La Cina in Mongolia, una tappa verso la crediblità?

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Il treno che unisce Pechino al confine con la Mongolia

La recente visita diplomatica del presidente cinese Xi Jinping nella capitale mongola, potrebbe rappresentare un momento molto importante nel panorama diplomatico asiatico prossimo venturo. Ma in un’epoca globalizzata come la nostra non c’è mossa sullo scacchiere che non tocchi tutte le pedine, per questo motivo un evento così lontano, potrebbe riguardare da vicino anche il futuro di tutto il continente eurasiatico, Europa inclusa. Cina e Mongolia non sono tradizionalmente paesi amici, anche per questo motivo tutta l’Asia, direttamente coinvolta nelle scelte diplomatiche cinesi, guarda con estremo interesse agli sviluppi di questo incontro. Altro

La foto della domenica

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Tramonto nei pressi del lago Tolbo – Mongolia

Come abbiamo detto più volte, la Mongolia è bellissima. L’immensità dei paesaggi lascia senza fiato. In questa foto il tramonto, nei pressi del lago Tolbo (ovest del paese), diventa un tripudio di fiamme che dal cielo scendono a ricoprire ogni cosa, incluse le tre gher. Di fianco alle gher si intravedono parabole e pannelli solari, anche i nomadi delle steppe tendono a modernizzarsi, anche se il ciclo della loro vita sembra rimanere immutato nei millenni. Uno dei paesi più belli del mondo, la Mongolia ha innumerevoli emozioni da regalare da chi voglia avventurarsi sulle sue piste.

Il visto turistico per l’Afghanistan

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Bandiera afghana

Turismo e Afghanistan sono due parole che sembrerebbe difficile coniugare, vista lo stato di guerra quasi incessante nel paese. L’Afghanistan è una terra all’incrocio di diversi mondi, con una storia di battaglie e fieri guerrieri, ma la cosa più fatale è stata l’essere confine tra due imperi: quello russo e quello inglese. Vicende magistralmente raccontate in un libro dal titolo ormai abusato: Il grande gioco, di Peter Hopkirk. Eppure l’Afghanistan ha vissuto momenti molto diversi, come negli anni ’60 quando era luogo di passaggio per il Magical Mystery Tour, un viaggio in bus che portava gli hippies europei in India, sfiorando a volte l’Italia, dove la tappa consueta era Trieste. Attratti dall’oppio, costante della storia afghana, numerosi occidentali si fermarono a Kahandar. Fermo restando che un viaggio in Afghanistan rimane a rischio e pericolo di chi lo compie, vediamo come ottenere il visto necessario. Altro

Dali (大理市) e Lijiang (丽江市), due bellezze dello Yunnan

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Tre Pagode – Dali

Se lo Yunnan è delle regioni cinesi più amate dal turismo internazionale, lo deve in gran parte all’attrazione esercitata da queste due cittadine: Dali e Lijiang. A completare un circuito turistico classico vi era anche Shrangri-La, prima che venisse gravemente danneggiata da un incendio. Questa parte di Yunnan, quella settentrionale, si colloca tra gli alti monti che portano in Tibet ed è notevolemente diversa da quella meridionale, proiettata verso il Laos, il Vietnam e la Birmania. Il soggiorno a Dali e Lijiang vi permetterà anche di avvicinarvi a diverse minoranze etniche della Cina, come i Bai ed i Naxi. Altro

Russia ed Unione Europea, un amore clandestino?

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Francobollo sovietico dedicato al gas

L’informazione non dice tutto. Senza voler entrare nel campo dei complotti e degli alieni che lavorano per la CIA, è un dato di fatto che servizi d’informazione rivolti al grande pubblico non possono essere completi ed esaurienti, per semplici ragioni di tempo e spazio. Compito del giornalismo sarebbe, soprattutto nell’era di internet, quello di fornire un alto livello qualitativo e gli strumenti affinché gli interessati possano poi approfondire i vari argomenti. Oggi questo non accade, il giornalismo è al servizio del committente di turno, attore politico od economico che sia, senza fornire troppi spunti di riflessione. Per questo chi osservi l’informazione odierna potrà notare come questa proceda senza un filo logico; ma cosa hanno a che fare UE e Russia con tutto questo? Molto. Altro

La foto della domenica

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Mercato – Dien Bien Phu

15 marzo 1954, una data forse oggi dimenticata dai più ma dai grandi significati, soprattutto per i francesi. In quei giorni si svolse la battaglia di Dien Bien Phu (13 marzo – 7 maggio), che sancì la fine dell’impero coloniale francese. Nel suo bunker il comandante dell’artiglieria, Charles Piroth, si suicidò non avendo potuto fermare l’avanzata delle truppe del comandante Giap. Oggi di quel bunker non resta nulla, solo uno spazio vuoto, una targa in pietra ricorda il luogo dove Piroth si fece esplodere con una granata, ma nessuno sembra farci caso. Davanti a quello che fu la sede di comando dell’artiglieria francese si svolge il mercato di Dien Bien Phu, segnando forse per la Francia una sconfitta ancora più profonda che la perdita del suo impero.

Altre foto disponibili su Flickr

Mongols of Yunnan, the last Gengis Khan’s heirs

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Mongol woman in Xingmeng

Tonghai (通海县) is a town in the Chinese region of Yunnan, on the road between Yuanyang rice terraces and the county seat: Kunming. Chinese as well don’t know Tonghai so much, except for people keen in swords and knives. The town has an ancient tradition of master armores, so could you happen, got off from your bus, to be approached by an old woman trying to sell you a claps knife. But in Tonghai there is, among others, a good reason to visit it: the Mongol village of Xingmeng (兴蒙蒙古族乡), just around 10km far away and easy to arrive at. Altro

Shangri-La (香格里拉), un sogno andato in fumo

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La città vecchia di Shangri-La oggi

L’essere umano ha bisogno di sognare, avere mete a cui tendere, reali o meno. Le mitologie di ogni popolo sono ricche di luoghi immaginari dove la vita scorre felice e, soprattutto, lontana dai problemi di ogni giorno. Sin dall’antichità esiste una vera e propria letteratura “paradisiaca”, tradizione continuata sino ad oggi. Forse la fuga nel sogno è uno dei motori stessi della creazione artistica, ma a volte accade che qualcuno i sogni voglia realizzarli, renderli concreti magari per sfruttarne commercialmente l’aurea mitica che li circonda, come sembra essere il caso di Shangri-La. Tuttavia a volte i sogni, come bolle di sapone, svaniscono nel nulla. Altro

I khmer krom tra odio etnico e rivoluzioni colorate

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Un monaco durante il suo studio – Phnom Penh

I khmer krom sono una minoranza di etnia khmer residente in Vietnam. La loro esistenza rappresenta una questione mai del tutto risolta tra i due paesi del sudest asiatico. I khmer krom sono infatti presenti nel Vietnam meridionale, la regione dove si trova anche la fu Saigon (oggi Ho Chi Minh City), in un territorio un tempo appartenente all’Impero Khmer, predecessore dell’odierna Cambogia. Questo gruppo etnico ha recentemente tenuto, per le strade di Phnom Penh – la capitale cambogiana – una mobilitazione dal sapore antivietnamita durata tre giorni. L’iniziativa ha lasciato dietro di sé una serie di polemiche e di spunti di riflessione, che proveremo qui ad illustrare. Altro

La foto della domenica

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Turkmenistan – La porta dell’inferno

Nel mezzo del deserto del Karakum uno dei simboli della progettazione sovietica, ossia un giacimento di gas che brucia ininterrottamente dal 1971. Tutto iniziò quando i sovietici decisero di trivellare questa zona del Turkmenistan (allora parte dell’URSS) in cerca di petrolio. Il suolo crollò lasciando libero sfogo ad un giacimento di gas sottostante. I tecnici sovietici decisero di dare fuoco al giacimento per eliminare la fonte di dannose esalazioni, convinti che il gas si sarebbe esaurito in pochi giorni, sono passati più di 40 anni… Oggi il cratere, le cui fiamme la notte sono visibili a grande distanza, è una delle mete più turistiche del Turkmenistan. Ironia della sorte vuole che che il villaggio più vicino al giacimento di gas si chiami Darvaza, che in turkmeno significa proprio porta!

Voci precedenti più vecchie

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