Come tanta psicanalisi ci ha insegnato nelle pulsioni sessuali risiede tanta parta dell’essenza stessa del genere umano. La visione del sesso, con la sua gestione, può quindi essere una buona cartina tornasole di una società e della sua cultura, e le notizie in merito che pervengono dal nostro paese non sono per nulla rassicuranti, anzi sembra proprio che nella sfera sessuale sia in atto un processo di omologazione, utile a narcotizzare quel sentire comune, non indotto, che se incanalato verso altri obiettivi potrebbe avere portata dirompente.

Ma andiamo con ordine. Nell’ultimo periodo mi sono capitati tra le mani diversi post, provenienti da blog amici in qualche modo riferiti al sesso. Il primo è stato quello di un italiano residente a Bangkok che ha giustamente demolito uno scritto di Selvaggia Lucarelli, professionista del gossip e certamente poco informata sulla Thailandia. La Lucarelli compieva un attacco al maschio italiano, specie quello che si reca in tale paese, dipingendolo come puttaniere di professione e tracciando un quadro della Thailandia come terzo mondo, dove orde di bambini sessualmente sfruttati si accompagnano a vecchi bavosi occidentali. Una visione che sembra essere abbastanza diffusa in Italia, ma che serve solo a “sentirsi buoni” senza la minima cura della verifica delle cose.

Dopo pochi giorni un altro amico blogger, stabilitosi in Turchia, rileva come tra i commenti ad un suo articolo ve ne fosse uno che sottolinea come l’impossibilità di accedere in Turchia a determinati siti porno fosse inconfutabile prova dell’arretratezza di quel paese. Molto interessante come la scala di civiltà fosse dal quel commentatore legata alla facilità di accedere a contenuti sessuali espliciti in rete, ma anche il fatto che l’autore del blog ha accompagnato la sua segnalazione con un foto tratta da un film hard turco, risultato: una quadruplicazione degli accessi al blog in meno di dodici ore, più la rimozione del contenuto da parte di Facebook!

Come se non bastasse dopo pochi giorni leggo di un’operazione in varie città italiane finalizzata alla chiusura di diverse sale dove venivano proiettatti film a luci rosse. La cosa sconvolgente, oltre al fatto che ancora ci si occupi di cose come queste, è il fatto che per arrivare al provvedimento si è arrivato ad un vero e proprio teorema in cui i gestori e tutti i dipendenti dei cinema avessero messo in piedi un sistema di copertura finalizzato alla prostituzione maschile. Il che dimostra come tutti coloro che abbiamo avuto a che fare con questa operazione di ordine pubblico, in un cinema porno non ci abbiano mai messo piede. La presenza di denaro nelle sale di tali cinema esiste da sempre, ma di certo non nella forma descritta, ma banalmente in forma occasionale e perlopiù sopportata da gestori e altri avventori. Ormai esiste il bisogno di creare grandi scenari accusatori essendo incapaci di capire la diversità, bisogna ricondurre tutto a forme conosciute, si nasconde la libera scelta utilizzando reati associativi, molto più mediatici e pragmatici.

Tutto questo fa pensare come ormai oggi si cerchi in tutti i modi di criminalizzare il sesso e ricondurlo in forme pubbliche del tutto tranquillizzanti, e questo in un paese dove la percentuale di coppie scambiste è altissima (ad esempio a Milano esistono 50 locali appositi, senza calcorare che solalmente il 5% delle coppie dedite a tale pratica li frequenta). Si vuole creare una società pubblicamente asettica, disumanizzata, dove relegare nel privato tutto quello che non si riesce a gestire, proprio come le pulsioni sessuali. Insieme alla violenza il sesso è ormai non più normato, espulso dal quotidiano comune, ma allo stesso tempo esibito. Si combatte la scelta sessuale individuale per intrupparla in gruppi sociali di riferimento, con un parallelismo della distruzione dei negozietti di quartiere, con l’umanità che intorno a loro gravita, in favore dei grossi centri commerciali. Da qui la immensa, e anche invadente, campagna contro l’omofobia, non una battaglia di civiltà ma una tendenza alla creazione di cartelli da spendere in termini elettorali. Sfruttando a proprio vantaggio l’incapacità di affontare tematiche scottanti se non nella sfera legislativa.

Nella sfera sessuale l’ipocrisia regna assoluta, la purezza sessuale diventa una bandiera contro quei paesi ritenuti arretrati per scelte diverse nella gestione proprio della sessualità. Ormai l’unico valore riconosciuto è la possibilità di fruire del sesso nel modo più commerciale possibile (ma criminalizzando la prostituzione, commercio non normato) e quelle culture che non permettono il qui e ora, tornando al commento sulla Turchia , sono per forza di cose barbare e retrograde, arrivando a distorcere completamente il valore della libertà. Così come si distorce la realtà colpevolizzando il maschio, usando lo stereotipo del maschio donnaiolo, ma necessariamente angelicando la donna, facendola diventare una categoria protetta da difendere (e usare) tacendo l’esistenza di ragazze che in vacanza vanno a Santo Domingo non certo per le bellezze architettoniche. Si risponde alla crisi di identita ricercandone una nota ma non piu reale, al caos della contemporaneita si risponde con la riaffermazione di modelli che si dice di voler combattere, col risultato di avere una donna sempre piu libera di essere vittima.

In sostanza nella sfera sessuale esplode la contraddizione di una società che si trincera nei luoghi comuni non sapendo più gestire le sue dinamiche sociali, avendo del tutto perso un concetto di senso comune e benessere collettivo. L’uomo è un puttaniere, la donna un essere da accudire, quando la realtà è ben diversa e soprattutto complessa.

 

http://www.zingarate.com/network/bangkok/lucarelli-thailandia-e-luoghi-comuni.html

http://istanbulavrupa.wordpress.com/2013/09/24/la-turchia-e-i-pregiudizi-degli-italiani-157/

http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/09/19/news/bordelli_per_gay_nei_cinema_a_luci_rosse_tre_in_carcere_e_20_indagati_in_tutta_italia-66890078/

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