Il potere logora: le invasioni mongole nel sud-est asiatico

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Invasioni mongole del Vietnam – Museo di Hanoi

In una delle piazze più importanti di Ho Chi Minh City, proprio sulla sponda del fiume Sai Gon, c’è una statua dedicata ad un personaggio che a noi occidentali dice poco, ma un vero e proprio eroe per i vietnamiti. Stiamo parlando di Trang Hung Dao, un generale che nel XIII secolo respinse ben tre invasioni mongole, compiendo una delle più grandi imprese nella storia militare di tutti i tempi. Fu infatti qui, nel sud-est asiatico, dove l’impero che fu di Gengis Khan subì le più cocenti sconfitte, senza riuscire a raggiungere quasi nessuno degli obiettivi prefissati. Tutto iniziò con la morte del grande condottiero mongolo, dopo che l’impero venne diviso tra i suoi figli e la Storia prese strade diverse. Altro

La foto della domenica

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L’ingresso del centro di ricerche sui panda a Chengdu – Cina

Il Chengdu Research Base of Giant Panda Breeding è probabilmente il luogo più importante al mondo per lo studio di questo animale molto amato. Situato nei pressi di Chengdu, la capitale della provincia cinese del Sichuan, questo centro è immerso nel verde ed ospita numerosi panda, a volte anche delle cucciolate. Nonostante l’immagine classica il panda non è per niente un animale socievole, come si può vedere osservandolo nel suo habitat. I panda sono poi animali molto pigri, se visitate questo centro andateci di prima mattina o rischierete di non vederne alcuno. Infatti la vita del panda si svolge tra il cibo ed il sonno, metà mattinata è per loro un momento della giornata ottimo per fare un pisolino. In questo centro ci sono anche i panda rossi, misconosciuti e lontani dall’idea comune del panda. Oltre ad essere rossi questi animali sono infatti simili a delle volpi, molto diversi dai panda giganti (il vero nome dei panda). Il Sichuan è famoso per la cucina speziata, un motivo in più per visitare questa regione senza dimenticare di andare a fare un saluto ai panda.

Centinaia di foto di panda (fatte da me) possono essere viste qui, qui e qui (amo i panda!).

Terrorismo e quotidianità, l’arroganza del dolore

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Quando la scelta e’ un lusso…

Il terrore sembra essere diventato una delle principali caratteristiche del nostro tempo. In ogni aspetto del vivere è subentrata una strisciante paura del futuro, sempre più incerto. La crisi economica si accompagna alla paura del terrorismo, del nemico che può colpire ovunque e chiunque, come un incubo che emerge dalle nebbie delle nostre angosce. Ma se leggiamo tra le pagine della Storia, sempre meno maestra di vita, vediamo che l’uomo ha sempre dovuto convivere con la paura dell’improvviso attacco nemico, fosse questo la grandine che distrugge i campi, la razzia di un popolo barbaro o gli aerei alleati che bombardano Dresda. Oggi, tuttavia, sembra che l’intero corso della vita sia sotto la minaccia di un nemico come mai successo prima. Ma le cose stanno davvero così? Altro

Boten, un fallimento cinese-laotiano

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Uno scorcio di Boten

Il Cina il gioco d’azzardo è proibito, questo il punto di partenza. Il punto di arrivo è una città fantasma, Boten, sul confine tra Laos e Cina. La costruzione di isole dedicate proprio al gioco d’azzardo, costruite con capitali cinesi, è un fenomeno presente in varie parti del sud-est asiatico, alcuni esempi sono Chiang Saen in Thailandia o Bokor in Cambogia. I rischi, e gli interessi, legati a queste operazioni finanziarie sono molteplici e coinvolgono la popolazione locale, spesso con conseguenze disastrose. La reputazione della Cina non ne giova di certo, aggravando le accuse di sfruttamento e neocolonialismo che al governo cinese vengono lanciate da più parti. Altro

Acqua e gas in Asia Centrale, una situazione preoccupante

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Deserto del Karakum – Turkmenistan

Acqua e gas sono due elementi sempre più centrali nella geopolitica centroasiatica, due elementi per il cui controllo gli scontri tra le cinque repubbliche ex-sovietiche rischiano di essere sempre più aspri. Gli stati dell’Asia Centrale sono costretti ad una convivenza forzata sia per la distribuzione delle risorse, sia per l’interdipendenza delle loro economie, retaggio di una “geometrica” politica staliniana volta a rendere impossibile la piena autonomia delle entità centroasiatiche. Nonostante l’esigenza di collaborazione gli attriti sembrano invece aumentare in maniera esponenziale, preoccupando gli investitori presenti nella regione, la Cina su tutti. Altro

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Traffico ad Hanoi – Vietnam

Uno degli aspetti che sicuramente colpisce delle città asiatiche è la dimesione del traffico. Certo, anche il resto del mondo è trafficato, ma in Asia il muoversi nelle strade è caotico, apparentemente senza regole e rumoroso, al punto da sembrare una vera e propria bolgia infernale. Se vi fermerete ad osservare il flusso disordinato dei veicoli, noterete tuttavia che questo segue delle regole ben precise. Per provare di avere capito il segreto della strada brulicante dovrete attraversare. Hanoi, come Saigon, è letteralmente sommersa di motorini, tanto che vi sembrerà impossibile raggiungere l’altro lato della strada. Il segreto è essere sicuri di sè, camminare senza paura e soprattutto non fermarsi di colpo. Il flusso di motorette si aprirà intorno a voi, novelli Mosè, ma ricordate di proseguire dritti senza cambi di direzione improvvisi o bruschi arresti. Gli utenti della strada asiatici sanno infatti calcolare le traiettorie di chiunque sia sul loro cammino, anche se a voi sembra che tutto proceda a caso. Anche questo è un incontro tra culture diverse.

Altre foto possono essere viste su Flickr

Il visto turistico per l’Iran

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Bandiera iraniana

Ultimamente si sente parlare meno della Repubblica Islamica dell’Iran, probabilmente le ragioni di politica internazionale ne hanno attenuato il ruolo di membro dell’”asse del male”, una definizione inventata nel 2002 dal presidente americano Bush, dove l’Iran era in compagnia di Iraq e Corea del Nord in quanto nemico degli Stati Uniti e “sponsor” del terrorismo internazionale. Visitare l’Iran vi lascerà tuttavia stupiti, la realtà del paese sembra infatti essere distante anni luce da come questo viene normalmente descritto sugli organi di informazione. Erede di una tradizione millenaria il popolo iraniano è commovente nella sua gentilezza ed ospitalità, senza contare che l’inglese è largamente diffuso e parlato. Un vero paradiso per il turista, in confronto al vicino inferno centroasiatico. Altro

Kunming (昆明市), una tappa obbligata

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Statua di donna – Xi Shan

Vero e proprio crocevia dello Yunnan, di cui è capitale, Kunming è un punto di passaggio difficilmente evitabile. Da qui infatti si possono raggiungere praticamente tutte le destinazioni della regione, e non solo. Kunming sta infatti diventando un hub molto importante per tutto il sud-est asiatico, come dimostra il traffico aereo del suo aereoporto internazionale. Da Kunming si possono raggiungere il Laos ed il Vietnam oppure salire verso il Tibet attraverso Dali, Lijiang e Shangri-La. Tutto lo Yunnan è proiettato verso la sua capitale, detta anche “città dell’eterna primavera” per via del suo clima mite durante tutto l’arco dell’anno, con una media di circa 20°C. Altro

Dal Kazakistan all’Ucraina, la Russia in crisi?

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Vladimir Putin ed un’espressione forse preoccupata

Scritto per East Journal

In una recente intervista, Vladimir Putin si è lasciato andare a delle dichiarazioni molto forti, a proposito di un tema che nulla sembrerebbe avere a che fare con la questione ucraina, vale a dire il nazionalismo kazako. Eppure quanto dichiarato dal presidente russo riveste un particolare interesse anche per quanto accade oggi in Ucraina, ma anche per l’intero scenario geopolitico internazionale. Quello che bolle in pentola è molto probabilmente legato all’Unione Eurasiatica, che dovrebbe vedere la luce il 1° gennaio 2015. Per poter affrontare il tema premessa necessaria è l’uscita dalle dinamiche di tifo da stadio che stanno caratterizzando la (bassa) qualità di molti analisti odierni. Altro

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La strada M-41 detta Autostrada del Pamir – Tagikistan

Come ben sanno I lettori di Farfalle e Trincee, questo blog ama molto il Gorno-Badakhshan, regione autonoma del Tagikistan, parte della più grande regione del Pamir. Il Gorno-Badakhshan è remoto e poco popolato, percorso da una strada, l’M-41, che si stende da nord a sud. Niente benzinai, quasi nessun villaggio, solo una natura immensa e selvaggia. Per percorrerla bisogna essere ben attrezzati o si rischiano guai seri. Personalmente ho avuto la “fortuna” di rompere un semiasse a soli 10km da un paesino, Jelondi, gravitante intorno ad un non meglio precisato sanatorio. A tirare fuori dai pasticci me ed il mio socio Matteo, un gruppo di personaggi in pantaloni militari e denti d’oro. Nella foto la strada ha appena lasciato Khorog, sul confine afghano e si appresta a salire verso Murghab, attraverso il Parco Nazionale del Badakhshan. Buon viaggio a tutti!

Altre foto possono essere viste sulla pagina Facebook.

 

 

Voci precedenti più vecchie

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