Il futuro del sud-est asiatico tra Cina ed USA

Scritto per Le terre sotto vento

Lo sviluppo futuro del sud-est asiatico dipenderà in gran parte dalla conformazione che assumerà proprio l’Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico. Questa organizzazione internazionale si trova infatti a dover affrontare questioni di primaria importanza, come le contese territoriali nel Mar Cinese Meridionale. L’ASEAN potrebbe diventare il luogo dove gli stati dell’area possano incontrarsi per risolvere eventuali controversie attraverso il dialogo e la cooperazione.
Tuttavia le cose potrebbero non essere così semplici, innanzitutto per via delle pressioni delle due grandi potenze interessate ad assumere un ruolo predominante nella regione: ossia Cina e Stati Uniti. La contesa tra questi due attori rischia di alterare gli equilibri dell’ASEAN con il prevalere di rapporti bilaterali, a tutto danno della collegialità dell’istituzione. La ricerca di alleati porta infatti Pechino e Washington ad investire in certi paesi piuttosto che in altri, alterando appunto gli equilibri tra i paesi dell’area.

Un chiaro esempio di questa problematica è stata la recente presidenza cambogiana dell’ASEAN. La Cambogia, alleato sempre più importante della Cina, ha infatti boicottato ogni tentativo di arrivare a pubbliche discussioni sui problemi del Mar Cinese Meridionale. Altro paese sempre più legato alla Cina, anche per motivi energetici, è la Birmania, mentre da parte statunitense, tradizionalmente alleata al Giappone, si stanno approfondendo i legami con Vietnam e Filippine. A confrontarsi sono anche due diversi progetti di area economica di libero scambio: da un lato la RCEP (Regional Comprehensive Economic Partnership) e dall’altro la TPP (Trans-Pacific Partnership) a marca USA.

Ma oltre che la sfera economica e politica il futuro dell’ASEAN riguarda anche la sfera culturale. I paesi del Sud-Est asiatico si trovano infatti di fronte a problemi identitari, strettamente legati alla crescita economica degli ultimi decenni, nonché alla possibilità di circolazione delle idee e delle notizie offerta dalla globalizzazione. L’ingresso in una dimensione sovranazionale rischia di creare un vero e proprio terremoto nelle dinamiche sociali interne di numerosi stati, spesso obbligati a sedere al tavolo di discussione con i loro nemici storici. E se da un lato in alcuni casi i rapporti diplomatici migliorano, come tra Thailandia e Birmania, dall’altro a livello più popolare i progressi necessari sono molti, come nel caso del superamento del pregiudizio antivietnamita in Cambogia.

Ma il grande pericolo legato all’identità si chiama nazionalismo, e lo spettro che si aggira per il Sud-Est asiatico è rappresentato da atteggiamenti fortemente nazionalisti, reazione alla sopracitata nascita di una dimensione sovranazionale. La paura per la riduzione del potere dello stato, si accompagna alla volontà di alcune categorie di non perdere privilegi legati al loro status, basti pensare alla corruzione dei funzionari pubblici che in in alcuni paesi risulta una vera e propria piaga. Preoccupanti politiche nazionaliste sono già all’opera in paesi come Giappone e Corea del Sud. Inoltre in diversi altri stati sono attive resistenze, anche armate, di minoranze che devono essere sacrificate in nome dello sviluppo.

Per gestire la crescita nel modo più proficuo il potere centrale non deve trovare ostacoli, creando una popolazione il più possibile omogenea e non ostile. Un caso su tutti gli Uiguri dello Xinjiang, abitanti di una regione che Pechino ha deciso deve diventare il grande snodo dei commerci cinesi verso occidente. Gli Uiguri sono da sempre refrattari alla dominazione degli Han, che oggi sta assumendo sempre più i toni di una sinizzazione forzata. Oppure si pensi alla Birmania ed alle stragi della popolazione di fede musulmana. L’ASEAN è quindi sempre più termometro dei sentimenti di un’intera area geografica, essendo inoltre importante sede di discussione che rischia di venire svuotata di ogni valenza per colpa di interessi altrui.

http://www.eastasiaforum.org/2013/08/10/asean-the-key-to-security-in-asia/
http://www.eastasiaforum.org/2013/08/13/burma-must-declare-war-against-corruption/
http://www.asiapathways-adbi.org/2013/07/rcep-and-tpp-next-stage-in-asian-regionalism/
http://www.asiablog.it/2013/03/18/la-cina-ed-il-pericolo-islamico-storia-di-uno-scontro/

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