Oggi diamo un’occhiata a cosa scrivono in Russia di South Stream, il progetto di gasdotto che porterebbe il gas russo verso l’Europa attraverso percorsi che sono ancora in fase di studio ma che comunque prevedrebbero un troncone meridionale, con arrivo in Italia, ed uno settentrionale con arrivo in Austria, nonostante con questo paese mancherebbero al momento accordi commerciali.

Proprio su questo punto e’ recentemente intervenuto Paolo Scaroni, amministratore delegato di ENI, ribadendo come il trovare un accordo con l’Austria sia un obiettivo fondamentale. ENI e’ infatti il principale partner di Gazprom dopo la firma del 15 maggio del 2009 (ma i russi fanno rialire gli accordi al 2006) alla presenza di Vladimir Putin e Silvio Berlusconi. Tuttavia e’ gia’ pronto un piano B dopo che l’Ungheria si e’ offerta come alternativa all’Austria, di fatto abbandonando il progetto Nabucco.

La Russia ha stipulato accordi, commerciali e/o politici, con tutti i paesi che sono previsti essere attraversati dal gasdotto, compresa la Turchia per quanto riguarda le acque territorali del Mar Nero, tranne, appunto, l’Austria. Per arrivare alla realizzazione del progetto si stanno usando gli accordi commerciali piu’ diversi, al punto che pochi giorni fa Gazprom ha dichiarato di essere disposta a finanziare la parte bulgara del gasdotto al posto di futuri pagamenti per il transito del gas. L’esigenza di trovare un percorso che aggiri l’Ucraina (e la Bielorussia) e’ per la Russia questione di vitale importanza.

Putin ha dichiarato pochi giorni fa che i lavori di costruzione del gasdotto inizieranno entro la fine del 2013 e si concluderanno nell’arco massimo di due anni. E saranno due anni di intense relazioni diplomatiche come mostrato dalle pressioni russe sulla Bulgaria quando il parlamento bulgaro espresse riserve sul progetto, ovviamente la minaccia paventata dalla Russia fu di sostituire tale paese con la Romania, e le riserve rientrarono subito…

Per quanto riguarda l’Italia possiamo facilmente intuire come il progetto sia di notevole rilevanza geopolitica sia per il percorso previsto sia per la partecipazione di ENI, il che tuttavia puo’ creare difficolta’ nelle relazioni internazionali sia con l’UE sia con gli USA.

Va poi sottolineato come South Stream stia procedendo a vele spiegate facendo accordi bilaterali grazie alla debolezza dell’UE nel trovare una posizione comune in tema energetico, allarme ribadito dalla Commissione Europea e che al momento l’unico pericolo per South Stream, e per il gemello North Stream, sia un clamoroso autogol…

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