Le strade afghane e le antiche amicizie

In Afghanistan un attentato non fa notizia.

Che siano morti 9 soldati non fa quasi notizia.

Che due soldati fossero della NATO fa giusto un pochino di notizia.

Che l’obiettivo fossero 22 cisterne di carburante fa abbastanza notizia.

Che provenissero dall’Uzbekistan fa notizia, e noi scriviamo.

Infatti l’attacco segue di poco l’annuncio dei talebani di colpire ogni convoglio NATO se la decisione di riaprire la strada tra Afghanistan e Pakistan non verra’ ritirata. La cosa strana e’ che il convoglio ad essere stato attaccato proveniva dall’Uzbekistan, nonostante i primi camion hanno gia’ varcato il confine tra Pakistan ed Afghanistan. E per di piu’ il luogo dell’attentato non e’ propriamente una delle zone a maggio controllo talebano.

Ad uno sguardo piu’ attento potrebbe sembrare un avvertimento in puro stile mafioso, per mandare un messaggio a te colpisco il tuo amico. Forse ai talebani non interessa tanto la riapertura della strada di rifornimento, ma bensi’ che la riapertura sia avvenuta senza tasse a carico dei mezzi in transito. Il governo pakistano infatti prima di acconsentire alla rinuncia nell’applicazione di tasse aggiuntive ai mezzi diretti in Afghanistan aveva richiesto alla NATO la fantasmagorica cifra di 5000 dollari  a camion, quando prima della chiusura della strada la NATO di dollari ne pagava 250 a veicolo.

Sembrerebbe quindi di trovarsi dentro all’ennesimo intricato caso di collusione tra talebani e governo pakistano, con i servizi segreti pakistan (l’ISI)  a fare come sempre da tramite. Non va dimenticato che la strada che collega Pakistan e Afghanistan e’ sempre stata una vera miniera d’oro per le milizie che la controllavano e forse il messaggio arrivato dal nord era diretto anche alle forze incaricate di sorvegliare la sicurezza dei convogli, ossia un avvertimento di cosa possa accadere se le antiche usanze non dovessero venire ripristinate.

Tuttavia le cose sono oggi piu’ complicate, con il Pakistan allo sbando e sull’orlo del colpo di stato. L’ISI non ha forse piu’ il controllo della situazione e formazioni talebane sono sempre piu’ spesso attive su suolo pakistano arrivando a scontrarsi con le forze di sicurezza. Per contro in Afghanistan il Presidente Karzai ha chiesto ai talebani di presentrsi alle future elezioni come forza politica.

Viene da chiedersi anche quali siano i rapporti di forza tra i talebani stessi dato che in tutto questo marasma la riapertura della strada Pakistan-Afghanistan sebbene faccia gola a molti potrebbe turbare profondamente i gia’ delicatissimi equilibri tra gli attori della regione, in tutto cio’ l’Uzbekistan ha tutto il tempo per pentirsi delle sue scelte…

http://www.dirittiglobali.it/index.php?view=article&catid=33:internazionale&id=34678:pakistan-scandali-scontri-armati-la-tempesta-perfetta-allombra-dei-militari-&format=pdf&ml=2&mlt=yoo_explorer&tmpl=component

http://india.nydailynews.com/newsarticle/5006ad0dc3d4ca5b43000004/22-nato-fuel-supply-trucks-destroyed-in-afghanistan

2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. massim
    Lug 20, 2012 @ 14:10:35

    Come al solito molto interessante. Posterò l’articolo sulla pagina Facebook della “defunta” Eco…😉
    Saluti e alle prossime!
    Massimiliano

    Rispondi

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