Uno Yunnan poco conosciuto: Tengchong (腾冲)

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Dintorni di Tengchong

La regione dello Yunnan è forse una delle più note mete turistiche della Cina, tuttavia riserva anche delle piacevolissime destinazioni note perlopiù al turismo interno; come appunto Tengchong, una cittadina sita nei pressi del confine con la Birmania, nell’ovest dello Yunnan, in una zona caratterizzata anche dalla presenza di diverse formazioni vulcaniche e sorgenti d’acqua calda. Abbastanza piccola per gli standard cinesi, circa 50mila abitanti, Tengchong sta diventando una meta di primario interesse, anche grazie alla “sponsorizzazione” governativa. In ogni caso resta una città assolutamente vivibile, facile da visitare e senza troppi turisti occidentali.

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Cascata Dieshuihe

Storicamente Tengchong è stata un importante avamposto verso la Birmania, dimostrato anche dal fatto che già nel 1931 la cittadina vedeva l’apertura di un consolato inglese. Durante la Seconda guerra mondiale la regione fu teatro di aspre battaglie contro gli invasori giapponesi, con un grande supporto americano alla resistenza. A testimonianza di questa pagina storica vi è un museo davvero molto bello, dove vengono narrate le vicende che hanno coinvolto il confine sino-birmano durante il conflitto. Oltre alle dichiarazioni d’amicizia verso gli USA, questo museo ha anche la particolarità di essere uno dei pochi, in Cina, dove poter ammirare cimeli del Kuomintang: la resistenza contro i giapponesi fu qui sostenuta in gran parte dai nazionalisti.

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Statua sulla collina Laifeng

Tengchong è anche ricca di bellezze naturali, come la cascata urbana di Dieshuihe (叠水河瀑布), distante pochi passi dal museo. Vi è poi il parco di Laifeng (来凤山) che si snoda su di una collina alla cui sommità vi è la pagoda Wenbi (文笔塔), visibile da praticamente ogni punto della città. Sfortunatamente quando vi sono stato la pagoda sembrava chiusa e in condizioni non troppo buone, ma la salita della collina resta un’esperienza molto piacevole tra roseti e antichi cippi funerari. Intorno alla città vi sono anche diversi vulcani, dei quali qualcuno forse ancora in attiività, ma arrivarci non è semplicissimo, almeno non lo è stato per me. Quello più vicino a Tengchong si chiama Maanshan (马鞍山) e dista qualche chilometro dalla città. Tuttavia i taxisti non lo conoscevano e ci sono arrivato solo grazie ad un autista di moto, che si è perso anche lui.

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Wenbi pagoda

La roccia vulcanica è ovunque a Tengchong, dato che viene usata per fabbricare mattoni. Così come ovunque è la giada. La regione tra Yunnan e Birmania è infatti ricca di pietre preziose, nonché delle attività criminali ad esse collegate. Nella zona commerciale della città molti sono i negozi di giada, che tuttavia può essere acquistata anche in altro modo. Esistono infatti, nonostante non siano del tutto legali, luoghi dove si mettono all’asta delle pietre senza sapere se contengono giada ed, eventualmente, di che qualità. Si tratta di vere e proprie scommesse che mettono a dura prova l’abilità dei compratori. A rendere ancora più attraente Tengchong la non abitudine dei suoi abitanti a relazionarsi con degli stranieri. Se da un lato potrestre trovare delle persone diffidenti, dall’altro incontrerete persone dalla gentilezza squisita ed assolutamente disponibili.

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Veduta dal Maanshan

Per arrivare a Tengchong ci sono autobus sia da Kunming (circa 10 ore) che da Dali (circa 7 ore). Una volta giunti alla stazione dei pullman e superata la solita ressa (qui davvero modesta) di taxisti ed autisti vari, si può raggiungere comodamente il centro città con il bus n.6, in direzione della vostra sinistra avendo la stazione alle spalle. Tengchong è davvero una città al di fuori (per ora) dei principali circuiti turistici e che merita di essere visitata.

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