Scritto per East Journal

“Ecco che va in malora il vostro mondo degli uguali… Quindi, eccoti seduto con le mani nei capelli senza soldi, senza storia, senza terra, senza figli… Vi chiederete: Come mai? Come mai? Come mai?…”. Così cantava qualcuno sulla cui coerenza si è molto discusso ma che ha il pregio di avere scritto una canzone che mette in luce diversi nervi scoperti della società odierna.

Inutile girarci intorno, Alba dorata ha preso quasi il 7% alle ultime elezioni greche ed è stata votata da 426 mila cittadini greci. L’unico punto di partenza possibile è questo, ogni analisi non può prescindere da questo dato. Inutile scandalizzarsi, dannoso, ed un tantino arrogante, tacciare di follia collettiva il popolo greco: Alba dorata ha riscosso il favore di non poca parte della popolazione, e in democrazia il risultato elettorale va accettato, qualunque sia.

E Alba dorata non sembra fermarsi qui, i sondaggi elettorali danno il movimento di estrema destra in costante crescita, nonostante le violenze alle quali sembra abituare gli organi di informazione: dai raid nei mercati degli immigrati dove alla richiesta dei documenti segue la devastazione delle bancarelle, al deputato che schiaffeggia il politico avversario e si nasconde per due giorni presentandosi poi come un perseguitato. Simpatizzanti, militanti e dirigenti continuano a far parlare di sè la cronaca nera greca, nonostante il partito sembri volersi smarcare da questa immagine violenta, proponendosi come forza di governo.

Ma le autorità non fanno niente? No, non fanno niente. Anzi è notizia recente che le forze di polizia, il cui 50% dei membri ha votato proprio per Alba dorata, stanno addirittura invitando i cittadini vittime di furti e rapine a rivolgersi alle ronde anticrimalità che i chrisìavghites (i militanti di Alba dorata) stanno istituendo in diverse zone del paese. Inutile dire che il criminale viene identificato nell’immigrato clandestino. Anche il potere politico sembra essere connivente con Alba dorata, e l’apertura di 30 nuovi campi “di accoglienza” per immigrati ed il venire meno alle convenzioni internazionali annullando, in caso di richiesta d’asilo, la distinzione tra adulti e minori va incontro al programma politico proprio di partito di estrema destra, facendo dell’immigrazione clandestina un comodissimo capro espiatorio.

In una Grecia devastata dalla crisi economica, dove la disoccupazione ha raggiunto il 24% della popolazione attiva, nelle zone più povere Alba dorata organizza distribuzioni di cibo, crea, come detto, ronde anticriminalità, ed è arrivata ad instituire una “banca del sangue greco” con un gesto dal potentissimo valore simbolico. Demagogia? Può essere, ma i voti arrivano; e nel gioco democratico questo è quello che conta. Alba dorata viene identificata dagli elettori come la forza che si oppone alla politica che ha portato la Grecia alla bancarotta, l’elettore ritiene che i militanti del partito in costante ascesa siano gli unici a volere il bene del paese ellenico. La si potrebbe chiamare sindrome “schiaffo di Kasidiaris”, dal nome del portavoce la cui aggresssione in diretta tv all’avversario politico di turno è stato reinterpretata come uno schiaffo all’intera classe politica.

Alba dorata si farà fagocitare dai meccanismi elettorali, come sembrano lasciar supporre le ultime dichiarazioni pubbliche, magari in vista del governo del paese o siamo davvero di fronte ad una rivoluzione non progressista? La democrazia si basa sul consenso, ed il voto ad Alba dorata è quanto di più democratico possa esistere. Anche i diritti devono essere condivisi ed i loro criteri di attribuzione devono essere riconosciuti: ora in un contesto di crisi una parte della popolazione ha deciso di non riconoscere più la validità di tali diritti per alcune categorie di persone quali gli immigrati. Senza benessere la democrazia è destinata a diventare autoritaria? E per opporsi ad Alba dorata, parlando di interventi concreti e non di sterile indignazione, servirà un autoritarismo di segno opposto magari mettendo fuori legge il partito e criminalizzando di fatto i suoi elettori? Forse Alba dorata, composta da ultras e poco più, non è che un sintomo e l’errore di guardare il dito indicando la luna potrebbe essere molto concreto.

Nel frattempo il partito accusato di neonazismo apre sezioni tra le comunità greche all’estero, riscuote successo tra i movimenti di estrema destra europei e si dichiara per il mantenimento della Grecia nella zona euro. Che la Grecia stia tornando ad esportare i frutti del suo pensiero nel resto d’Europa? Davvero il caso di chiederersi “Come mai? Come mai? Come mai?“

Apparso su East Journal http://www.eastjournal.net/grecia-la-democrazia-semplicemente-non-funziona-nessuno-tocchi-alba-dorata/22299

Annunci