Nozioni base di geopolitica delle risorse

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Fonte immagine: Geograph

Qui di seguito alcune nozioni fondamentali per avvicinarsi al tema, giusto un punto di partenza:

EU: e’ messa male, necessita di risorse per mantenere la propria economia e non ne produce praticamente manco mezza. Il progetto principale sul quale punta e’ il Nabucco, un gasdotto che unirebbe Unione Europea e Azerbajian, con possibili “prolunghe” per l’Asia Centrale. Nabucco perde pezzi giorno dopo giorno peggio di una vecchia Alfa, fortemente osteggiato dalla Russia e nemmeno i membri dell’EU ci credono poi tanto.

Germania: la nazione “guida” dell’Unione Europea legatissima per affari ai progetti russi.

Italia: ovvero una rendita geografica, dato che la maggior parte delle pipelines, realizzate o progettate arriva nello stivale.

Russia: forte delle sue esportazioni fa la voce grossa con l’Unione Europea ed ogni tanto chiude i rubinetti (tanto per far ricordare di chi e’ il pallone). Tramite Gazprom Putin sta rimettendo in piedi un impero, con forti mire sull’Asia Centrale visto che prima o poi il gas di casa finisce. La Russia deve fare i conti con la Cina, un alleato mai troppo comodo.

Turchia: A cavallo di due mondi, mai voluta in Europa ma membro della NATO. Attraverso questo paese giunge il gas centroasiatico.

Cina: affamatissima di risorse energetiche, sta trivellando ovunque (Sahara compreso). Forte della sua liquidita’a differenza dei paesi occidentali non fa il calcolo spesa/ricavo ma spesa/possibilita’ di ricavo, avventurandosi in imprese anche difficili, come la costruzione di pipelines dal Sahara all’oceano. La Cina sta tessendo relazioni ovunque tagliando fuori l’EU e non sempre con il consenso russo.

Asia Centrale: la terra degli -stan appena resasi indipendente dal controllo russo sta per ricaderci. Una classe politica cresciuta alle scuole di partito di Mosca seduta su un vero e proprio tesoro energetico. Giocano a fare l’ago della bilancia e si vendono al miglior offerente, non amano l’EU e i continui richiami per la mancanza di democrazia e rispetto dei diritti umani. Le elites al potere hanno sfruttato la “guerra santa” americana per combattere le opposizioni di casa propria ma ora amano fare affari con la Cina e la Russia e’ vicina… Tutto cio’ vale soprattutto per il Turkmenistan, una sorta di versione burocratica dell’Arabia Saudita.

USA: impelagati in Iraq prima ed in Afghanistan poi decidono ora di mettersi a fare la voce grossa con l’Iran, decisamente una politica energetica suicida. Hanno tentato di aprire un corridoio per gas e petrolio ma hanno aperto solo il vaso di Pandora… Non sanno che pesci prendere in Siria.

Iran: volenti o nolenti un importantissimo paese produttore e la EU lo sa bene visto che non ha tanta voglia di fargli guerra conto terzi… Il problema iraniano e’ la mancanza di raffinerie e “qualche” tensione interna. L’Iran sta tessendo rapporti con Cina, Russia e Pakistan (che non e’ piu’ tanto amico degli USA), ed inoltre sta eliminando il dollaro come moneta di scambio. Decisamente un attore importante…

Israele: ha appena scoperto un immenso patrimonio energetico davanti alla porta di casa, equilibri instabili in zona (soprattutto quelli con la Turchia).

Azerbaijan: tante riserve in vendita al miglior offerente, un asta azera e’ al di la’ di ogni immaginazione…

Questo per iniziare; per approfondimenti su cartelli di produttori, i giacimenti di Israele e le vicende del Nabucco si rimanda ad East Journal, qui ho solo delineato uno scenario.

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