Perché odio l’Italia

Oggi dovevo fare una cosa semplice semplice: andare in questura per ritirare il mio passaporto nuovo. Per farlo dalla città grande dove vivo (nella città grande ci sono più occasioni per morire di fame) sono tornato apposta al paesino dove vive mia mamma con la sua televisione. Mi sveglio e vado nella città media tanto attenta al decoro, da cui il paesino amministrativamente dipende.

Giro un’ora e noto che la decorosa città media non ha più un solo parcheggio che non sia a pagamento, il giramento di palle cresce e Gesù mi vuole meno bene. Dopo un’ora decido di usare tutti i soldi nelle mie tasche, ben 2 euro, per pagare uno spazio pubblico dove fermare la mia auto bloccando momentaneamente gli introiti di qualche compagnia petrolifera. Inserisco la mia bella monetina e prendo il biglietto che mi autorizza a non guidare per ben 2 ore; la macchinetta non mi fornisce resto. Colpa mia, avrei dovuto leggere prima l’avvertimento minuscolo in un angolo e mendicare un cambio moneta ai passanti.

Vado in questura pronto a litigare con i vigili che mi metteranno la multa dopo due ore, e mi preparo a spiegare che se la coda allo sportello mi impedisce di tornare a inserire nuove monetine non è propriamente lo stesso di chi abbandona la vettura per andare liberamente a farsi i fatti suoi. Arrivo in questura e trovo una bambina italianissima figlia di donna italianissima correre urlante per la sala d’attesa. Rischio l’arresto quando mando a quel paese l’italianissima madre incapace nel momento in cui questa chiede al signor poliziotto-allo-sportello se può saltare la coda in quanto detentrice di figlia rompicoglioni (che lei definisce però “piccola”). Come farsi forte dei propri limiti…

Ma non è finita. Infatti un italianissimo ragazzotto alla consegna della documentazione allo sportello, aggiunge che il passaporto gli serve subito in quanto deve fare il visto. Bello vedere come il viaggiare sia ancora cosa sconosciuta ai miei concittadini. Tocca a me, finalmente. Evviva! Presento il mio bel foglietto dove sugli stampati 15 gg di attesa dalla consegna, un solerte funzionario tracciò a suo tempo una riga correggendo in 30gg. E mi viene detto che i passaporti non sono ancora pronti chiedendo se devo partire a breve. Quindi se io dovessi mentire avrei una corsia preferenziale, benissimo. Mi viene dato un numero di telefono dove chiamare dopo una settimana e ripetuto di comunicare se dovessi partire. Direi invasione della sfera privata ed istigazione alla menzogna.

Torno a casa alquanto deluso dal mio paese che non mi permette nemmeno di essere un bravo cittadino, e nel mentre l’autista furbo di turno supera sulla destra tutta la coda (me compreso) per fare una rotonda nella corsa riservata ai bus. Su di un muro splendida retorica italiana: un “Topola ti amerò per sempre” cancellato da una riga; evidentemente “per sempre” è un concetto relativo. Posso finalmente arrivare a casa e restare allibito di fronte al telegiornale che parla di un paese a caso, ma comunque non il mio.

Italia, tu non mi vedi più!

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9 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. oreficemichele
    Lug 08, 2013 @ 17:55:32

    È dai poteva andare peggio! Potevano farti la multa 🙂

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    • londonpiotr
      Lug 09, 2013 @ 15:43:00

      Poi mi davo fuoco!

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      • oreficemichele
        Lug 09, 2013 @ 18:32:07

        Consolati : in Germania una città grossa hanno ricreato il tipico ufficio italiano al consolato. File interminabili, non c’è un posto per i bimbi, ti danno il numero per la fila e poi scopri che in diversi hanno lo stesso numero, prenoti da internet l appuntamento e quando arrivi e’ solo una bufala… Poi quest’anno però hanno cambiato tutto e almeno l appuntamento attraverso internet funziona… Fanno una lista a seconda della prenotazione e ti chiamano , la file c’è ma un po’ più corta e ordinata…. Si aspetta empire in piedi in un corridoio, senza distributore per acqua , sala bimbi, ecc… Si lo so qui in krukkonia mi sono abituato bene e sopratutto negli uffici pubblici più di 10 minuti non ho mai aspettato

  2. Tiziano
    Lug 09, 2013 @ 09:23:24

    Nella mia citta’ c’e’ una strada che fiancheggia il vecchio porto, la strada curva improvvisamente a gomito e sul muro che ti ritrovi di fronte vedi scritto: “E svegna in’ t’ la muraia” (tradotto: e sbatti nel muro).
    Puoi andare dove vuoi ma troverai sempre un muro grande o piccolo in cui andare a sbattere.

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  3. m.persico
    Lug 09, 2013 @ 11:58:04

    Ma…. io ho richiesto il passaporto direttamente al comune dove ho la residenza, mi hanno chiamato quando e’ arrivato, attesa piu’ o meno 20gg. Tempo speso al massimo 1,5 ore tutto compreso, no fila, no problemi di parcheggio.
    ”Bello vedere come il viaggiare sia ancora cosa sconosciuta ai miei concittadini.”
    questo lo scrivo io per te

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    • londonpiotr
      Lug 09, 2013 @ 12:46:40

      In Italia ormai è crollato quello che rimaneva dello stato centrale. Differenze abissali da comune a comune, stiamo vivendo non un federalismo ma un municipalismo negato dal centro. Il che significa che i singoli comuni hanno tutti gli oneri e basta.

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  4. m.persico
    Lug 09, 2013 @ 14:52:54

    Persino le prefetture possono essere considerate ”locali”, non esiste lo stato centrale da nessuna parte. Forse in paesi molto piccoli e con poca popolazione, ma anche qui, solo le deleghe ad enti piu’ piccoli possono sopperire al bisogno della velocia’ imposta dai nuovi ritmi.
    Appoggero’ sempre una piu’ pesante burocrazia centrale a fovore di una locale piu’ leggera e voloce.

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    • londonpiotr
      Lug 09, 2013 @ 15:41:13

      Federalismo e centralismo sono temi che in Italia sono sempre stati usati a fini propagandistici. Una vera piaga. Sono problemi posti nel 1861 e non ancora affrontati.

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  5. m.persico
    Lug 10, 2013 @ 11:14:38

    Nessun federalismo, ma per alleggerire la burocrazia e’ necessario un autonamia locale, sia in comune che nelle questure. Il male del paese si concentra nell’accentrare non il potere decisionale ma la macchina burcratica, sara’ sempre lenta e poco attenta al cittadino.

    NO alle regioni, SI alle provincie 🙂

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