Gli Stati Uniti ripartono da Lenin, ed in Pakistan apprezzano

A volte la storia si diverte nei modi piu’ strani. E’ notizia recentissima che gli Stati Uniti cominceranno il loro ritiro dall’Afghanistan avendo come base logistica la citta’ natale di Lenin!!! Il governo russo ha infatti permesso alla NATO di utilizzare l’aereoporto militare di Ulyanovsk a partire dal primo agosto. L’accordo ha suscitato accese proteste in Russia, alla testa delle quali si e’ posto il leader del Partito Comunista, Gennady Zyuganov. Proprio a causa di tali proteste sia le autorita’ russe che i portavoce della NATO si sono affrettati a dichiarare che non c’e’ assolutamente intenzione di creare una base NATO sul suolo russo, e che gli accordi per l’uso dello spazio di Ulyanovsk non prevedono il carico, scarico e trasporto di materiale esplosivo o comunque pericoloso, e che nella base russa non verra’ utilizzato personale militare straniero.

Il sorprendente accordo si inserisce nella complicatissima questione dell’annunciato ritiro americano dall’Afghanistan, che, mentre l’attenzione dei media di tutto il mondo e’ puntata sulla Siria, sta letteralmente mettendo sottosopra l’Asia Centrale e zone limitrofe. Il “Grande gioco” e’ ufficialmente cominciato, come la recente svolta filo-americana dell’Uzbekistan ha dimostrato, ed il futuro prossimo non sara’ avaro di sorprese.
Per quanto poco possa valere l’uso di una base militare prestata, tutto sembra voler indicare come USA e Russia stiano cercando di trovare accordi piuttosto che motivi di scontro. La stessa crisi siriana nei suoi recenti sviluppi assume toni da “guerra fredda” dove al mostrare i muscoli segue la ricerca di accordi senza l’uso delle armi. Resta da vedere se siamo davvero sul punto di tornare ad una geopolitica bipolare o se invece gli sviluppi prenderanno direzioni inaspettate.

Tornando all’Afghanistan possiamo vedere come gli USA abbiano una seconda strada per tornare in patria, e questa strada passa dal Pakistan. Le relazioni tra i due paesi sono pessime, al punto che per trovare accordi in merito al ritiro afghano gli Stati Uniti sono arrivati al punto di chiedere ufficialmente scusa per l’errore che in febbraio ha portato alla morte di 24 militari afghani, nonche’ alla chiusura, come ritorsione, delle vie di rifornimento alle forze NATO passanti per il Pakistan.
Proprio la riapertura di tale vie e’ oggetto di discussioni all’interno dell’amministrazione Obama dove si fronteggiano fautori delle due “vie di fuga”; due percorsi dal notevole peso geopolitico soprattutto in relazione ai rapporti con la Russia.

E proprio la riapertura delle vie di rifornimento sta scatenando proteste e dimostrazioni in Pakistan. Da Lahore e’ partita una carovana di veicoli con a bordo circa 8000 persone dirette a Islamabad per protestare davanti alla sede del Parlamento.
Da notare come tra oppositori alla riapertura di rapporti cordiali con gli Stati Uniti vi siano sia leader di forze islamiste che alti membri dei servizi segreti pakistani. Tutto cio’ sta ancora piu’ a confermare come il Pakistan non abbia mai avuto un ruolo chiaro nella guerra afghana, essendo di fatto alleato degli USA ma vincolato da una gran parte di popolazione di etnia Pasthun, la stessa dei Talibani. I servizi segreti pakistani (ISI) non hanno mai smesso di appoggiare gli studenti afghani, nonostante le posizioni ufficiali del proprio paese, e si sono fatti fautori di un clima di instabilita’ che mette a repentaglio la sopravvivenza stessa del Governo afghano.

Gli americani si trovano quindi di fronte a scelte importanti e dalle profonde conseguenze geopolitiche, ossia mutare il proprio atteggiamento verso il tradizionale nemico russo o affidarsi ad un alleato “infedele” sempre piu’ vicino alla Cina e senza il totale controllo del proprio territorio.
Ma come spesso accaduto non e’ escluso che gli USA sapranno prendere la decisione piu’ catastrofica…

http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/109967-pakistan,-parte-grande-marcia-contro-riapertura-linee-rifornimento-nato

http://en.rian.ru/world/20120709/174482304.html

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