Shangri-La (香格里拉), un sogno andato in fumo

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La città vecchia di Shangri-La oggi

L’essere umano ha bisogno di sognare, avere mete a cui tendere, reali o meno. Le mitologie di ogni popolo sono ricche di luoghi immaginari dove la vita scorre felice e, soprattutto, lontana dai problemi di ogni giorno. Sin dall’antichità esiste una vera e propria letteratura “paradisiaca”, tradizione continuata sino ad oggi. Forse la fuga nel sogno è uno dei motori stessi della creazione artistica, ma a volte accade che qualcuno i sogni voglia realizzarli, renderli concreti magari per sfruttarne commercialmente l’aurea mitica che li circonda, come sembra essere il caso di Shangri-La. Tuttavia a volte i sogni, come bolle di sapone, svaniscono nel nulla. Altro

I khmer krom tra odio etnico e rivoluzioni colorate

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Un monaco durante il suo studio – Phnom Penh

I khmer krom sono una minoranza di etnia khmer residente in Vietnam. La loro esistenza rappresenta una questione mai del tutto risolta tra i due paesi del sudest asiatico. I khmer krom sono infatti presenti nel Vietnam meridionale, la regione dove si trova anche la fu Saigon (oggi Ho Chi Minh City), in un territorio un tempo appartenente all’Impero Khmer, predecessore dell’odierna Cambogia. Questo gruppo etnico ha recentemente tenuto, per le strade di Phnom Penh – la capitale cambogiana – una mobilitazione dal sapore antivietnamita durata tre giorni. L’iniziativa ha lasciato dietro di sé una serie di polemiche e di spunti di riflessione, che proveremo qui ad illustrare. Altro

La foto della domenica

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Turkmenistan – La porta dell’inferno

Nel mezzo del deserto del Karakum uno dei simboli della progettazione sovietica, ossia un giacimento di gas che brucia ininterrottamente dal 1971. Tutto iniziò quando i sovietici decisero di trivellare questa zona del Turkmenistan (allora parte dell’URSS) in cerca di petrolio. Il suolo crollò lasciando libero sfogo ad un giacimento di gas sottostante. I tecnici sovietici decisero di dare fuoco al giacimento per eliminare la fonte di dannose esalazioni, convinti che il gas si sarebbe esaurito in pochi giorni, sono passati più di 40 anni… Oggi il cratere, le cui fiamme la notte sono visibili a grande distanza, è una delle mete più turistiche del Turkmenistan. Ironia della sorte vuole che che il villaggio più vicino al giacimento di gas si chiami Darvaza, che in turkmeno significa proprio porta!

Il visto turistico per la Mongolia

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Bandiera mongola

Bella, immensa, avvolgente, sono solo alcuni dei termini con i quali si potrebbe descrivere questo paese meraviglioso. Un paese dall’incredibile ricchezza naturale, con una varietà di ambienti difficile a credersi. Nello stesso giorno in Mongolia si può salire un ghiacciaio ed arrampicarsi su di una duna di sabbia, si può ascoltare il vento ed osservare l’infinito, davvero un paese da visitare almeno una volta nella vita. Tuttavia la Mongolia è isolata, con una difficile posizione geopolitica, stretta tra Cina e Russia, nonché con una popolazione esigua – viste le dimensioni del paese – concentrata perlopiù nella capitale. Un paese quindi non facile da viaggiare, ma che sta tentando di incrementare il turismo, anche attraverso una politica di esenzione del visto per alcuni paesi, tra cui l’Italia. Altro

Un paese di merda: l’Italia

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Fonte immagine deviantart.net

Avrei potuto usare altri titoli come “analisi della crisi del paese Italia”, “esegesi dell’italiano medio” oppure ancora “Italia, cosa succede?”. Invece ho usato la parola merda, si chiama marketing, lo stesso procedimento per cui i giornali riempiono i loro siti di vip nude, per cui la pubblicità ha spesso un sottile rimando al sesso, insomma il modo con cui ci facciamo prendere quotidianamente per il culo, ringraziando. I giornali prendono soldi degli sponsor in base ai click, le tette fanno molti click. Di quello che succede in realtà non interessa a nessuno, meno che mai a chi governa il paese. In Italia stiamo vivendo nel virtuale più sfrenato, senza più la minima capacità di analisi del reale. Altro

Giustizia o vendetta? La condanna dei khmer rossi e la legge di natura

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Una seduta del Tribunale Speciale per i crimini dei khmer rossi

La violenza fa parte dell’essere umano, nonostante oggi la tendenza sia di negare questa banalità, attribuendo il ruolo di “violento” soltanto al nemico. Essere riconosciuti come buoni sembra essere sempre più una necessità vitale nella politica odierna, arrivando ad un’estromissione della violenza dal quotidiano che rischia di sfociare spesso nell’ipocrisia. Ma che senso ha la costruzione di un sistema normativo che certifichi l’essere nel giusto, lasciando al nemico colpe e misfatti? La legge ha preso il posto di Dio, facendosi nuova autorità assoluta con la quale fare i conti. Ma veniamo alla Cambogia. Altro

Al bar della stazione di Da Nang

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Quadro nel bar della stazione di Da Nang

Le stazioni sono per antonomasia un luogo di passaggio dove si possono fare gli incontri più diversi. Persone dalle vite più disparate che per qualche ora, o qualche minuto, si sfiorano ignare l’una dell’altra. Fermarsi ad osservare il via dai delle stazioni permette di fare infiniti viaggi con la fantasia e capita, a volte, di essere colpiti da un particolare, un dettaglio, qualcosa di straniante rispetto al contesto. E ci si ferma, chiedendosi da dove sia giunto quell’aspetto della realtà che stiamo osservando. A me tutto ciò è successo al bar della stazione di Da Nang, in Vietnam, guardando un quadro che, nella mia ignoranza artistica, mi sembra ricco di influenze provenienti da lontano. Altro

La foto della domenica

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Natale ad Hanoi – Vietnam

In Vietnam, come in gran parte dell’Asia, il Natale sta riscuotendo sempre più successo. Tuttavia il significato della festa viene generalmente travisato: il Natale è spesso confuso con S. Valentino, di conseguenza si vedono ovunque coppie che si fotografano abbracciate, bancarelle che vendono palloncini, ed un clima di festa davanti al maxischermo che trasmette la messa di mezzanotte. Dal “tutti più buoni” al “vogliamoci bene” il passo è davvero breve…

Altre foto possono essere viste su Flickr

I samurai: un mito travisato?

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Miyamoto Musashi rappresentato da Yoshitaki Tsunejiro

La figura del samurai è forse l’immagine che più facilmente, insieme ai kamikaze, viene associata al Giappone. Spesso, tuttavia, siamo abituati a leggere realtà diverse attraverso le lenti deformanti della nostra tradizione culturale, rischiando di creare veri e propri falsi miti, cosa abbastanza frequente quando si parla di oriente. Buddhismo, reiki, medicina cinese sono solo alcune realtà asiatiche approdate in occidente e diventate “vittime” di un certo “fanatismo”. Probabilmente la ricerca di un elemento salvifico, tema presente in tutta la storia culturale occidentale, è uno degli elementi che più allontana dalla comprensione dell’oriente e della sua complessità. Altro

Il sentiero di Ho Chi Minh in Laos: Xepon

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La facciata del tempio di Xepon Keo

Su Farfalle e trincee abbiamo già parlato dell’importanza rivestita dal sentiero di Ho Chi Minh durante la Guerra del Vietnam. Questo dedalo di camminamenti correva sul confine tra Vietnam, Laos e Cambogia in zone ancora oggi difficilmente raggiungibili. Una di queste si trova nei pressi di Xepon, una piccola cittadina situata nel centro Laos centrale, al di fuori delle principali rotte turistiche. Visitare Xepon e l’area circostante permette di entrare nel cuore della vita quotidiana dei laotiani, un’esperienza davvero interessante e non comune. Altro

Voci precedenti più vecchie

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