Il visto turistico per il Kirghizistan

Flag_of_Kyrgyzstan_(WFB_2004)

Bandiera kirghisa

Il Kirghizistan è l’unico paese dell’Asia Centrale ad avere tentato (senza troppa fortuna) di seguire la via della democrazia dopo l’indipendenza. Posto tra le alte vette del Tagikistan e le pianure del Kazakistan ha paesaggi degni di nota, tra cui diversi laghi molto belli. Oggi questo paese è conosciuto perlopiù da turisti che amano il trekking o la caccia, ma tutti possono trovare in Kirghizistan motivi di interesse. Ed in più il regime dei visti kirghizi è diventato dal 2012 assolutamente liberale.

Viaggiare senza visto

Aggiornamento maggio 2017: Con qualche ritardo facciamo chiarezza sui siti web ufficilali delle ambasciate del Kirghizistan. I link vecchi sono praticamente tutti non funzionanti, quelli che siamo riusciti a contattare sono quelli dell’ambasciata in UK e quello di Ginevra. Fate attenzione che quest’ultimo indica il visto a pagamento, mentre quello di Londra ha finalmente aggiornato le comunicazioni ufficiali, il periodo per poter restare nel paese senza visto ammonta a 60 giorni! L’ambasciata di Vienna risulta senza sito (il vecchio link chiede un login) ma i contatti li trovate qui. Anche qui attenzione che in rete molti siti hanno quelli vecchi, mail compresa. Se volete informazioni andate a cercare l’ambasciatore appena nominato.

Aggiornamento dell’aggiornamento (19 dicembre): Il Parlamento kirghiso ha annullato le norme in merito alla registrazione. Per i cittadini italiani l’obbligo di registrazione scatta dopo 30 giorni di permanenza

Aggiornamento novembre 2016: Dal 4 novembre chiunque soggiorni più di 5 giorni in Kirghizistan è tenuto a registrarsi presso le autorità competenti. La cosa preoccupa molto il settore tursitico kirghiso.

Aggiornamento dicembre 2015: Sono tornate a farsi sentire voci contrarie al regime visa-free

Come detto, dal 2012 le regole sono cambiate ed i cittadini italiani possono entrare in Kighizistan senza visto, con un semplice timbro rilasciato all’ingresso nel paese. Segnalazioni dicono che la procedura viene rispettata sia all’aereoporto internazionale (Manas airport) che agli ingressi via terra. Fate in ogni caso attenzione, come sempre quando si tratta di Asia Centrale, e prima di partire cercate informazioni non dell’ultimo momento ma dell’ultimo secondo. Infatti, mentre praticamente tutti gli operatori di viaggio e consolari riportano che l’Italia rientra nei paesi i cui cittadini hanno diritto ad un soggiorno senza visto per una durata massima di 60 giorni, fonti ufficiali kirghise indicano invece in 90 giorni la validità della permanenza per i cittadini italiani (dal 2013 sarebbero stati accorpati i 44 paesi con ingresso senza visto per massimo 60 giorni ai 16 con ingresso senza visto per massimo 90 giorni). Per chiunque voglia avere maggiori informazioni in merito l’ambasciata competente per l’Italia è quella di Ginevra, il cui sito è tuttavia al momento non funzionante. In alternativa c’è quella di Vienna, oppure potete trovarne altre qui.

Attenzione

Allo stato attuale in Kirghizistan è in corso un dibattito sulla necessità di mantenere o meno questo regime visa-free. Il ministro degli esteri Erlan Abdyldayev avrebbe infatti dichiarato che l’aumento dei turisti è stato inferiore al previsto, con un aumento di sole 10-15mila unità circa. Tuttavia altre fonti ufficiali riferiscono di una crescita del 30%. Sempre secondo Abdyldayev queste ultime cifre stime sono sovrastimate da persone interessate. Quanto sopra segue delle dichiarazioni del febbraio 2014 in cui già si proponeva un restringimento della politica dei visti. Quindi prima di partire informatevi bene!

Kazakistan e Kirghizistan

Come visto qui il Kazakistan sta scegliendo invece la strada opposta eliminando, per un periodo sperimentale di un anno, la richiesta del visto in ingresso per cittadini di vari paesi tra cui l’Italia. Questo permetterebbe una libera circolazione tra i due paesi, in precedenza tentata tramite una politica per cui i possessori di visto ad ingresso multiplo kirghiso o kazako potevano visitare liberamente delle zone dell’altro: quelle di Almaty e Dzhambul in Kazakistan, il lago Issyk kul, Chuy e la zona di Talas in Kirghizistan; il tutto non senza qualche difficoltà. In ogni caso potete richiedere maggiori informazioni presso l’ambasciata kazaka in Italia, mentre se volete chiedere informazioni a quella kirghisa in Kazakistan sappiate che è stata in passato segnalata più volte per i tentativi di richiedere denaro ai turisti tramite procedure veloci di rilascio dei visti, ma questa è una prassi abbastanza comune del “marketing centroasiatico”.

Le zone speciali

Per visitare alcune zone del paese è necessario richiedere, con largo anticipo, dei permessi speciali. Per farlo ci si può rivolgere alle agenzie di viaggio che si occupano di viaggi in Kirghizistan. Le zone dove servono tali permessi sono quelle lungo il confine con la Cina, la regione di Engilchek, la parte nord del Terskey Ala-too, la zona compresa tra Ak-Sai e Juuku, la valle di Chatkal ed il ghiacciaio Ak-Sai glacier nella gola di Ala-Archa. Anche per scalare il Picco Lenin serve un permesso.

La registrazione

Per i cittadini dei paesi, come l’Italia, per cui sono previste procedure di rilascio dei visti semplificate, non è più necessario registrarsi presso l’OVIR (ufficio della polizia apposito) entro tre giorni dall’ingresso nel paese.

Ingresso in auto

E’ possibile viaggiare in Kirghizistan con patente italiana ma è obbligatoria la copertura assicurativa PolizzaIngosstrakh (assicurazione di frontiera a breve termine) che può essere stipulata direttamente in frontiera.

Contattaci per scoprire i nostri tour in Kirghizistan!

Se vuoi essere aiutato con i tuoi visti, possiamo farlo noi!

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  1. Trackback: Sugli altipiani del Kirghizistan, tra tradizione e modernità | Farfalle e trincee

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