Il Pakistan e gli interessi contrastanti, storia di un’implosione

La rececentissima campagna elettorale pakistana si è chiusa nel sangue e nella violenza, possibile triste presagio del futuro che aspetta il paese. In campo ci sono tensioni fortissime, gravitanti intorno alla guerra afghana ed ai possibili scenari futuri, compreso il rapporto di Islamabad con gli Stati Uniti. Un rapporto ambiguo, tra alleanza e conflitto, che rischia di far letteralmente esplodere il paese. Ad un’élite pro-USA si contrappongono infatti sentimenti antistatunitensi sempre più forti.

La componente pashtun, la stessa dei talibani, controlla di fatto il confine tra Pakistan ed Afghanistan ed è ormai in rotta con il potere centrale. La minoranza pashtun è quindi l’elemento fondamentale del mosaico pakistano, da sempre alleata con i talibani afghani, a loro volta sostenuti dai servizi segreti pakistani, l’ISI, ossia gli artefici del “doppio gioco” del Pakistan durante la guerra in Afghanistan. Formalmente alleato degli Stati Uniti, nonostante un progressivo peggioramento de rapporti, il Pakistan ha di fatto sostenuto i nemici degli americani con un dissidio crescente tra militari, servizi segreti e governo centrale. Verso gli islamisti radicali Islamabad ha una politica ambigua: sostenuti quando agiscono fuori dai confini e repressi quando si occupano di questioni pakistane.

Ma sia USA che Pakistan hanno bisogno dei talibani. Washington vede un loro coinvolgimento nella vita politica pakistana favorevolmente, con uno sguardo rivolto all’Afghanistan. Gli Stati Uniti, anche di fronte alla debolezza del governo di Kabul da loro sostenuto, stanno infatti sempre più guardando ai talibani come ai garanti di una futura stabilità nel paese afghano. Dal suo canto Islamabad ritiene fondamentale un rapporto positivo con i talibani per evitare che in Afghanistan si formi un governo nemico, ed il grande timore risiede in una dirigenza afghana filo-indiana, che significherebbe di fatto un accerchiamento. Uno dei grandi temi dello scontro elettorale è infatti stata la discussione su chi ha bisogno di chi; gli USA hanno bisogno del Pakistan o viceversa?

Pakistan e India sono quindi in competizione per la scalata del potere in Afghanistan, e non è una competizione da poco tra due storici nemici. L’India, sempre più lontana dagli Stati Uniti, ha interesse ad avvicinarsi all’Unione Eurasiatica patrocinata da Mosca. Ma per farlo deve passare per l’Afghanistan, che in ogni caso non vuole sia a guida pakistana, oppure servirsi dell’Iran aggirando cosiì il Pakistan. Questo non piace agli USA, che stanno tentando in tutti i modi di riavvicinarsi a New Delhi anche attraverso concessioni economiche, ma piace ancora meno la possibilità che l’India si riavvicini al Pakistan, per esempio attraverso la partecipazione al gasdotto IPI (Iran – Pakistan – India), cosa che sembra stia avvenendo.  Alla Russia guarda anche Islamabad, collaborando inoltre con la Cina nel campo della ricerca nuclerare. Lo stesso campo che ha frenato l’india dall’allentare eccessivamente i rapporti con gli Stati Uniti.

In conclusione il Pakistan sta vivendo un momento difficilissimo, dove tensioni interne ed internazionali si sommano rischiando di precipitare il paese nel caos. Un caos al quale molti sono interessati, ma che soprattutto rischia di dividere creando una frammentazione sociale e politica i cui esiti non sono prevedibili.

http://networkedblogs.com/KmdVX

http://www.geopolitica-rivista.org/21396/limportanza-dellaccordo-di-libero-scambio-tra-lindia-e-lunione-eurasiatica/

http://www.eastasiaforum.org/2013/04/25/india-and-pakistan-compete-for-influence-in-afghanistan/

http://www.geopolitica-rivista.org/21380/il-pakistan-e-il-dialogo-con-i-talebani-progressi-in-vista-nel-rapporto-con-gli-usa/

 

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