Baku contro tutti: la pazienza russa e la non lungimiranza europea

La politica estera dell’Azerbaijan ultimamente e’ decisamente attiva e “muscolare”, rischiando di relegare il paese caucasico in una non facile condizione di isolamento. Innanzitutto ha ripreso vigore la mai sopita contesa territoriale con il Turkmenistan a proposito dello sfruttamento del giacimento di Kyapaz (o Serdar). La vicenda e’ legata all’annosa questione dello status giuridico del Caspio, e relativi diritti estrattivi, mare o lago?

La diatriba ha ripercussioni importanti anche a Bruxelles. Infatti le autorita’ azere hanno dichiarato che non vedono possibile a breve termine la realizzazione della Trans-Caspian Pipeline  e che casomai e’ il Turkmenistan ad avere interesse alla costruzione del gasdotto. L’Unione Europea vede cosi’ rimesso in discussione uno dei suoi piu’ importanti progetti per accedere al gas centroasiatico, confermandosi ostaggio di alcuni tra i paesi politicamrente piu’ inaffidabili del pianeta. Ogni commento sulla politica energetica dell’UE e’ qui tralasciato, ma chi legge questo blog sa cosa pensiamo della faccenda: l’Europa si sta suicidando per rimanere fedele a  vecchie logiche ideologiche…

In tutto cio’ la Russia potrebbe sorridere, essendo da sempre acerrima nemica del gasdotto Trans-Caspian, dato che questo ha l’evidente, e dichiarato, obiettivo di aggirare i confini russi. Ma invece no! Perche l’Azerbaijan e’ entrato in collisione con Mosca a proposito della concesione dei diritti di uso della stazione radar di Gabala. Le parti infatti si stanno scontrando per il rinnovo del contratto d’affitto per altri 10 anni della stazione, situata nel nord dell’Azerbaijan, la cui importanza risiede nella possibilita’ di monitorare eventuali lanci missilistici in Iran, Medio Oriente e Sud-est asiatico. Dalle iniziali richieste di 7 milioni di dollari gli azeri sono progressivamente arrivati a chiederne 300!!! Inutile dire che i russi non hanno accolto bene la richiesta rispondendo abbastanza esplicitamente che con quei soldi in Russia di stazioni radar ne costruiscono due ex-novo…

All’origine delle richieste azere ci sono diversi fattori, uno dei quali e’ la non risolta “ruggine” con Mosca per via della questione del Nagorno-Karabakh, per di piu’ accompagnata dalla presenza di una base russa in Armenia, dopo la stipula di un contratto d’“affitto” per  49 anni. Vi e’ poi un certo senso di onnipotenza che sta avvolgendo la politica azera a seguito della crescita economica del paese, profondamente legata al settore energetico. Ultimamente l’Azerbaijan e’ arrivato a peggiorare i propri rapporti con Russia, come visto, Turchia, altro elemento chiave per i rifornimenti energetici europei, e Stati Uniti. Senza considerare le perduranti tensioni con l’Iran, al punto da spingere la Repubblica Islamica verso piu’ stretti rapporti con la cristiana Armenia. Sembra davvero che Turkmenistan e Azerbaijan si stiano autocondannando all’isolamento diplomatico, e per raggiunta rimanendo in pessimi rapporti tra loro.

Ultimo elemento da tenere in considerazione nel valutare le richieste azere e’ il “caso tagiko”. Questo sembra essere un periodo di scadenze contrattuali per Mosca, ed una delle basi il cui contratto doveva essere rinnovato si trova in Tagikistan. Il paese centro asiatico, come l’Azerbaijan aveva presentato richieste che Mosca aveva ritenuto inacettabili; inutile dire che dopo una breve trattativa i tagiki sono stati felici di rinnovare il contratto di locazione alle medesime condizioni che in precedenza.

Sembra che in Asia Centrale e Caucaso ci sia la volonta’ di dimostrare la propria indipendenza da Mosca e dagli altri attori internazionali. Probabilmente l’aumento dell’importanza geopolitica del settore energetico e la possibilita’ di “un posto al sole” dopo il ritiro americano dall’Afghanistan stanno accecando i governanti dei paesi dell’area, e Mosca si e’ assunta il compito di riportarli alla realta’, anche abbastanza bruscamente…

http://www.eurasianet.org/node/65706

http://www.universalnewswires.com/centralasia/energy/viewstory.aspx?id=12482

http://www.eurasianet.org/node/65729

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