Nomadi e sedentari, elogio della Guerra fredda

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Un nomade mongolo – Fonte wikicommon

Quello tra popolazioni nomadi e civiltà sedentarie è uno dei paragoni più utilizzati per indicare differenze insormontabili. Cosa può unire dei temibili cacciatori a dei pacifici agricoltori? Apparentemente nulla e la storia sembra insegnarlo, spesso infatti ci racconta di sanguinari attacchi che dalle steppe arrivano a saccheggiare città e villaggi, in un ciclo apparentemente senza fine. Eppure un libro davvero interessante, The perilous frontier, scritto dall’antropologo americano Thomas J. Barfield in cui l’autore prova ad andare più a fondo nei rapporti che legano dei nemici apparentemente inconciliabili, soprattutto per quello che riguarda la frontiera settentrionale della Cina. Altro

Uno Yunnan poco conosciuto: Tengchong (腾冲)

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Dintorni di Tengchong

La regione dello Yunnan è forse una delle più note mete turistiche della Cina, tuttavia riserva anche delle piacevolissime destinazioni note perlopiù al turismo interno; come appunto Tengchong, una cittadina sita nei pressi del confine con la Birmania, nell’ovest dello Yunnan, in una zona caratterizzata anche dalla presenza di diverse formazioni vulcaniche e sorgenti d’acqua calda. Abbastanza piccola per gli standard cinesi, circa 50mila abitanti, Tengchong sta diventando una meta di primario interesse, anche grazie alla “sponsorizzazione” governativa. In ogni caso resta una città assolutamente vivibile, facile da visitare e senza troppi turisti occidentali. Altro

L’Islam, una falsa speranza?

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Immagine tratta da uznews.net

La speranza in un futuro migliore dovrebbe essere parte della stessa natura umana, migliorare le proprie condizioni di vita è un potente stimolo ad agire, come purtroppo ci ricordano i numerosi sbarchi di profughi sulle coste italiane, persone in fuga da guerre e miseria alla ricerca, appunto, di un destino diverso. L’Islam è sempre più presente nel mondo occidentale, un possibile modello di vita alternativo non privo di contraddizioni. Ma un modello di vita alternativo è possibile? Come può l’Islam farsi modello in un contesto laico come quello occidentale? Domande difficili alle quali non possiamo che suggerire timidamente degli spunti di riflessione. Altro

La foto della domenica

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Isfahan – Iran

Il bazar Qeysariyeh di Isfahan, una città iraniana splendida. Come splendido è l’Iran tutto, in particolare il suo popolo. Gli iraniani sono persone squisite, dalla gentilezza commovente, sempre pronti a dare una mano e desiderosi di parlare con gli stanieri, soprattutto per chiedere come l’Iran è visto al di fuori dei suoi confini. Nel XVI sec, sotto la dinastia safavide, Isfahan divenne capitale della Persia, uno splendore testimoniato ancora oggi dalla bellezza della sua architettura, come nel caso della piazza Naqsh-e-Jahān, una tra le più grandi al mondo, dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. Proprio sul lato nord della piazza sorge il bazar della foto, costruito dai safavidi nel 1620.

Il visto turistico per l’Uzbekistan

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Bandiera uzbeka

L’Uzbekistan è un paese ricco di fascino e di storia: Samarcanda, Buchara, Tamerlano e la Via della Seta. Ma anche la Valle di Fergana ed il lago d’Aral, aree problematiche ma che meritano una visita; così come l’incredibile collezione Savitsky, autentico gioiello d’arte nel Karakalpakstan. Come sempre, prima di partire per l’Asia Centrale, controllate le ultime notizie e preparatevi a cambiamenti di itinerario. Come successo a me quando, una volta entrato nel paese, sono stato informato dalle guardie di confine della chiusura del valico di Panjakent (verso il Tagikistan). A differenza di altri paesi centroasiatici l’Uzbekistan richiede ancora il visto d’ingresso, vediamo quindi come poterlo ottenere. Altro

Il Laos in pullman, strade dissestate e panorami stupendi

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Scritto per TuttoLaos

Uno dei modi più interessanti di visitare il Laos è farlo utilizzando i trasporti locali, nella maggior parte dei casi pullman. A seconda della tratta ne troverete di enormi, di medi e di piccoli, ma in ogni caso saranno esperienze molto interessanti. La zona del paese in cui vi troverete determinerà la difficoltà del viaggio in pullman, essendo il Laos un paese dagli ambienti molto vari: dalle vette del nord si scende sempre più fino agli altipiani che confinano con la Cambogia. Viaggiare in pullman è anche il modo migliore per entrare in contatto con un popolo stupendo, e che contatto! Altro

Le comunità mongole del Xinjiang (e dintorni)

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Korla – Xinjiang (China)

Come ben sapranno i lettori più affezionati, Farfalle e trincee ha diverse volte affrontato la complessità etnica della regione autonoma del Xinjiang. In questo caso verranno passate in sommaria rassegna le comunità mongole sparse in questa parte del territorio cinese. Come la storia insegna, il nord e l’ovest della Cina hanno avuto vicende frastagliate e complesse, dove miriadi di popoli si sono scontrati, alleati, allontanati ed alcuni sono stati annientati. Questo ha fatto sì che le componenti etniche del Xinjiang, zone limitrofe comprese, siano varie e non di facile individuazione, tanto più ciò vale per i mongoli che, tramite le loro conquiste, si sono diffusi in luoghi anche molto lontani tra loro. Se quindi vi capiterà di incontrare una gher lontano dalla Mongolia propriamente detta, non stupitevi. Altro

La foto della domenica

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Bangkok – Aeroporto Don Muang

Un aereo all’alba, fermo nel secondo aeroporto di Bangkok, la capitale thailandese. Da qui partono i voli delle low cost asiatiche (su tutti Airasia) che portano praticamente ovunque. Viaggiare per il continente asiatico in aereo è soluzione facile ed economica. La vastità del continente ne fa un mezzo molto utilizzato, anche nelle zone più remote. Volare con una compagnia locale è inoltre un modo per entrare in contatto con le persone del paese in cui vi trovate senza dove affrontare il caos dei treni o dei bus. Con qualche decina di euro si può andare, come detto, praticamente ovunque, facilitati dal fatto che il poter richiedere visti all’arrivo in aereoporto è ormai una realtà in diversi paesi. Risulta inoltre avviata in via sperimentale la politica di concedere visti validi per più paesi, ad esempio Laos e Thailandia. Non resta che informarsi e partire…

Altre foto possono essere viste sull’account Flickr

Il visto turistico per il Tagikistan

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Bandiera del Tagikistan

Come entrare in uno dei paesi meno conosciuti e più affascinanti del mondo? Non è difficile, basta avere accortezza e pazienza. Come sempre in Asia Centrale, d’altronde. Il Tagikistan, dal punto di vista della documentazione necessaria per l’ingresso, è diviso in due parti, ossia il Gorno-Badakshan (detto comunemente Pamir) ed il resto del paese. Prima di partire si raccomanda la letture delle ultime notizie in merito a visti e ordine pubblico, in quanto non è caso sporadico che le frontiere tra il Tagikistan ed i paesi confinanti siano chiuse per vari motivi, dagli scontri etnici ad azioni antiterrorismo. Ma non fatevi spaventare, un viaggio in Tagikistan vale qualche difficoltà. Altro

Patacara, un’eroina buddhista

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Patacara di fronte al Buddha

Quella di Patacara è una delle figure più conosciute della tradizione buddhista (descritta nel Canone Pali), la sua storia ricorda come il buddhismo possa alleviare anche le sofferenze più grandi, permettendo “il superamento” del dolore della vita quotidiana. Sebbene esistano diverse versioni delle vicende di Patacara, tutte sono incentrate sulla perdita degli affetti più cari e sull’incontro con il Buddha, che cambiò per sempre la vita della donna divenuta poi una bhikkhuni, (in lingua pali una monaca pienamente ordinata secondo la dottrina buddhista), salvandola dalla sua follia e conducendola sulla via dell’illuminazione. Altro

Voci precedenti più vecchie

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