Le stazioni sono per antonomasia un luogo di passaggio dove si possono fare gli incontri più diversi. Persone dalle vite più disparate che per qualche ora, o qualche minuto, si sfiorano ignare l’una dell’altra. Fermarsi ad osservare il via dai delle stazioni permette di fare infiniti viaggi con la fantasia e capita, a volte, di essere colpiti da un particolare, un dettaglio, qualcosa di straniante rispetto al contesto. E ci si ferma, chiedendosi da dove sia giunto quell’aspetto della realtà che stiamo osservando. A me tutto ciò è successo al bar della stazione di Da Nang, in Vietnam, guardando un quadro che, nella mia ignoranza artistica, mi sembra ricco di influenze provenienti da lontano.

Da Nang è una città situata nel Vietnam centrale, importante nodo commerciale – grazie ad uno dei porti più importanti del paese – e centro nevralgico del sistema di trasporti vietnamita. Posta sulla costa del Mar Cinese Meridionale, Danang si trova tra due centri turistici di primo livello come Hue, con la sua bella cittadella imperiale, e Hoi An. Questo rende da Da Nang meno frequentata nonostante abbia diversi motivi d’interesse, come il tempio della religione Cao Dai, il più grande dopo quello di Ho Chi Minh City.

La storia di Da Nang città è molto interessante, come le diverse influenze culturali con le quali venne in contatto. L’essere parte del regno di Champa ha probabilmente portato ad influssi sia della Cina che della civiltà mongola. Da Nang ha avuto rapporti con il mondo occidentale sin dal XVI sec, per diventare poi parte dell’impero francese. Durante la guerra del Vietnam la città ha ospitato un’importante base aerea utilizzata sia dagli americani che dalle truppe sudvietnamite, al punto da essere questi ritenuto uno degli aereoporti più affollati del mondo. Ancora oggi Da Nang è un importante punto di riferimento per il turismo relativo alla guerra che ha per lungo tempo diviso il paese.

Insieme a lutti e tragedie la guerra potrebbe anche avere portato ad una diffusione di idee e cultura, magari nelle retrovie o nei periodi di tregua tra un combattimento e l’altro, influenzando anche lo sviluppo della città. E forse tra quelle idee vi erano anche tecniche pittoriche e riferimenti artistici occidentali. Se l’importanza di Da Nang, durante la guerra, come centro nevralgico ne ha fatto una città spiccatamente commerciale, le conseguenze della guerra sono state invece peggiori per città come Pattaya, in Thailandia, oggi spesso associata al turismo sessuale. Questo ci aiuta a capire come nel passato possano essere ritrovate le radici del presente.

Distante circa 130km da Bangkok, Pattaya divenne negli anni ’60 del XX sec meta turistica per gli abitanti della capitale thailandese. Durante la guerra del Vietnam furono invece gli avieri americani della base di U-Tapao che nei momenti di svago accorsero a frotte nella cittadina, causando un vero e proprio boom nel campo della prostituzione. Finita la guerra Pattaya vide una flessione nella sua economia, superata grazie al moderno turismo sessuale di massa. Il fenomeno della prostituzione in Thailandia ha poi portato un importante sviluppo della ricerca sulle malattie trasmissibili sessualmente probabilmente su spinta delle stesse autorità militari americane, al punto che oggi l’ospedale della Croce Rossa di Bangkok risulta assolutamente all’avanguardia nel campo.

Gli eventi storici sono quindi veicoli di trasmissione anche di conoscenza, che perdurano nel tempo e seguono i percorsi più disparati. Se capitate nel bar della stazione di Da Nang chiedete della sorella della barista (di solito sta in cucina) e fatele i complimenti per i suoi quadri.

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