La foto della domenica

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Una bancarella al bazaar di Kashgar – Xinjiang (China)

Situata nel Xinjiang, la città di Kashgar è storicamente un crocevia, qui si incontravano infatti le diverse rotte della Via della Seta che circumnavigavano il deserto del Takamaklan. Per chi invece proveniva da ovest Kashgar era tappa necessaria per preparare la successiva parte del viaggio. Kashgar era inoltre punto d’incontro tra aree del Xinjiang dalle diverse influenze culturali, a cavallo tra Cina ed Asia Centrale. Il bazaar di Kashgar è il più grande del nord-ovest della Cina, sebbene oggi sia stato distribuito in vari punti della città. Oggi ci sono circa 20 mercati a Kashgar, il più importante dei quali è l’’International Trade Market of Central and Western Asia”. Nel Xinjiang i mercati hanno un’importante funzione sociale, essendo punto di incontro e aggregazione tra le persone. Qui troverete davvero di tutto; nel caso in cui decidiate di non comprare qualcosa siate gentili e ringraziate comunque il venditore, il bazaar è anche luogo di cultura e rispetto.

 

Il visto turistico per il Pakistan

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Bandiera pakistana

Probabilmente il Pakistan è al momento uno dei luoghi più pericolosi al mondo, fatta eccezione per paesi come l’Irak o la Siria dove guerre sono attualmente in corso. Il paese si regge su di un equilibrio fragilissimo tra le forze armate ed il potere politico. La vita pakistana è sempre stata dominata dal rapporto con l’India, il nemico storico, al punto che questo tema è stato all’origine di colpi di stato ed omicidi eccellenti. Oggi il presidente eletto, Nawaz Sharif, è favorevole ad un riavvicinamento al vicino indiano, il che rende molto inquieta la situazione politica pakistana. Il Pakistan si trova inoltre invischiato nelle vicende che ruotano intorno al fondamentalismo islamico, con i suoi servizi segreti, a volte in contrasto con la linea politica ufficiale, che da tempo sostengono i Talebani afghani. Davvero un paese difficile e sul punto di esplodere, in ogni caso vediamo come arrivarci. Altro

Il suicidio, un sintomo del progresso?

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Tonga, un’immagine da cartolina

Questo blog si è più volte occupato del suicidio, in particolare per il suo essere manifestazione di crisi economica e culturale. Il suicidio è sempre stato un tema del quale non si parla volentieri, quasi come possedesse una carica eversiva ben più inattaccabile della rivolta, il suicida ponendosi definitivamente fuori dall’ordine costituito, facendo quindi “altro” non può di fatto essere condannato, la sua voce continua a riecheggiare. Il suicidio è spesso riconducibile alla perdita di certezze, siano queste individuali o collettive. La globalizzazione ha di fatto scardinato le società tradizionali, sostituendo al mondo conosciuto un mondo lontano, ignoto e spesso veicolato dai mezzi di informazione che lo propagano in forma stereotipata e superficiale. Il suicidio è un vero e proprio fantasma internazionalista che unisce regioni del mondo estremamente diverse fra loro. Altro

Il dramma della buonafede

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Vita di Confucio scritta dal gesuita Padre Prospero Intorcetta

Spesso, chi si ritiene nel giusto compie grossi danni per l’incapacità di vedere che il suo concetto di giustizia non è valido universalmente. La gradazione di questa miopia ha una scala vastissima: si va dai conflitti di religione al volere aiutare a tutti i costi il prossimo, pur non avendone le capacità. Come ben sa chi si occupa di volontariato, le buone intenzioni non bastano e spesso sono d’intralcio. Sul campo ci vogliono conoscenze e capacità di adattamento, pena risultati controproducenti. La buonafede può essere addirittura pericolosa nel caso in cui, in occasione del confronto con il diverso, le brave persone possono diventare molto cattive quando notano che lo “sfortunato” non apprezza le loro attenzioni. Altro

La foto della domenica

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Birra a Siem Reap (Cambogia)

Quando si viaggia in Asia una grande risorsa è la birra. Oltre ad essere rinfrescante, buona e molto spesso leggera, La si può trovare ovunque. La birra è di solito molto più buona dell’acqua in bottiglia che si trova in vendita per strada. Non sempre, soprattutto nelle zone più isolate, si hanno a disposizione supermercati e negozi abbastanza forniti. La qualità dell’acqua in bottiglia cambia moltissimo ed una marca non buona può risultare estremamente pesante. L’acqua è un grande problema in Asia, risultando spesso quella corrente non bevibile, quando non addirittura molto pericolosa. La qualità della birra è invece mediamente buona, pur senza essere eccelsa o troppo ricercata. La sua bassa gradazione, insieme alla sudorazione dovuta al caldo, ne limitano fortemente le conseguenze rendendola accessibile a tutti. In sostanza l’Asia senza una birra è meno Asia; ammirare un tramonto sul Mekong sorseggiando una bottiglietta d’acqua sembra quasi un sacrilegio… Buona birra a tutti e visitate WeWantBeer, il forum di colui che per conto di questo blog cura l’account Flickr.

 

Gli alberghi dove ho dormito: Cambogia (ed un po’ di Thailandia e Laos)

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In Cambogia il turismo è concentrato in gran parte a Siem Reap, la città più vicina ai templi di Angkor, attrazione di fama mondiale e patrimonio dell’umanità. Notizie recenti segnalano addirittura nella zona carenza di strutture ricettive, per via della crescita esponenziale nel numero dei turisti. Altra importante città dal punto di vista turistico è la capitale, Phnom Penh, dove si possono trovare alberghi anche di alto livello dotati di ogni comfort. Il resto del paese offre alloggi decenti ma che necessitano comunque di spirito di adattamento ad eccezione, forse, di Shianoukville, situata nel sud del paese ed affacciata sul golfo del Siam. Tuttavia la Cambogia è in rapida crescita e il comparto alberghiero molto probabilmente vedrà un prossimo sviluppo degno di nota. Altro

Caos in Laos, le guerre contro gli haw

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Banda di haw – Museo Nazionale di Vientiane (Laos)

Per tutto il Sud-Est asiatico il XIX secolo fu un periodo di profondi mutamenti, quando la penetazione coloniale produsse una serie di reazioni dagli effetti dirompenti visibili anche oggi. Se l’attenzione degli storici si volge soprattutto alla Cina, tuttavia anche paesi come il Laos, pur nella loro apparente indolenza, furono al centro di sconvolgimenti dalle profonde implicazioni. Più difficilmente accessibile degli stati vicini, il Laos si trovava ad essere un vero e proprio punto d’incontro di geopolitiche differenti: ad ovest la Birmania e l’espansionismo inglese, ad ovest quello francese in Vietnam mentre a nord doveva confrontarsi con una Cina non ancora unificata travagliata da veri e propri terremoti sociali e politici. Altro

Le grotte buddhiste del Xinjiang

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Le grotte di Kizil

Posto lungo quella che fu la Via della Seta la regione automa del Xinjiang ha una storia lunga millenni, visitarla significa fare un vero e proprio salto nel tempo. Una della principali attrazioni sono le numerose grotte scavate nella roccia e decorate da affreschi buddhisti. Vero e proprio luogo di incontro tra culture diverse la Via della Seta ci ha lasciato questo preziosissimo tesoro, risalente all’epoca in cui nel Xinjiang la religione più diffusa era il buddhismo, portato dai mercanti a dorso di cammello. L’islamizzazione della religione fu un processo graduale iniziato nel X secolo con la dinastia dei Kaharakanidi e conclusosi solo vari secoli più tardi. Le grotte del Xinjiang sono dei veri e propri capolavori, sebbene non sempre facilmente raggiungibili, rappresentanti scene della vita del Buddha ed altre immagini tratte dall’iconografia buddhista. Altro

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Moschea dello sceicco Lotf Allah – Esfahan (Iran)

Esfahan è una della città più belle dell’Iran. Le sue origini risalgono molto indietro nel tempo, ancor prima dell’impero sasanide. Conquistata prima dagli arabi e poi dai mongoli divenne importante sotto la dinastia safavide, in particolare al tempo di Abbas il Grande che le diede l’aspetto che ha tutt’ora, rendendola una città famosa per i suoi palazzi ed i suoi giardini pubblici. La piazza Imam Khomeini, chiamata ufficialmente Meydan Naqsh-e Jahān, è una delle più grandi del mondo e dal 1979 è patrimonio dell’umanità in tutto il suo complesso. Sulla piazza affacciano diversi edifici tra cui la moschea dello sceicco Loft Allah e la splendida Moschea dello Scià. Un antico detto persiano sostiene che Esfahan è la metà del mondo, di sicuro si tratta di una città da visitare assolutamente.

Ribelli e partigiani, storie dal passato

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Vietcong durante la Guerra del Vietnam

A volte capita di riprendere in mano dei libri, rileggerli e scoprire dei significati del tutto sfuggiti nella lettura precedente. Ricordo mi capitò con Il deserto dei tartari di Dino Buzzati, solito libro imposto a scuola ed al tempo non capito. Ora lo stesso mi succede con Asce di guerra, scritto dal collettivo Wu Ming in collaborazione con il partigiano Ravagli. Non un ex-partigiano, parafrasando il titolo di un altro libro interessante ma molto meno coinvolgente, ma un uomo che partigiano lo è stato per tutta la vita. Ho riletto questo libro grazie all’invito di un lettore di Farfalle e Trincee, spinto inolte dal fatto che dalle sue pagine emerge la storia recente di un paese poco presente nel nostro immaginario: il Laos. Altro

Voci precedenti più vecchie

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