C’eravamo tanto amati: il PEOP e gli affari balcanici

A volte capita di avere delle conoscenze che col tempo si perdono; si inizia a sentirsi meno, sempre di meno, fino a non sapere piu’ nulla di quella conoscenza: dove sia, cosa faccia, come stia. Ecco in parte questa e’ la situazione della pipeline nota come Pan European Oil Pipeline (PEOP).

Gia’ il nome fa sospettare che si tratta(va) di un progetto non indifferente. L’idea era di portare il petrolio russo e della regione caspica in Europa attraverso il Mar Nero bypassando la Turchia (a causa della congestione del Bosforo). I paesi coinvolti nel progetto erano la Romania, la Serbia, la Croazia, la Slovenia e l’Italia, erano poi previste diramazioni e “allacciamenti” per portare il greggio praticamente verso qualunque parte d’Europa.

Tuttavia il progetto non parte bene dato che alle prime proposte del 2002 seguono diversi rinvii ritardando la firma dell’accordo, che avviene a Zagabria nel 2007. Anche le motivazioni non sembrano essere delle piu’ benauguranti: i paesi piu’ interessati alla riuscita sono la Serbia, per rendersi energeticamente indipendente dalla Croazia (partner del progetto!!!) e la Romania, che vedeva nel progetto un importante sviluppo del proprio mercato energetico. Ed infatti sono gli altri membri che ben presto si defilano: la Slovenia assume una posizione paradossale lamentando, fin dal 2006, il previsto passaggio dell’oleodotto in una propria zona protetta (il Carso sloveno) ma allo stesso tempo sostenendo il progetto, pur senza partecipare al consorzio di compagnie in procinto di realizzarlo; ma la fatale rinuncia viene dalla Croazia. All’inizio del 2010 infatti la compagnia croata decide di congelare la sua partecipazione criticando la posizione slovena e accusando l’Italia di non dare segnali della volonta’ di sostenere il progetto.

Le ultime notizie sono del 2010 (e la pipeline era prevista essere pronta per il 2012) quando Romania e Serbia rispondono alla Croazia che costruiranno comunque il tratto dal Mar Nero alla citta’ serba di Pancevo, e poi del maggio dello stesso anno quando Romania e stavolta Croazia ribadiscono il loro interesse per il progetto (che la Croazia aveva appena di fatto abbandonato per seguire sirene di accordi bilaterali con la Russia), ma Slovenia e Italia rispondono che lo stesso e’ ancora in stallo!

Poi piu’ nulla…

Come epitaffio si potrebbero riportare le dichiarazioni fatte dalla Commissione Europea nel 2007 che esaltavano la Pan European Oil Pipeline come un buon esempio di collaborazione tra i membri della comunita’ energetica!!!

http://en.wikipedia.org/wiki/Pan-European_Oil_Pipeline

http://www.ens-newswire.com/ens/apr2007/2007-04-03-03.asp

http://uk.reuters.com/article/2009/02/04/janaf-peop-idUKL49836420090204

http://www.iea.org/work/2009/forum/Transnafta2.pdf

http://actmedia.eu/energy-and-environment/romania-croatia-interested-in-constanta-trieste-pan-european-oil-pipeline/27200

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