L’Ucraina fugge dai debiti, l’Europa sigla accordi con Mosca; nel frattempo a Cipro cose grosse

Il panorama energetico europeo ultimamente appare caratterizzato dai tentativi messi in atto da Kiev per sfuggire alla dipendenza energetica da Mosca, nonchè alle richieste di pagamento che vengono dal Cremlino. Gazprom ha infatti inviato alla compagnia ucraina Naftogas un conto di 5,2 billioni di euro per commesse non pagate e relative a del gas che l’Ucraina sostiene di non avere mai acquistato. L’elemento della discordia sta nella tipologia del contratto, firmato nel 2009 quando Primo ministro ucraino era Yulia Tymoshenko. Tale contratto, chiamatotake-or-pay, letteralmente “prendi o paga”, prevedeva che Kiev importasse nel 2012 dalla Russia un minimo di 42 billioni di metri cubi di gas; quantità poi non raggiunta dato che nell’anno di riferimento il totale di gas importato è stato di circa 39 billioni di metri cubi.

La richiesta di pagamento viene dagli analisti letta come una rappresaglia all’accordo siglato tra le autorità ucraine e la compagnia olandese Shell, per lo sfruttamento di giacimenti di gas nella regione ucraina del Donestk orientale. Tuttavia, nonostante il fantasma del taglio dei rifornimenti del 2009, l’Unione Europea non si dice preoccupata. Marlene Holzner, portavoce del Commissario all’energia Günther Oettinger, ha recentemente affermato che la situazione è nettamente diversa dalla crisi del 2009, negando anzi che di crisi si tratti, e che l’Unione Europea è rispetto al passato decisamente meglio preparata per affrontare un’eventuale interruzione di rifornimenti energetici.

L’ottimismo europeo contrasta decisamente con l’attivismo ucraino. Kiev infatti sta pianificando un aumento delle importazioni di gas dall’Europa, e nello specifico da Polonia, Ungheria e Slovacchia; inoltre tra i progetti ungheresi vi è il ricorso a rifornimenti turchi via Romania e Bulgaria. Come se non bastasse autorità ucraine nel corso di incontri ufficiali hanno espresso il desiderio che aumentino i rapporti commerciali con la Georgia e dichiarato essere stato un grosso errore l’interruzione di quelli con il Turkmenistan.

Ma se l’Ucraina tenta di intraprendere nuove strade la Russia insiste su quelle vecchie. Rosneft ha infatti recentemente siglato accordi commerciali con Germania e Polonia per l’aumento delle importazioni di greggio tramite l’oleodotto Druzhba. Anzi, tramite la sezione nord di tale oleodotto, il che non è privo di significati. Druzhba, che significa amicizia, nella sua sezione settentrionale passa attraverso la Bielorussia evitando proprio l’Ucraina! Ancora una volta si rivela come il mercato europeo sia vitale per il settore energetico russo, che presto potrebbe vedere importanti novità.

Gazprom oltre che alle prese con la multa inflitta dall’Unione Europea rischia di vedere vacillare ulteriormente la sua posizione di monopolio. Infatti la compagnia energetica russa Novatek, impegnata nello sfruttamento dei giacimenti artici di Yamal, ha dichiarato ad un giornale finanziario tedesco (Handelsblatt) che il progetto potrebbe essere grandemente facilitato dalla possibilità di esportare direttamente senza la mediazione di Gazprom. Le dichiarazioni, accompagnate da richieste di sostegno rivolte all’Unione Europea, hanno inquietato il Cremlino già alle prese con il declino del mercato del gas russo.

Nel frattempo Cipro ha firmato accordi con l’italiana ENI e la sudcoreana Kogas per lo sfruttamento dei giacimenti recentemente scoperti; con tale operazione Cipro spera di svincolarsi dal peso dei legami economici con la Grecia. Per vincere le resistenze turche, già espresse da Ankara, il Ministro dell’energia cipriota, Neoclis Sylikiotis, ha espresso la volontà di creare un fondo comune alle due parti dell’isola: si attendono sviluppi.

http://en.trend.az/news/politics/2111916.html

http://www.euractiv.com/energy/commission-hopes-best-new-russia-news-517410

http://www.euractiv.com/energy/cyprus-licences-eni-south-korea-news-517351

http://networkedblogs.com/HOZEv

http://networkedblogs.com/I2zkl

http://www.universalnewswires.com/centralasia/turkmenistan/viewstory.aspx?id=13519

http://www.euractiv.com/fr/energie/un-concurrent-russe-essaie-de-me-news-517752

 

 

 

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