelo! Qalunque richiesta facciate sappiate che quasi sicuramente vi verrà concesso un visto turistico per 30 giorni ad ingresso singolo, soprattutto se lo state richiedendo al di fuori del vostro paese d’origine. Altre cose utili da sapere sono che nel 98% dei consolati e delle ambasciate cinesi non accettano la richiesta via mail, ad eccezione di paesi come la Danimarca, il Regno Unito, il, UK, il Canada, l’Australia e, inoltre, la Nuova Zelanda, la Micronesia e la Papua Nuova Guinea!

I documenti necessari per la richiesta del visto cinese sono quelli classici: passaporto validità residua 6 mesi, due pagine bianche, foto formato tessera e modulo compilato e firmato. Sul modulo vi verrà chiesto di indicare il vostro itinerario, mi raccomando di evitare il colpo di genio di indicare Tibet o Xinjiang! Pechino, Shanghai e altre amene località andranno più che bene… Servirà anche la prova che lascerete la Cina dopo il vostro soggiorno, generalmente si utilizza un biglietto aereo andata e ritorno. Vi potrebbe anche venire richiesta la prenotazione, almeno per la prima notte, della struttura dove soggiornerete in Cina. Le tempistiche per il rilascio sono di solito intorno ai 4 giorni, con la possibilità di velocizzare la pratica pagando somme aggiuntive. Infine sappiate che a seconda di dove farete la richiesta del visto i costi potrebbero essere estremamente diversi.

 Il visto di transito

Il visto di transito (G) è, insieme a quello turistico (L), l’unico che può essere richiesto direttamente senza assisitenza altrui. Per le altre tipologie di visto bisogna infatti appoggiarsi a enti govenativi, istituzioni accademiche oppure al proprio datore di lavoro nel caso ci si rechi in Cina per motivi professionali. Il governo cinese ha infatti recentemente rivisto la legislazione relativa agli ingressi nel paese, rendendola meno liberale. In sostanza se siete in Cina ci deve essere un motivo diverso dal cercare fortuna. Il visto di transito ha una durata fino a 10 giorni, generalmente viene rilasciato dando la possibilità di restare in Cina una settimana. Per la richiesta è necessario risiedere nel paese di destinazione oppure avere un visto valido per l’ingresso. Tuttavia questo visto non è assolutamente conveniente visto che i costi sono praticamente gli stessi di quello turistico. Viste le dimensioni della Cina, il visto di transito dovrebbe riguardare solo gli aereoporti, alcuni dei quali tuttavia non hanno una zona transfer. In questi casi le autorità aereoportuali rilasciano un permesso particolare della durata di 24 ore.

In Cina senza visto

Una delle recenti innovazioni nella politica dei visti per la Cina offre ora un’interessante opportunità ai cittadini di 51 paesi, tra cui l’Italia, ossia un permesso di 72h per chi transita dai seguenti aereoporti: Beijing Capital Airport (PEK), Shanghai Pudong International Airport (PVG) & Hongqiao International Airport (SHA), Guangzhou Baiyun Airport (CAN), Chengdu Shuangliu International Airport (CTU), Shenyang Taoxian International Airport (SHE), Dalian International Airport (DLC), Xian Xianyang International Airport (XIY), Guilin Liangjiang International Airport (KWL) e Kunming Changshui International Airport (KMG). Con questo pemesso i turisti possono visitare la città in cui l’aereoporto si trova. Per poterne usufruire vanno presentati all’ufficio immigrazione della polizia, Public Security Bureau (PSB), un biglietto valido – ed eventualmente il visto – per il paese di destinazione. Le 72 ore partono dal momento in cui viene rilasciato il permesso e non dall’atteraggio, ma ogni aereoporto ha le proprie regole. Dal 30 gennaio 2016 i passeggeri che sostano a Shanghai, Jiangsu e Zhejiang possono usufruire della possibilità di restare in Cina senza visto per una durata massima di 144 ore! Durante il soggiorno è anche possibile viaggiare tra le tre città.

Si ricorda che non è assolutamente prevista la possibilità di uscire dal limite urbano della città in cui si è atterrati. Una volta ottenuto il permesso bisognerà registrarsi presso l’apposito ufficio di polizia entro 24h, dato che si tratta sempre del PSB si consiglia di verificare la possibilità di farlo contestualmente al rilascio. Il permesso non è previsto per voli con partenza e ritorno in Cina ed il paese va lasciato dallo stesso aereroporto dove si è atterrati. Se per qualunque ragione si è impossibilitati a lasciare il paese, ad esempio per cancellazione del volo o la necessità di cure improvvise, andrà richiesto un visto presso gli uffici del solito PSB. Di alcuni prodotti, come frutta fresca e verdura, è proibita l’importazione. Nel caso in cui li abbiate con voi al momento dell’atterraggio verranno distrutti dagli uffici di controllo doganale. Sempre a questi uffici può essere chiesta la custodia, fino alla vostra partenza. di animali da compagnia o cibo inscatolato.

Una spiegazione davvero dettagliata sul funzionamento di queste 72h visa free la trovate, in inglese, qui. Importante sapere che va comunicato al check-in di partenza di voler usufruire di questa possibilità.

Il visto all’arrivo

In Cina non esiste un vero e proprio visto all’arrivo, tuttavia ci possono essere situazioni di emergenza che potrebbero permettere il rilascio del permesso una volta in Cina. Generalmente, a prova dell’emergenza, ci dovrebbe essere l’invito di un’organizzazione cinese che richiede la vostra presenza, spesso legata al mondo degli affari. Altra casistica è invece relativa a passeggeri a bordo di aerei o navi alle prese con difficoltà meccaniche. Per i cittadini di varie nazioni, tra cui l’Italia, esiste l’ interessante opzione di ottenere un visto all’arrivo nel caso in cui si voglia visitare una zona economica speciale come quelle di Shenzhen, Zhuai, Xiamen o Shantou. Possibilità non prevista per i cittadini di Stati Uniti e Francia. La durata varia per ogni singola zona: ad esempio a Shenzhen viene rilasciato un visto di 5 giorni, mentre il visto rilasciato da Zhuhai è di soli 3 giorni.

A rendere difficolto il rilascio di questo visto particolare, tuttavia, potrebbe essere la compagnia aerea con la quale viaggiate. Se dovreste venire respinti al vostro ingresso in Cina questa infatti riceverebbe una multa, oltre all’onere del vostro rimpatrio; per questo motivo vi potrebbe essere rifiutato l’imbarco se non in possesso di tutti i requisiti previsti tra cui il visto per il paese di destinazione. Di fatto potreste trovarvi a dover discutere all’imbarco con addetti delle compagnie aree più severi della dogana del paese in cui vi state recando. La compagnia potrebbe decidere di non imbarcarvi anche se siete diretti in un paese, oppure in un aereoporto, dove è possibile richiedere un visto all’arrivo. Se vi doveste trovare in una situazione del genere il consiglio è di non demordere dal far valere i vosti diritti.

I cittadini italiani hanno inoltre la possibilità di visitare, sempre senza visto, la provincia di Hainan per un periodo massimo di 30 giorni, a condizione che si viaggi con un gruppo di almeno 5 persone organizzato da agenzie di viaggio internazionali registrate nella stessa provincia di Hainan. Altre informazioni sui visti all’arrivo nelle zone economiche speciali possono essere trovati qui.

Hong Kong e Macao

Nonostante Hong Kong e Macao continuino ad essere molto amichevoli con gli stranieri, il nuovo regime dei visti deciso del governo cinese ha radicalmente cambiato le cose in materia. In particolare Hong Kong non è più il paradiso dove arrivare, andare direttamente all’apposito ufficio e richiedere visti di qualunque tipo senza problemi. Oggi servono anche qui circa 4 giorni per il rilascio, il che significa dover soggiornare negli alberghi per nulla economici della città. Anche la durata dei visti si è adeguata al resto della Cina, col risultato che sempre più difficilmente vi verrà concesso un visto per una durata superiore ai 30 giorni. Molto importante da ricordare il fatto che secondo la legge cinese anche una visita di poche ore ad Hong Kong oppure Macao – denominate Regioni Amministrative Speciali – significa uscire dalla Cina, con le conseguenze che ne derivano a proposito dei visti per il rientro.

Per i cittadini italiani è prevista la possibilità di restare ad Hong Kong e Macao senza visto per un periodo fino a 90 giorni. In ogni caso il vostro passaporto dovrà avere validità residua di almeno un mese e dovrete compilare debitamente la carta d’ingresso. Ci sono poi altre condizioni, quali un biglietto di ritorno, la disponibilità di fondi sufficienti al soggiorno e l’assenza di precedenti penali, che comunque non vengono generalmente controllate in caso di viaggiatori occidentali. È inoltre previsto, per i cittadini di alcuni paesi, che possano entrare senza visto se raggiungono gruppi, organizzati da agenzie registrare ad Hong Kong o Macao, in partenza per la visita della regione del Fiume delle Perle (Guangzhou, Shenzhen, Zhuhai, Foshan, Dongguan, Zhongshan, Zhaoqing, Huzhou) per un periodo massimo di 6 giorni.

In caso di bisogno potete contattare l’Ufficio della Commissione del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Popolare Cinese ad Hong Kong. Indirizzo: 3rd Floor, China Resources Building, 26 Harbour Road, Wanchai. Orari d’apertura: 09:00 – 12:00, and 14:00 – 17:00, Lun.– Ven. (chiuso durante le festività pubbliche di Hong Kong) Non portate bagagli di grosse dimensioni o vi sarà negato l’accesso. Quest’ufficio ha anche diversi numeri di telefono con risponditori automatici e personale a vostra disposizione, per ogni informazione potete dare un’occhiata qui. L’ufficio equivalente di Macao, più piccolo e meno disponibile, si trova al 992 Luo Li Ji Bo Shi Da Ma Lu (In portoghese 992, Avenida do Dr. Rodrigo Rodrigues) con orari d’apertura Lun. – Ven. 09:00-12:00, 14:30-16:30, chiuso durante le festività di Macao. Tel: +853-87915106/87915126 Mentre il sito lo trovate qui.

Estendere il visto

Se siete in Cina e vi piace proprio tanto, cosa non improbabile, esiste la possibilità di prolungare il vosto soggiorno. Dovrete recarvi al solito PSB in vista della scadenza del vostro visto. Non aspettate l’ultimo minuto, ma nemmeno andateci appena atterrati in Cina. Il periodo corretto sarebbe chiedere l’estensione quando mancano 7 giorni alla scadenza del visto, che verrà cancellato e rimpiazzato dall’estensione, solitamente concessa per un ulteriore mese. Dovrete recarvi al PSB competente per la zona in cui soggiornerete la notte seguente la richiesta. A causa dell’enorme differenza tra un ufficio e l’altro è di primaria importanza che scegliate con cura la città in cui richiedere l’estensione del vostro visto, pena l’ottenere un’estensione limitata o preceduta da richieste che possono arrivare alla prova di un conto corrente in Cina che dimostri le vostre possibilità finanziarie! Se soggiornate in un ostello, molto probabilmente prima della richiesta dell’estensione dovrete recarvi presso un altro ufficio di polizia per registarvi ed ottenere una sorta di certificato di residenza, ossia la certificazione che state soggiornando nella città in cui fate la richiesta.

Restare più del consentito

Se restate più di quanto consentito dal vostro visto le conseguenze potrebbero variare molto a seconda della vostra fortuna, in ogni caso una situazione che sarebbe bene evitare. Se per qualsiasi ragione vi dovesse succedere, il consiglio è di recarvi all’apposito ufficio di polizia per regolarizzare la vostra posizione chiedendo scusa. Se invece volete ignorare la cosa potreste essere fermati al momento di lasciare il paese e venire multati, ma fate attenzione perchè vi potrebbe anche essere negato il rientro in Cina per un periodo fino a 10 anni!

In Cina in macchina

Per guidare in Cina serve la patente cinese, facile! Non sono infatti riconosciute nè le patenti internazionali nè quelle straniere, ad eccezione di quelle rilasciate ad Hong Kong e Macao. Per ottenere un permesso di guida, valido tre mesi, deve essere fatta richiesta all’apposito ufficio di polizia, compilando un modulo in cinese e presentando una lettera d’invito. In aggiunta vi verrà impartita una lezione di guida in cinese della durata di circa due ore. Nelle seguenti città è in vigore un sistema di patente a punti: Beijing, Chongxing, Guangdong, Guangxi, Huangzhou, Nanchang, Nanjing, Shanghai, Tianjin. Per quanto riguarda il veicolo dovranno essere richieste le targhe ed il certificato di immatricolazione temporanei, sempre della durata di tre mesi, presso l’ufficio della Direzione della Sicurezza dei Veicoli presente al punto di confine dal quale state entrando. Il veicolo dovrà essere inoltre coperto, durata minima un mese, da una polizza RCA stipulata da una compagnia assicurativa autorizzata in Cina. Si consiglia anche una polizza casco in quanto, secondo la legge cinese, “se un incidente stradale si verifica fra un conducente di veicolo a motore e un pedone, un cavallerizzo o un conducente di veicolo non motorizzato, e causa la morte o danni corporali gravi alla parte non-motorizzata, il conducente del veicolo a motore deve rispondere del 10% della perdita economica dell’altra parte, anche se il conducente del veicolo a motore non ha alcuna responsabilità nell’incidente”. (Fonte Viaggiare Sicuri). Esiste invece la possibilità di ottenere un permesso temporaneo nelle grandi città, come Pechino ma la procedura non è molto chiara, come non è chiara l’esistenza di un’agenzia spagnola in Cina che si dice procuri patenti per viaggiare nel paese, si chiama China tierra de aventura ma tuttavia sembra sparita nel nulla, ne esisteva un’altra ma questa ha chiuso ufficialmente da qualche anno. Armatevi di pazienza e provate a cercare in rete.

Consigli vari

Muoversi tra la burocrazia cinese è più facile di quanto sembri, serve solo accortezza. Ogni qualvolta vi venga richiesto un itinerario è bene dimenticarsi dell’esistenza di zone come il Xinjiang ed il Tibet, sempre meglio andare sul classico: la capitale, Shanghai o Xian. Un aiuto fondamentale può venire dalle agenzie di viaggio, soprattutto se richiedete un visto al di fuori del vostro paese. Queste agenzie possono farvi avere, in cambio di modiche cifre, prenotazioni per voli e alberghi, oppure qualunque altro documento vi occorra. Altra questione da non sottovalutare è quando richiedere il visto, dato che alcuni periodi dell’anno sono davvero off limits. In occasione delle festività consolati e ambasciate chiudono anche per lunghi periodi, senza contare le feste dei singoli paesi in cui gli uffici consolari si trovano. Le principali festività cinesi sono le seguenti:

  • New Year’s Day
January 1
  • Spring Festival
January 31 – February 2
  • Qingming Festival
April 4
  • International Labor Day
May 1
  • Dragon Boat Festival
June 2
  • Mid-Autumn Festival
September 8
  • Chinese National Day
October 1 – 3

Ricordandovi che la autorità cinesi possono in ogni momento revocare il vostro visto dandovi un permesso valido sette giorni per pemettervi di lasciare il paese, altre informazioni sui visti cinesi possono essere trovate su Sapore di Cina. Buon viaggio in questa terra meravigliosa!

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