Il Vietnam ed i conti con la Storia

Ho Chi Minh Museum - Hanoi

Ho Chi Minh Museum – Hanoi

 Quello del Vietnam con la sua Storia è un rapporto più complesso di quanto possa sembrare ad un primo sguardo. La vittoria nella guerra contro gli americani è quotidianamente esibita, quando non esaltata, tuttavia qualche ombra oscura la rivoluzione sopra cui splende il sol dell’avvenire, in particolare per quello che riguarda il rapporto tra il nord ed il sud del paese. Senza contare il fatto che sentimenti antiamericani, e anticinesi, sembrano non essersi mai del tutto sopiti.

Le contraddizioni vietnamite sono evidenti ad Ho Chi Minh City, capitale economica del paese dove i numerosi luoghi storici sono sommersi nel fiume di denaro che scorre in città. Quella che fu Saigon venne ribattezzata per farne quasi un modello rivoluzionario, e per ribadire che a vincere erano stati i Vietcong provenienti dal nord. Oggi HCMC (acronimo generalmente usato per indicare la città) vive tra i riferimenti onnipresenti alla guerra vinta contro gli Stati Uniti ed una sfrenata vita nottuna. Emblema di ciò possono essere considerati i venditori ambulanti che si aggirano tra i tavolini dei locali del centro, carichi di libri sulla guerra del Vietnam che cercano di vendere a turisti australiani ubriachi.

Per contro Hanoi, la capitale politica del paese, adagiata sulle sponde del lago Hoan Kiem situato nel bel mezzo della città, sembra non avere né l’ansia di vivere freneticamente né quella di ribadire l’esito delle vicende storiche più recenti. Anche qui la Storia si affaccia ad ogni angolo, come nel caso del luogo dove un B-52 cadde in un piccolo lago (nel mezzo di un quartiere abitato), diventando poi una sorta di monumento antiamericano, oppure del museo, davvero bello, dedicato al Sentiero di Ho Chi Minh (il cui mausoleo è proprio ad Hanoi) situato nella periferia della città e quasi sconosciuto agli stessi vietnamiti.

Altro luogo molto significativo è Dien Bien Phu, al confine con il Laos. Questa cittadina è il simbolo stesso della lotta del Vietnam per la sua liberazione. A Dien Bien Phu infatti la Francia subì nel 1954 una rovinosa sconfitta che segnò la fine del suo impero coloniale in Indocina. Le autorità locali stanno tentando di fare delle vicende belliche una risorsa turistica, ed un nuovo – e grande – museo è in corso di realizzazione e prenderà il posto di quello attualmente esistente, in ogni caso molto interessante. A Dien Bien Phu il cimitero dei soldati caduti combattendo contro i colonizzatori è imponente e lindo mentre quello dei vinti è minuscolo e vi si arriva attraverso strade polverose e secondarie.

Questo per quanto riguarda la Storia contemporanea del Vietnam, ma se si vuole risalire più indietro nel tempo le cose si fanno più complesse. Nel museo storico di HCMC una mappa etnica del paese mostra come questo sia un vero e proprio mosaico, con una certa egemonia etnica forse solo nella sua parte centrale, mentre nord e sud vedono una miriade di minoranze. Rispetto al sud del paese sembra quasi si voglia passare sotto silenzio il fatto che fino ai primi decenni del XIX sec. questo era un territorio indipendente, oltre che etnicamente diverso, dal resto del Vietnam. Lo spazio dedicato al regno di Champa nel Museo Nazionale è infatti minimo, mentre al di fuori delle mura del museo è addirittura nullo.

Il regno di Champa ebbe vicende distinte dal nord dell’attuale Vietnam, come avvenne nel caso delle invasioni al tempo della dinastia sino-mongola degli Yuan. Mentre i vietnamiti inflissero pesanti perdite agli eserciti mongoli, come mai successo in Occidente, il regno di Champa accettò di diventarne vassallo. Significativamente ad HCMC (che, detto per inciso, fino al 1698 era territorio cambogiano) una delle piazze principali della città è dominata dalla statua di Trần Hưng Đạo, generale vietnamita che sconfisse i mongoli e venerato in tutto il paese. Viene spontaneo pensare che anche questo possa essere una sorta di monito che il nord rivoluzionario e vittorioso lancia verso un sud ricco e storicamente non sempre amico.

Viene da chiedersi, infine, anche quanto sia solida l’unità vietnamita e quanto l’ideologia rivoluzionaria sia penetrata nella ricca HCMC, tradizionalmente città di mercanti. In ogni caso sembra che in Vietnam, come spesso accade, l’uso della Storia sia strumentale ai fini politici di chi detiene il potere.

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